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CineMAH presenta GENNAIO RICCO, MI CI FICCO

23/01/2013

di Beppe Fenzi

Dopo un dicembre che, cinematograficamente parlando, s’è rivelato piuttosto parco di uscite interessanti, in questo primo mese del 2013, invece, sono state molteplici le prime visioni distribuite nelle sale italiane, peraltro con alcuni recuperi eccellenti di film usciti all’estero svariati mesi fa. A seguire miei brevi commenti sulle pellicole che ho avuto occasione di vedere e, spesso, apprezzare.

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LA MIGLIORE OFFERTA – Non al livello di quelli che reputo i due capolavori di Tornatore, ossia UNA PURA FORMALITA’ e LA SCONOSCIUTA, tuttavia un notevole lungometraggio, tra i pochissimi che fanno ancora sperare per le sorti del cinema italiano (anche se Tornatore è probabilmente il meno italiano dei registi nostrani). Un thriller surreale, una storia d’amore, un tributo all’arte, una vicenda intimista e toccante, meravigliosamente intepretata da un Geoffrey Rush in stato di grazia, diretto in modo eccelso dal regista siciliano. Il resto del cast internazionale è di livello, anche se, duole ammetterlo, il doppiaggio, eccessivamente enfatico e teatrale, inficia la qualità di alcune performance. L’elegante messa in scena vanta la fotografia di Fabio Zamarion, già con Tornatore ne LA SCONOSCIUTA, e il solito, impeccabile commento musicale di Ennio Morricone, la cui musica, al pari dei vari interpreti, è vera e propria attrice all’interno del film.

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JACK REACHER – Lo sceneggiatore de I SOLITI SOSPETTI, qui al suo secondo lavoro come regista, gira un’operina piuttosto incolore e poco coinvolgente, con una trama che, pur funzionante, resta esile e per nulla ispirata. In un’epoca nella quale anche il meno celebrato serial televisivo è in grado di offrire plot e sceneggiature di non poco pregio, spiace constatare come McQuarrie si muova invece su un terreno convenzionale, con una vicenda che funge sostanzialmente da palcoscenico per la prova attoriale di Tom Cruise, più efficace che in altri film, ma comunque non particolarmente accattivante. Per quel che mi riguarda l’ho visto e già dimenticato.

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CLOUD ATLAS – S’era fatto un gran parlare di questo nuovo lavoro dei Wachowski Bros., realizzato in sinergia col regista tedesco Tom Tykwer. Una produzione ambiziosa, con un cast all star, per l’adattamento dell’omonimo romanzo di David Mitchell, che risulta infine essere nulla più di un gran esercizio di stile, un inconcludente insieme di trame che si sovrappongono e si intrecciano con immagini talvolta strepitose, nel contempo, però, algide e prive di reale fascino. Piuttosto opinabili poi alcune scelte operate dal trio, quale quella di fare interpretare più personaggi ai medesimi attori, coperti (talvolta fino all’imbarazzante) da pesanti make-up speciali: è questo un espediente poco congeniale alla resa finale, dal momento che distrae lo spettatore, più concentrato nel cercare di riconoscere i volti sotto il lattice che non a seguire la trama. Non un brutto film, sia chiaro, ben lungi però dall’essere la memorabile pellicola che si prefiggeva essere.

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REC 3 – LA GENESI – Chi ha amato [REC] e il suo seguito diretto non potrà che detestare questo terzo capitolo, diretto dal solo Paco Plaza (Jaume Balagueró funge da produttore) e ambientato in contemporanea agli eventi degli altri episodi, in una differente location. Il film inizia in “real time” come già i precedenti, salvo poi trasformarsi inspiegabilmente in una pellicola ripresa col metodo convenzionale, senza che questo espediente abbia alcuna logica all’interno della narrazione. Ci sono momenti umoristici del tutto fuori luogo, c’è tanto ridicolo involontario, plothole e non poche contraddizioni con quanto narrato in precedenza: è davvero assurdo che i creatori di un franchise non riescano a restare coerenti con quanto loro stessi hanno ideato. Non mancano cose buone, qua e là, ma eravamo fin troppo ben abituati per poterci accontentare! Speriamo nel nuovo film, che sarà diretto da Balagueró, il quale promette un ritorno alle atmosfere di [REC] e [REC]2.

