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NAPOLI COMICON che è stata due settimane fa, non importa, dai.

NAPOLI COMICON 2015

Siccome sono in ritardo, ovviamente vi racconto con una brevissima carrellata di immagini anche la mia Napoli Comicon di quest’anno, che è successa più o meno due settimane fa, ma cosa volete, c’è il fuso orario.

Il RE e io.

Il RE e io.

E insomma, lo confesso, come fosse una colpa. Mi sono divertito molto. Sarà che è facile, che uno come me, costretto dalla sua stessa passione a stare chiuso in grotta per mesi, esce un attimo, incontra gli amici e beve, sarà facile, dicevo, che non si diverta.

Mi sono divertito? (nella foto, la bella e brava cosplayer Sofia Scarpato)

Mi sono divertito? (nella foto, la bella e brava cosplayer Sofia Scarpato)

Poi la fiera è organizzata bene, in quanto spazio limitato anche nella vendita dei biglietti di ingresso: superato il limite, non entra più nessuno. E dentro si riesce a camminare, a parlare, a essere disponibili con tutti, anche se di gente ce n’è eccome. Ma non si viene schiacciati come a Lucca. Bella anche Lucca, eh? Ma non so cosa succederà la prossima edizione. La mia proposta è quella di mettere un lettore sulle spalle di un altro e di mandarli in giro così. Si dimezza lo spazio occupato a parità di pubblico presente. Potremmo fare lo stesso anche con gli autori. Mentre il lettore sotto si fa fare un  autografo da Manara, per dire, quello sopra si fa fare l’autografo dalla Ziche. Una cosa così.

La magnificenza.

La magnificenza.

Comunque. La cosa strana che fa tanto “papà”, argomento su cui sono ormai ferratissimo, è che mentre voi lettori eravate in fila e venivate da me, uno dopo l’altro, io vi guardavo e pensavo “ma va’ quanti ragazzi! Ma va’ che belli! Che futuro, che mi scorre davanti! Che meraviglia!” E un po’, lo ammetto, mi avete commosso. Gentilissimi, carinissimi, garbatissimi. Non so se era perché non venivo a Napoli dal 2009 o se era perché era una fiera dove potevi respirare la serenità partenopea. Fatto sta che grazie, mi avete regalato una bellissima sensazione.

Il gruppo del GROUCHINO: da sinistra a destra, Giacomo Bevilacqua, Tito Faraci, Roberto Recchioni, io e Silvia Ziche, inafferrabile sulle foto, come lo yeti. Manca Zerocalcare che, come dice giustamente Giacomo, era in bagno. Ma in un altro ristorante.

Il gruppo del GROUCHINO: da sinistra a destra, Giacomo Bevilacqua, Tito Faraci, Roberto Recchioni, io e Silvia Ziche, inafferrabile sulle foto, come lo yeti.
Manca Zerocalcare che, come dice giustamente Giacomo, era in bagno. Ma in un altro ristorante.

Dopo Silvia Ziche, ha iniziato a vibrare in una dimensione differente anche Roberto Recchioni. Cose che succedono al fumetto.

Dopo Silvia Ziche, ha iniziato a vibrare in una dimensione differente anche Roberto Recchioni. Cose che succedono al fumetto.

E avendo citato Milo Manara, gli ho potuto esprimere la mia solidarietà per la copertina della Donna Ragno, che un giorno ne faccio una così pure io, tipo Cho, altro estimatore. Che poi, con Cho siamo estimatori di un certo tipo di donna-donna, che vabbè, poi lo avete visto qui sopra. Interesse artistico, per carità.

Dai, ci avete creduto? Oh!Oh!Oh!

Se non fosse per Michele, parrebbe che Giacomo e io abbiamo passato le giornate a bere e a gozzovigliare. Salva la nostra immagine, Zero!

Se non fosse per Michele, parrebbe che Giacomo e io abbiamo passato le giornate a bere e a gozzovigliare. Salva la nostra immagine, Zero!