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DJANGO UNCHAINED – Non c’è molto da aggiungere a quanto già esposto dai numerosi critici e appassionati che si sono espressi in termini entusiastici al riguardo, e che hanno già sviscerato il film in tutte le sue componenti. E’ inutile star qui a discutere, quell’uomo ha una marcia in più! Autore con la A maiuscola, Quentin Tarantino regala l’ennesimo capolavoro, in bilico come sempre tra cinema mainstream e puro citazionismo cinefilo (con le consuete concessioni al grandguignol più esasperato). Un lungometraggio che tiene incollati alla poltrona dal primo all’ultimo dei 165 minuti della sua durata, senza mai un momento di fiacca, senza mai calare nel ritmo o risparmiare continue trovate. Splendida la colonna sonora, al solito realizzata con un collage di brani preesistenti, a eccezione della bellissima canzone di Morricone/Elisa. Lo considero già uno dei must di questo neonato 2013! NB: sono molto curioso di rivederlo in lingua originale, perché in sincerità sono stufo di sentire la voce di Pino Insegno che doppia tutti allo stesso modo!

CERCASI AMORE PER LA FINE DEL MONDO – commediola insipida e invero piuttosto deprimente, debutto alla regia dell’attrice/sceneggiatrice Lorene Scafaria, con Steve Carell che propina il solito protagonista sfigato (fanno a gara, lui e Ben Stiller), e Keira Knightley, mai così fastidiosa. Già finito nel dimenticatoio.

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FRANKENWEENIE – una perla, l’ennesima, nella variegata filmografia di Tim Burton, sempre fedele alle sue tematiche, sempre in grado, però, di reinventarsi ed elaborare qualcosa di intrigante e appassionante. Dopo THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS e LA SPOSA CADAVERE, Burton torna alla stop-motion, con una sorta di remake esteso del suo classico corto anni Ottanta, all’epoca realizzato in live action. Probabilmente la miglior parodia dei film di James Whale dai tempi di FRANKENSTEIN JR. Rigorosamente in bianco e nero, con il solito profluvio di strizzate d’occhio cinefile, girato in modo magistrale, FRANKENWEENIE è consigliatissimo a tutti i fan dell’animazione d’autore.

LINCOLN – non mi sentirei di definirlo un brutto film, perché oggettivamente non lo è, ma, per quel che mi riguarda, non posso dirmi colpito dall’ultimo lavoro di Spielberg: sontuoso, recitato e fotografato in modo splendido, non mi ha però minimamente conquistato. Lungo, verboso, per me assai poco interessante o coinvolgente, complesso da seguire anche solo per il fatto (tra gli altri) di non conoscere a menadito la geografia e la storia degli Stati Uniti. Limiti miei, sicuramente, ma questo tipo di cinema proprio non fa per me. Del resto non mi aveva mai convinto, fin dall’annuncio della sua realizzazione. Inutile dire che in Italia l’impegno di Day Lewis è vanificato dalla voce di Pierfrancesco Favino, che sarà anche un bravo attore, ma come doppiatore lascia parecchio a desiderare!

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FLIGHT – il gran ritorno di Robert Zemeckis al cinema live action, dopo la lunga (e criticatissima) parentesi di lungometraggi in animazione CGI. Un film diverso da tutti i suoi precedenti, una trama drammatica che scava a fondo nell’animo umano, grazie soprattutto a una elaborata sceneggiatura, ottimi attori e la solita perizia di metteur en scene del regista americano.