Napoli Comicon è stata anche una bella occasione per incontrare e parlare con amici e colleghi, cosa che spesso tende a sovrapporsi, grazie a Dio, che, come diceva Ade Capone, cui ho dedicato il premio MICHELUZZI, vinto per la migliore serie dal tratto non realistico, “siamo qui a fare fumetti, non la guerra”.

Che Ade è sempre stato avanti a tutti.

Caterina e il nostro futuro genero, marito della Lucy. Tale Alessandro. Pare un bravo ragazzo. Ora gli domando se frequenta la parrocchia.

Caterina e il nostro futuro genero, marito della Lucy. Tale Alessandro. Pare un bravo ragazzo. Ora gli domando se frequenta la parrocchia.

E quindi grazie per le belle giornate ai Paguri, che poi non ci riusciamo mai a incontrarci nelle stesse cene (forse loro si informano di quale scelgo io e poi vanno altrove), a Giuseppe Palumbo, sempre un piacere per gli occhi, il suo tratto unico, intendo, Giuseppe, eh?, a Giacomo Bevilacqua, che mi faceva il ripasso del WHO’S WHO del fumetto italiano, che io sono tagliato fuori, mi ritrovo a cercare di unire nomi e volti come fossi stato recuperato dopo 20 anni di campo di concentramento, a Roberto Recchioni, che è il diavolo, ma a me è molto simpatico e mi viene istintivo volergli bene, a Tito faraci, che ora lo seguo anche su tuitter, sennò mi si offende, dai Tito, non fare così, a Silvia Ziche, che ci si vede davvero poco ed è un peccato, a Don Alemanno, che ringrazio anche per averci fatto compagnia la sera che eravamo bloccati nel limbo, a Giovanni Mattioli, ma solo se mi ha salutato Vanna, mi raccomando, eh?, a Zerocalcare, che lo dovete lasciare mangiare in pace, che vi sta regalando momenti di pura goduria del fumetto, almeno la pizzetta lasciatelo stare, ai ragazzi della Panini Comics, Diego, Sara, Stefania, Enrico, Nicola, Alex e perdonatemi se mi sto scordando qualcuno, organizzatissimi, a Sio, che secondo me se gli propongo una cosa da cosplayer per Lucca, magari la fa anche, ma bisogna coinvolgere tutti quanti, a Maria Rosaria Giampaglia, per tutto l’aiuto preziosissimo a far vedere che sono qui, mi vedete?, a Loris Cantarelli e Michele Ginevra, che almeno non parliamo di pensioni, a Walter, che non è una fiera del fumetto se non c’è Walter, ad Alfonso Rizzo, che mi ha fatto una gioia, rivederlo, che non avete idea, anche se la prossima volta che hai dei mazzi di carte, scappo, a Michele Foschini che, come dice, ci si conosce da 19 anni, vogliamo regolarizzare la nostra posizione?, a Luca Boschi, che è pur sempre il mio maestro jedi, anche se non sono più un padawan, a Luca Raffaelli, che a me mette sempre di buonumore al solo vederlo e a Francesca Perri, che non è potuta venire, mannaggia, sappi che ci sei mancata, a Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali, i veri kriminali, grazie per lo shot allo stand, ad Alfredo Castelli, il primo e l’unico che mi ha insegnato cose senza saperlo e insomma a tutti quelli che ho incontrato e adesso so che mi dimentico e mi maledirò per non avere citato, ma sappiate che è stato bello vedervi e parlare con voi, vero Fabio Gadducci?

Che l'occhiale a montatura spessa, adottato in quanto stavo sparendo dalle foto, scopro essere un must degli ultimi tempi. Anche se Michele Foschini lo usa già da tempo.

Che l’occhiale a montatura spessa, adottato in quanto stavo sparendo dalle foto, scopro essere un must degli ultimi tempi. Anche se Michele Foschini lo usa già da tempo.