THE IMPOSSIBLE – Il regista J.A. Bayona, dopo lo splendido THE ORPHANAGE si muove su un terreno narrativamente più canonico, confermandosi comunque l’ennesimo autore iberico da tenere d’occhio. Realizzata per intero in Spagna, la pellicola vanta un cast di validi attori anglofoni su cui spiccano l’eccezionale Naomi Watts e il giovanissimo Tom Holland. Vicenda toccante, recitata al meglio e con una colonna sonora strepitosa. Incredibili alcuni degli effetti speciali, soprattutto se si considera che sono stati realizzati da aziende spagnole e non dalle solite major statunitensi.

LOOPER – terzo lungometraggio per lo sceneggiatore/regista Ryan Johnson, è un interessante e peculiare vicenda fantascientifica che tratta del sempre affascinante tema dei viaggi nel tempo. Con i consueti e inevitabili paradossi che questo tipo di plot comportano, la pellicola è comunque scritta in modo intelligente e girata con gusto, ben interpretata dall’astro nascente Joseph Gordon-Levitt e da Bruce Willis, entrambi nei panni dello stesso personaggio in due età differenti.

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50 commenti
  1. Sono di parte: a me Cloud Atlas ha fatto provare amore per il cinema e per una storia (che in questo caso ne contiene molte).
    Trovo che Cloud Atlas sia un film che tutti dovrebbero vedere poichè ha molto da insegnare e molto da mostrare a chi sa essere sensibile. Ogni storia va presa per quello che è e gli intrecci fra di esse son ben più profondi del semplice “pezzo di lattice” messo in faccia all’attore di turno.

  2. (la locandina però fa cagare)

  3. I film commentati qui io probabilmente li vedo in 2 anni ormai :P

  4. Beppe quello che hai detto su Cloud atlas riscontra in pieno il mio giudizio ed è la stessa identi cosa che sto dicendo a tutti quelli che mi chiedono come sia stato. Il film scorre per carità però è troppo tortuoso dall’intreccio delle varie storie per lasciare allo spettatore la posibilità di concentrarsi sui tempi che espone visto la fatica nel cercare di tenere a mente le varie vicende in parallelo che secondo me sono state troppe.
    Tom Hanks l’ho apprezzato di più come recitazione quando era un selvaggio ma diciamo che aveva già fatto pratica in quelle vesti con Cast Away. Unica perla recitativa secondo me è dato dall’ex AGENTE SMITH matrixiano di cui non mi sovviene il nome… Il ruolo di cattivo è fatto apposta per lui non c’è niente da fare!!!!

    • Beppus1968 permalink

      Hugo Weaving… Anche se nei panni dell’infermiera teutonica è davvero ridicolo! ;-)

  5. sostituisci tempi con temi… xD errori di frettolosità

    • forse anche un po’ di errori valutativi…
      le storie non sono affatto tortuose, ognuna di esse ha il suo filone narrativo estremamente e gli intrecci con le altre non sono che un qualcosa in più che lo arricchisce, ma non ci si deve concentrare solo su quelli. Di fronte ad un quadro non dico “bello, però ci sono troppe pennellate”

      ps: l’ho detto che sono di parte? ;)

      • * “… filone narrativo estremamente chiaro e…”

      • Beppus1968 permalink

        In effetti le storie non sono tortuose, basta seguirle singolarmente… E’ l’insieme a essere, secondo me, troppo compiaciuto nel narrare vicende semplici, ingarbugliandole per andare a parare infine su un messaggio di fondo piuttosto scontato. La trama dell’editore, poi, quella appunto con l’infermiera teutonica, m’è parsa completamente fuori luogo.

      • fra permalink

        Concordo con Lutis. Cloud Atlas secondo me è stato giudicato troppo severamente; molti lo ritengono un film “vuoto” solo per il fatto che il legame tra le storie non è così forte e concreto come in effetti uno si aspetta fino alla fine. Ma nel complesso trovo che l’intrecciarsi delle trame sia stato gestito benissimo, soprattutto nel finale dove diventa molto più frenetico e le storie sembrano fondersi.
        La scelta di affidare ruoli diversi agli stessi attori secondo me è risultata vincente perchè questo contribuisce a rafforzare un pochino il legame di cui parlavo prima e anche il tema della ripetizione, su cui si basa il film. Mi sono piaciuti anche i bruschi cambiamenti di atmosfera, compresa quella comica dell’editore, ma questa è più che altro una questione di gusti.
        Hugo Weaving è un grandissimo! Favoloso soprattutto quando interpreta il demone che perseguita Tom Hanks, mi è piaciuto un sacco! Unica nota negativa: il parrucchino che gli han messo quando fa il sicario, sembra l’agente smith travestito ._.

  6. pps: Hugo Weaving rules!!!

  7. CREPASCOLO permalink

    Non ho ancora visto il film con il mio amico Hugo, ma segnalo ai ratmaniani DOC una citaz non nel film, ma nel regista: Larry Wachowski ha cambiato sesso ed ha accompagnato il film in giro per il mondo nei panni di Lana Wachowski. Lo stesso tragitto di un ex postino nell’albo ortolano…

  8. Fabricus87 permalink

    Sono di parte pure io ma Cloud Atlas per me è stata un’esperienza cinematografica: non sto elogiandolo come masterpiece, ha le sue pecche e non discuto, però vederlo in quel momento, in quel cinema con quello stato d’animo ha smussato tutti i suoi difetti e m’ha regalato tre ore di grande soddisfazione, in un periodo piuttosto arido di cinema con vecchi registi che toppano alla grande e sequel di sequel etc etc, lo so, lo sappiamo tutti. Le storie, mia opinione, sarebbe troppo banale legarle tra di loro se non con i lievissimi accenni che sono presenti nel film, concezione che gli stessi registi contraddicono con la faccenda stonatissima della voglia a forma di cometa che presente o meno nel libro (mea culpa, non l’ho ancora letto) avrei rimosso proprio per il carattere banalizzante, alla “toh, guarda sono tutti collegati con la voglia”. Il ripetersi degli attori più che come l’hanno vissuta i registi (“figa l’idea che un cattivo in una storia sia l’eroe in un’altra) la vedo come mero strumento per dare l’illusione anche solo inconscia allo spettatore di continuità nella storia. Per quanto riguarda quest’ultima, ho dovuto vederlo due volte prima di capire che nel 2012 l’editore sta leggendo il romanzo della giornalista del 1973!
    Di contro, e mi dispiace dirlo, ho trovato un buon 40 minuti di Django piuttosto noiosetti per poi riprendersi col botto, ovviamente.

  9. Con tutto il rispetto Cloud Atlas l’ho visto ieri ed è veramente ridicolo. Delude su ogni aspetto. I vari filmetti (tutti incredibilmente banali e rivisti per temi e finali) non hanno nessun reale intreccio se non piccoli cenni di uno nell’altro o la cretinata della voglia. Veramente poca cosa. E non fatemi parlare dalla storia “della cinese” che ha premesse ridicole, finale prevedibile e svoglimento che sembra matrix-sfigato per concept attori e situazioni. Il film è bello solo all’inizio quando scopri i vari film…poi arriv ano solo delusioni. Ha ragione Leo sull’uso delle facce di gomma…ridicole…rovinano ancora di più il film.

    • Beppus1968 permalink

      Per l’ennesima volta: l’articolo l’ho scritto io e non Leo! Ragazzi, sforzatevi di leggere la firma sotto al titolo! ;-)

  10. Paolo "Pisolo" CIaravino permalink

    Mi spiace di essermi perso Tornatore (concordo con te sui suoi capolavori), ma purtroppo nel giorno deputato alla visione ho avuto un contrattempo.
    Mi incuriosiscono poi gli ultimi due titoli da te citati, poco il resto.