Infine grazie ad Alino, Claudio Curcio e all’organizzazione di Napoli Comicon per l’invito e l’ospitalità al bell’albergo Esedra, quello con l’entrata segrete in fiera, direttamente. Un sogno. per gli autori e gli espositori.

LA FORZA SI SVEGLIA ANCORA (CineMAH e dintorni che ve lo avevo promesso)

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SCOOP!

Frank Cho, autore famoso per la passione (condivisa) con cui disegna le donne, ha realizzato tutta una serie di copertine in cui la protagonista è nella ormai famosa posa “alla Manara”,suscitando reazioni anche indignate, nel mondo del fumetto e oltre.

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Ma solo noi siamo in grado di presentare un vero e proprio scoop!

Lo stesso Frank Cho, nella posa “alla Manara”.

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L’ultimo MISTERO

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Non è bello, quando ti passa accanto la bara di un amico e sai che è lì dentro e che non sai altro, nonostante le belle parole della cerimonia.
Così abbiamo salutato Ade, stamattina.
E fuori dalla chiesa, si vede l’Hotel Porro, dove avevamo fatto quella cena con il signor Bonelli e Claudio Villa ed era stata una bellissima serata.
E adesso sei lì, accanto agli amici di fumetto, Andrea Plazzi, Antonio Serra, Michele Medda e Mauro Marcheselli. Ma ce ne sono tanti altri, solo che non è che adesso voglia fare degli elenchi. Ci siamo tutti. Con il cuore e con la mente, e quelli presenti sono solo una piccola parte di tutti coloro che hanno voluto bene ad Ade. Che sono una moltitudine.
E allora mi immagino che su quella collina lassù, dell’Hotel, una misteriosa figura vestita di nero, osserva da lontano la scena. Occhiali scuri, a goccia.
Resta così qualche minuto, come a considerare tutto ciò che è stato e tutto quello che adesso sarà.
La sua nuova vita.
Poi un agente si avvicina con discrezione: “Signore…è ora.”
L’uomo si volte, e con quella inconfondibile “erre” di queste zone, lo tranquillizza “Arrivo subito”.
Così Ade Capone sale sull’elicottero e si leva in volo.
L’Agenzia ha voluto così.
La sua nuova missione è iniziata.
Vede Salsomaggiore che si allontana. Vede quella piccola folla, come puntini scuri.
“Forse un giorno…” pensa.
“Forse un giorno tornerò”.
In basso, il rumore delle pale dell’elicottero mi fa alzare la testa.
Verso il cielo.

(nell’immagine, una foto che Ade mi ha mandato per augurarmi un buon 2014, l’ultimo dell’anno, con il titolo “Rat-Man contro Erinni”)

In MEDIA stat virtus?

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Questo è il resoconto di quanto successo negli ultimi due giorni.

Un pasticciaccio brutto di violazione del diritto d’autore.

A seguire, due articoli apparsi, per velocità e necessità di diffusione, sulla mia pagina facebook “leo ortolani official and gentleman”.

Giovedì 15 gennaio 2015.

Sai cosa ho fatto di recente? Ho scoperto che IL CORRIERE DELLA SERA ha preso le vignette che tanti autori italiani hanno pubblicato per solidarietà ai colleghi francesi e ci si è fatto un bel libretto da vendere a euro 4,90. E quando dico che le ha prese, intendo dire che le ha prese senza chiedere niente a nessuno.
Tipo che avete un motorino, vi girate, non c’è più. Ve lo ha preso il Corriere della Sera per farci un giro. A scopo di beneficenza, eh? Il motorino è sempre vostro.
Ora.
Io sarò anche un povero geologo che fatica a stare al mondo, ma qui si comincia a perdere il senso delle cose.
Chiedimelo. Magari ti dico di sì. Luca Bertuzzi di WOW, lo Spazio Fumetto di Milano me lo ha chiesto, se poteva usarla per esporla, gli ho detto di sì.
Lo vedi, come è semplice, quando si è tra persone educate?
Ma tu, Corriere della Sera sei venuto qui, hai preso una foto (UNA FOTO!!) di un disegno che ho messo in rete fotografandolo con il cellulare, perchè non ho lo scanner attaccato al sedere e a volte si fanno dei disegni sulla spinta emotiva, come quello, e si pubblicano in qualche modo, per fare sapere che quello che è successo ti ha colpito e molto, e tu, dicevo, Corriere dei Piccoli, vieni qui e te la prendi. Una foto. E te la stampi. A bassa risoluzione, ovvio.
Che oltretutto non è che mi fai un favore, pubblicando una foto di un mio disegno, a bassa risoluzione. Nemmeno la decenza del controllo artistico.
Nemmeno quella.
Che Luca Bertuzzi mi ha chiesto la cortesia di un file ad alta risoluzione. E gliel’ho mandato.