    • Beppus1968 permalink

      Mi farai poi sapere, sempre non ti faccia catturare da qualche pellicola bielorussa di quelle con inquadratura fissa di sei ore sulla maniglia di una porta e voce di un uomo fuori campo che si domanda: “Esco o non esco?” ;-) ;-)

      • Paolo "Pisolo" CIaravino permalink

        Gne Gne Gne! :-P
        Sapevo che avrei finito per avere questa brutta nomea :D

      • Beppus1968 permalink

        Chi semina vento… :-P

      • Paolo "Pisolo" CIaravino permalink

        Farò meglio nella prossima vita :)

      • Beppus1968 permalink

        Del resto io sono da sempre, nonostante veda centinaia di pellicole di diverso genere tutti gli anni, quello “che se non ci sono gli effetti speciali a te i film non piacciono”! :D

  11. Piccola nota per il sacrificio settimanale al Dio Uottefak:

    Beasts of the Southern Wild —> Re della terra selvaggia

    Perchè tradurlo normalmente come “Bestie del selvaggio sud” pareva brutto. O forse avevano paura di vedere orde di leghisti presentarsi al botteghino…

    • Beppus1968 permalink

      Figurati, io ho scoperto che a 30 anni dal primigenio errore, il nuovo EVIL DEAD è stato nuovamente intitolato LA CASA…

    • La piccola protagonista somiglia in modo inpressionante alla Lucy.

  12. 45TheReaper permalink

    Quasi dimenticavo Leo guardi The Big Bang Theory?

    • ODDIO LE MIE ORECCHIE!!! :-O

      Ma cos’è questa cosa orribile??? TBBT doppiato in italiano? Ma stiamo scherzando?????
      Ma che vocine stupide gli hanno dato? Suonano tutte uguali fra di loro. E tradotte le battute non fanno nemmeno ridere…
      Allucinante. O___o

      Versione corretta:

    • Già visto, già commentato!:)

  13. majunior91 permalink

    E meno male che per ingannare l’attesa me l’ero visto già in lingua originale. Credimi, infatti non oso immaginare quando al cine vedrò un Jamie Foxx doppiato da Pino Insegno… non voglio nemmeno pensarci…

    • Ma si capisce bene, o i dialoghi fiume alla Tarantino necessitano di partricolari conoscenze dell’inglese che non ho, come tante altre cose?

    • Beppus1968 permalink

      Stavo pensando che siccome Pino Insegno doppiava Lizard, il cattivo di THE AMAZING SPIDER-MAN, ma è anche doppiatore di Jamie Foxx, che sarà il villain nel sequel, ci ritroveremo due cattivi di Spider-Man con la stessa voce monocorde da Aragorn bastonato… NEUUUUUUUUUUU!!!!!!

  14. Consiglio a tutti “FLIGHT” che lo reputo molto bello come film. Due ore spese benissimo con un Denzel Washington sopra le righe. Lo consiglio di vederlo in lingua originale per tutti coloro che capiscono l’inglese.

    • Mi stavo dimenticando di dire una cosa: J.J. Abrams sarà il nuovo regista di STAR WARS.

      ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

      • Beppus1968 permalink

        E sicuramente non potrà fare peggio di Lucas stesso…

  15. cavallogolooso permalink

    Io ringrazio tantissimo, ora so che cosa vedere! Su quelli che ho visto concordo anch’io. Non ricordo se hai parlato di Vita di PI (che potrebbe essere d’ispirazione ratamanna) , tra l’altro.
    Unica differenza con quello che sento io: amo i nostri doppiatori… ok, forse Pino Insegno non sarà il massimo … ma non mi dispiace affatto. Del resto non posso dire di sapere se gli attori che doppia in generale recitino con voce ed espressione molto diversa ogni volta. Pierfrancesco Favino non lo avevo individuato come doppiatore da ascoltare con attenzione… ci farò caso. Ma in effetti sono di parte, lo ammetto: ho proprio un debole per il doppiaggio, tanto che spesso trovo insipida la recitazione originale.
    Dev’essere l’abitudine ad una recitazione enfatica… che però io non sento tanto forzata. Forse perché ormai è assuefazione: mi serve! :)

    • gabrielecozzolino permalink

      Io l’ho trovato meraviglioso, è una rappresentazione dei classici drammi umani, non va visto come se fosse matrix o un film d’azione, è un racconto di storie diverse e in ognuna si tratta il tema del diverso, del cambiamento, della rivoluzione. In fondo poi c’è un bellissimo messaggio: non importa quanto piccolo ti senti, puoi sempre fare la differenza. Ho apprezzato molto anche lo scambio delle parti tra gli attori (probabilmente influenzato dal cambio di sesso di un fratello). È un film nuovo, originale, diverso.
      A differenza di django che è l’ennesima scusa per mostrare un po’ di violenza gratuita da parte di un regista grandemente sopravvalutato e pieno di sé.

    • Beppus1968 permalink

      Di VITA DI PI avevo parlato nel pezzo sui migliori e peggiori del 2012. Lo trovi nell’archivio del blog.

      • cavallogolooso permalink

        grazie!
        – tra l’altro: ho appena visto Django e me lo sono goduto, oltre ad incazzarmi non poco per l’argomento che forse avrei dovuto solo considerare “contesto” … e mi ha divertito anche il “cameone” di Tarantino

  16. gabrielecozzolino permalink

    Io l’ho trovato meraviglioso, è una rappresentazione dei classici drammi umani, non va visto come se fosse matrix o un film d’azione, è un racconto di storie diverse e in ognuna si tratta il tema del diverso, del cambiamento, della rivoluzione. In fondo poi c’è un bellissimo messaggio: non importa quanto piccolo ti senti, puoi sempre fare la differenza. Ho apprezzato molto anche lo scambio delle parti tra gli attori (probabilmente influenzato dal cambio di sesso di un fratello). È un film nuovo, originale, diverso.
    A differenza di django che è l’ennesima scusa per mostrare un po’ di violenza gratuita da parte di un regista grandemente sopravvalutato e pieno di sé.

    • Beppus1968 permalink

      Se pensi questo di Tarantino, perché sei andato a vedere DJANGO? Masochista?

      • gabrielecozzolino permalink

        Come cinefilo non potevo perderlo, altrimenti poi come facevo a commentarlo? Comunque molto meglio di quella schifezza di Kill Bill.

  17. Beppus1968 permalink

    Mah… Non è obbligatorio vedere tutto per definirsi cinefili. Se so che un regista non mi piace, non lo vedo, nessuno mi obbliga! Con Lynch, per esempio, ho smesso ai tempi di STRADE PERDUTE: mi sentirei un po’ sciocco ad andare a vedere un suo film solo per poi ricoprirlo di sterco. Detto ciò, avercene di “schifezze” come KILL BILL! :-)

    • gabrielecozzolino permalink

      Liberissimo di sentirti sciocco :-)

      • Beppus1968 permalink

        Non mi ci sento affatto, dal momento che non vedo film di registi che so già non mi piaceranno! :-D

    • Ci dev’essere un malinteso, non odio la persona di Tarantino e non ho pregiudizi sui suoi film, alcuni suoi lavori mi sono anzi piaciuti molto e sono tra i miei film preferiti, detto questo ho l’onestà intellettuale per discernere tra un buon prodotto e un pessimo prodotto e, ancora, proprio dopo aver visto tutti i lavori di Tarantino posso commentare come ho commentato, ovviamente opinione personale come puoi averla tu e chiunque altro, d’altronde basta leggere qualche critica e vedere un paio di film per capire che i critici lasciano il tempo che trovano.

      • Beppus1968 permalink

        Per carità, il fraintendimento può capitare, ma se leggo una definizione come “regista grandemente sopravvalutato e pieno di sè”, mi viene appunto da pensare che tu e lui non andiate molto d’accordo (non in senso letterale, ovviamente). Non davi l’idea di essere una persona che possa annoverare alcuni film di Tarantino tra i tuoi preferiti, proprio alla luce della tua affermazione di cui sopra.
        Che DJANGO e KILL BILL non ti siano piaciuti è lecitissimo, ci mancherebbe! Il tutto è nato solo da quanto hai affermato sopra, non certo dal poco gradimento che hai dimostrato per i singoli film. Come ho già detto, anche io ho detestato A PROVA DI MORTE, che per ora è l’unico passo falso che imputo al buon Quentin.