Ora, corriere dell sera, ti insegno come fossi mia figlia, che però lei ha otto anni, è nata nel 2006, può succedere, tu invece sei nato nel 1876, dice wikipedia, non si capisce cosa tu abbia imparato in tutto questo tempo.
Facciamo così.
Ora, uno dei tuoi redattori, magari lo stesso che si è premurato di venire a prendere le cose senza chiedermele, viene qui e si scusa. Davanti a tutti.
Mica che scrivi che “sei a disposizione degli aventi diritti”. Eh, grazie al ciuffo. Mi prendi il motorino e ora dici che me lo devo pure venire a riprendere a casa tua.
Adesso, tipo della sera, vieni qui e ti scusi per quello che hai fatto.
Tranquillo, nessuno ti sparerà. Non hai mica fatto satira.

 

Venerdì 16 gennaio 2015

 

Ammettere di avere sbagliato è sempre stata la cosa più difficile del mondo, anche per Fonzie.
Si cerca sempre di dire “sì, però…”
Lo so bene, perché in vita mia ho dovuto chiedere scusa più volte, avendo sbagliato tante volte.
E chiedere scusa è rinunciare a ogni scusa, se mi si consente il gioco di parole.

Lo stiamo insegnando da sempre alle mie figlie che, se sbagliano, devono chiedere scusa. E farlo bene. Mica “…uu’a”.
-EH?
“…UUUsa”
-NON SENTO!(alla Full Metal Jacket)
– ssssscuus.

Vabbè, le scuse più belle sono quelle che nemmeno ci aspettiamo, quando le belve vengono da noi, dopo avere fatto un capriccio inutile e per questo grosso e protratto nel tempo e appoggiando la testolina contro il nostro fianco dicono “scusa, mamma…scusa, papà…”
E sapete come si fa a insegnare a un bambino a chiedere scusa? Cominciamo noi genitori a farlo.
Quando sbagliamo. E vi assicuro che sbagliamo tante volte.
Sbagliare, SI PUO’.
Poi, però, SI DEVE ammettere di avere sbagliato.

Chiusa la parentesi di Giuffredo Stancabuoi, il pedagogo pedante, veniamo a noi.

Quello che è successo ieri è stato qualcosa che a me, personalmente non è mai successo. Di vedere, cioè, una sollevazione così imponente a sostegno di noi autori, a cui un importante quotidiano nazionale ha preso senza chiedere delle vignette, per realizzare un libro da vendere a scopo benefico.

Un fatto piccolo. E gravissimo. Perché oggi è una vignetta, domani è una striscia, dopodomani è una storia. Poi c’è il motorino, la lavastoviglie e il cane, e su, su, fino alla mia nuova action figure di darth vader : “trovo insopportabile questa lesione del diritto d’autore!”

Uno sbaglio. E come diceva quel famoso personaggio apparso in tante vignette satiriche: “chi non ha peccato, scagli la prima pietra”.

Per noi autori, è stato come se ci avessero sventrato la casa. Una casa fatta di correttezza, contratti, lavoro e diritto. D’autore, appunto.