  18. joramun permalink

    Nelle ultime setimane ho visto in successione VITA DI PI,CLOUD ATLAS,e DJANGO;dopodomani vado a vedere LINCOLN e poi ( se la programmazione della Multisala me lo permette) vedrò anche FLIGHT.

    DJANGO è l’ennesimo filmone made in Tarantino.Ultimamente i film stanno prendendo l’abitudine di sforare sistematicamente le 2 ore; non che la cosa mi dispiaccia,ma spesso durano 2 ore e 3/4 anche film che non avrebbero nessunissima ragione per durare nemmeno 2 ore.Il risultato è che ogni volta tocca sorbirsi 40 minuti di noia mortale,o uscire con quella sensazione di brodo allungato…..che insomma…. potevano mettercelo almeno un mezzo pollo o un gambetto di prosciutto.
    DJANGO invece regge a meraviglia per tutte e 3 le ore,perchè è un film diretto da un regista che sa benissimo su cosa si fonda una grande storia: dialoghi di livello, charachter design magistrale, le grandi passioni che agitano l’animo umano.Poi certo,Tarantino ci aggiunge il suo stile fatto di citazionismo a go go,fiumi di sangue e goliardia (la scena del Ku Klux Klan è meravigliosa),ma fino ad ora è sempre stato un gran bel aggiungere.Comunque non è un film da 10,perchè i suoi difetti li ha (la storia non è di per sè originalissima) e comunque Bastardi Senza Gloria resta lassù, inavvicinabile…..ma è comunque l’ennesimo filmone made in Trantino.

    VITA DI PI è,dopo DJANGO ( o forse anche a parimerito) il film più bello che mi sia capitato di vedere da parecchio tempo a questa parte. La cosa che forse mi è piaciuta di più è che l’impostazione data da Ang Lee non è stata quella di un film esistenzial-religioso,di quelli che dopo venti minuti ti fan venir voglia di inciderti il palmo con un chiodo arruginito;al contrario i riferimenti del film (del libro non so) sono i grandi romanzi di formazione e di avventura ottocenteschi (Kipling su tutti),merito di un regista che ha sempre dimostrato di non avere la puzza sotto al naso e di passare senza problemi da Brockeback Mountain a Hulk. Film bellissimo anche dal punto di vista visivo,con alcune immagini davvero poetiche ed evocative.Non so che ca**o centri con Avatar,ma va bene lo stesso

    CLOUD ATLAS è forse quello che mi ha deluso di più.Quello che molti mi avevano spacciato come il punto forte del film,vale a dire l’intreccio di storie e di vite che si influenzano nel corso del tempo,è al contrario il peggior difetto del film. A livello di trama e di intreccio le varie storie si influenzano pochissimo le une con le altre….il tutto si riduce ad un libro scritto in un epoca e trovato e letto in un altra,ad una canzone che ricorre qui e la…l’impressione finale è di 5 storie ( bellissime se prese singolarmente) messe insieme in maniera posticcia per sostenere il messaggio del film,piuttosto che un unico film in cui le 5 storie interagiscono tra loro in maniera organica.
    Va comunque bene,perchè paghi per vedere un film e ti ritrovi a vederne 5 e c’è la crisi….però

    Ora aspetto LINCOLN e FLIGHT per poi godermi in tutta calma e con cognizione di causa la notte degli Oscar,dove pronostico un big match Spielberg – Tarantino

    • gabrielecozzolino permalink

      Questa è una cosa che ho sentito anche da altri, secondo me hanno sbagliato a incentrare la campagna pubblicitaria su quell’aspetto, probabilmente lo hanno fatto per stuzzicare la fantasia però in effetti il film non va visto con quella aspettativa altrimenti si resta delusi.
      Ci sono anche persone però a cui di primo acchito non è piaciuto e che ripensandoci su hanno cambiato idea.