Così, ieri ci si telefonava tra noi, arrabbiati, perplessi la maggior parte, pronti a combattere.
E voi lettori ci avete sostenuto con messaggi di solidarietà.
Ma mica due o tre.
Per dire, la mia pagina ufficiale di facebook, che come “vitalità” è simile a quella de “LA PESCA, UN HOBBY, UNO SPORT” e quando va bene raggiunge una copertura del post di 20.000 contatti, stamattina ha il contatore che segna un milione e centomila. Nemmeno avessi pubblicato la recensione di STAR WARS 7 a un anno dall’uscita.
Il post in cui protestavo per l’uso improprio della vignetta ha raggiunto (a oggi) 1.036.288 persone.
Con 12.360 condivisioni.

Per questo sostegno, che non è ovviamente solo a me, ma anche agli altri autori coinvolti, vi ringrazio. Vi ringraziamo.
E vi lascio immaginare come sia difficile, per chi ha sbagliato, chiedere scusa, di fronte a tutta questa gente.

Oggi sono uscite le “scuse” del direttore del Corriere.
Metto le virgolette perché non è venuto a poggiare la testa contro il mio fianco, dicendo “scusa, leo ortolani”.
Mi spiace, signor direttore, ma anch’io lavoro con le parole, e so quando e come scrivere per dire una cosa senza dirla veramente.
Nonostante ci sia scritto nel titolo “una precisazione e le scuse”, lei non ha colto il punto della questione. Come mai avete violato il diritto d’autore?
Ma non si preoccupi. C’è chi lo ha fatto al posto suo.

Lei si chiama Luisa Sacchi ed è la responsabile della linea libri di RCS. E quindi del libretto pubblicato.

Le racconto com’è successo, perché è semplice.
Mi arriva, ieri pomeriggio, una prima email anonimamente firmata “corriere della sera”, in cui mi spiegano le ragioni del comportamento del giornale, che era a scopo benefico e che non c’era stato tempo di raggiungere tutti in tempo, per le autorizzazioni, eccetera, eccetera, e che se gli lascio un indirizzo saranno lieti di spedirmi delle copie del libro.
Rispondo, chiedendo con chi stia avendo uno scambio di email.

E dopo un po’, si fa avanti Luisa Sacchi. Nome, cognome e pure numero di cellulare, nel caso.

Così le ho fatto la domanda. Perché avete preso una mia vignetta senza chiedermi il permesso?

Una domanda semplicissima, a cui non è invece affatto semplice dare una risposta, a meno che non si abbandonino tutte le scuse.

Non mi aspetto nemmeno una risposta.

E invece Luisa viene avanti, sapendo di avere non solo me, ma tutti che la guardano. E in un silenzio orrendo, come scriverebbe Paolo Villaggio, inizia a spiegare le cose, che la beneficenza è importante (e su questo non ci piove), che la fretta…la fretta…

Poi, nella sua lettera di risposta, è come se ci fosse uno scarto, proprio all’ultimo passaggio.
Sono vicende, quelle di questi giorni, in cui si è sempre parlato di coraggio. Il coraggio delle proprie azioni.
Così Luisa Sacchi mi scrive (cit.) :

“E’ stato un errore figlio di una situazione particolare. Comunque un errore.”

COMUNQUE UN ERRORE.

Ringrazio Luisa Sacchi per quello che ha scritto.
Vuol dire tanto.

Il resto, sono solo “scuse”.

COFANETTO, questo sconosciuto.