    • Beppus1968 permalink

      Per quel che mi riguarda LINCOLN è appunto uno di quei film che durano quasi tre ore senza in realtà aver necessitato di tutto quel tempo per raccontare ciò che racconta. A parte che l’avrei tranquillamente intitolato DISCUSSIONE PER L’EMENDAMENTO SULL’ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU’ (certo, poi forse l’avrebbero scambiato per un film della Wertmuller)…

      Ho avuto modo di vedere in anteprima anche ZERO DARK THIRTY della Bigelow, che rivela essere nulla più che una lunghissima e sterile cronaca di eventi infarciti di nomi arabi: anche in questo caso due ore e mezza di film che non passano mai! Roba al cui confronto, il precedente THE HURT LOCKER, già non propriamente scorrevole, sembra un’iniezione di adrenalina.

      Quanto alla notte degli Oscar, il big match che auspico io è quello ARGO-DJANGO. LINCOLN vincerà probabilmente per il miglior attore, ma non credo andrà molto oltre.

  19. Giulia permalink

    Scusate se faccio riemergere il discorso, ma concordo in pieno con la recensione ci Cloud Atlas..io ho letto il libro e mi è piaciuto molto, avrebbero fatto meglio a rispettarne la struttura narrativa, che è ordinata (nella prima parte, crescente nelle età e nella seconda decrescente) e permette al lettore di immedesimarsi nelle storie singole, ed ogni storia appare più legata all’altra. hanno tralasciato il vero messaggio del libro (che esplicava meglio il collegamento tra storie) pur volendo rimanere fedelissimi a gran parte delle vicende…detto questo, personalmente sono stata molto delusa dalla storia di Sonmi (quella futuristica ambientata in Corea) nel libro era ricca di storia e colpi di scena, sul film è stata ridotta ad una continua spettacolare sparatoria/fuga..ok semplificare le storie, ma quì è esagerato, dal film non si capisce perchè lei è così importante (non potevano prendere un qualsiasi artificio?) io consiglio vivamente di leggere il libro, che abbiate o non abbiate visto il film :)

  20. Roberto permalink

    Di questi non ho visto “Rec”, “Frankenweenie” e “Cercasi amore per la fine del mondo” e anche se in un anno ho visto 150 film a qualcuno ho dovuto rinunciare.

    Degli altri che ho visto, ritengo che come trama e profondità della storia “Lincoln” sia il migliore, che “Django” sia il più coinvolgente e che “Looper” sia il peggiore.

    Per quanto possa io sospendere la mia credulità ed accettare i paradossi temporali di “Looper”, non posso accettare che tratti l’evento “sciamano” contemporaneamente come indipendente e dipendente dalle azioni del protagonista. Nella prima linea temporale quando lui uccide se stesso da anziano, la comparsa dello sciamano è indipendente dalle sue azioni.
    Nella seconda linea temporale, lui da giovane si uccide perché pensa che l’evento sciamano sia dipendente dalle azioni di se stesso da vecchio. Francamente ridicolo. La storia avrebbe funzionato se non ci avessero fatto vedere la prima linea temporale. Ma se mi fai vedere una storia in cui lo sciamano esiste indipendentemente dalle azioni del protagonista, nel momento in cui lui si spara la storia non funziona e prendi il protagonista per deficiente.

    “Cloud Atalas”… soffre di una lentezza paragonabile ai film cecoslovacchi con sottotitoli in tedesco di fantozziana memoria. Troppa carne al fuoco. Però le trame sono intrecciate bene tra loro.

    Ottimi anche “La migliore offerta”, “Flight” e “The impossible”

    Io a gennaio ho visto anche “Mai stati uniti”, “Asterix e Obelix al servizio di sua maestà”, “Quello che so sull’amore”, “Pazze di me”, “Les Miserables” e “The Last Stand”.

    Comunque anche i mesi dopo non erano male come film…

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