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Ecco qui la prima immagine ufficiale del cofanetto che raccoglierà i 12 volumi di RAT-MAN GIGANTE, in uscita a febbraio 2015, nelle fumetterie. Fino a ora, grazie al rendering di Maurizio Clausi, abbiamo potuto provare a immaginarlo, ma adesso lo vediamo davvero. Battezzato come “la scatola di cereali”, potete fare 12 colazioni GIGANTI!
Sul retro del cofanetto, le 12 copertine degli albi.
Allegato al cofanetto troverete un albo di 16 pagine, avente come immagine di copertina la stessa che vedete sul cofanetto e contenente le 12 schede di ogni GIGANTE, in cui, grazie anche al mitico CATALOGO redatto da Andrea Fedele su www.rat-man.org/catalogo/ ho inserito i dati di tutte le storie presentate durante l’anno, prima uscita, ristampa, eccetera.
Sempre all’interno del fascicolo, una scheda dedicata a TUTTI i personaggi apparsi all’interno di queste storie, compreso chi appare una volta sola, come l’anamopatologo Kadansky, e una cronologia degli avvenimenti, che volta per volta, fascicolo dopo fascicolo, si andrà sicuramente ad affinare.
Vi ricordo ancora che sulle immagini delle 12 copertine all’interno del fascicolo, in B/N, potranno essere attaccate, come figurine, le stesse copertine a colori, che troverete, insieme agli adesivi, all’interno di RAT-MAN GIGANTE 13, in uscita a marzo 2015.
Ultimissima cosa, saranno venduti anche cofanetti COMPLETI, un po’ di promozione che non guasta mai, nel caso qualcuno volesse regalare o regalarsi un anno, il primo, di GIGANTI.

MA!

Mi si chiede come mai si venda un cofanetto completo a un prezzo che, fatti due conti, farebbe costare tutto quanto 5 euri in meno, cioè cofanetto + 12 albi a soli 34,90 euri, quando chi invece ha comprato regolarmente tutti i numeri, mese dopo mese, ha speso 30 euri di albi e ne deve spendere 9,90 di cofanetto, andrebbe a spendere 39,90 euri in tutto. 5 euri in più.

Si chiama promozione. Non è che vogliamo meno bene a chi ha seguito fedelmente questo albo. Il cofanetto e gli adesivi sono stati inseriti proprio per le richieste nate sul forum di COMICUS.it, perchè i lettori, nei limiti del possibile, li ascolto sempre. E gli adesivi, tanto per dire, non è che facciano alzare il prezzo dell’albo.

Il cofanetto, invece, essendo fatto in un numero limitato di pezzi, sarà venduto solo nelle fumetterie e il prezzo è purtroppo “alto”, come capita quando fai qualcosa di limitato. Limitato perchè non tutti lo vogliono. Perchè comunque potreste mettere gli albi nelle buste degli A4 e poi inserirli in uno di quei raccoglitori da ufficio. Ci sarebbe da “ratmanizzare” il raccoglitore, ma la fantasia so che non vi mancherebbe. Oppure siete di quelli che si accontentano semplicemente di imbustarli e metterli via così.

A questo punto, con un cofanetto esistente, è nata questa idea di promuovere il GIGANTE presso chi magari è arrivato tardi, o volesse fare un regalo a qualcuno. Un modo anche per utilizzare in maniera simpatica i resi, giustamente. Così si è fatto un prezzo speciale.

Per.

Questa.

Volta.

Cioè, non è che anche l’anno prossimo si rifà il cofanetto completo e via, così che uno aspetta un anno e si compra a 5 euro in meno tutto quanto.

Che poi, detto tra noi, il piacere di leggere un albo quando esce, per me resta sempre il piacere massimo. Poi, oh, anche a me è capitato di scoprire tardi una serie, ho ricomprato tutto in blocco, tipo KEN IL GUERRIERO.

Così, scusate se qualcuno si sentirà “tradito” dalla promozione, sappiate che non è stata fatta per farvi un dispetto. A voi, che siete rimasti a bordo, mese dopo mese, ho sempre cercato di regalare, per ogni appuntamento, qualche cosa di particolare, un disegno inedito, una striscia, una storia, come LA GLADIATORA. E decine e decine di racconti e articoli, per farvi scoprire quello che si nasconde dietro una serie come Rat-Man.

Sapete che metto sempre tutto me stesso, in quello che faccio e che viene fatto sotto la bandiera del Ratto. Qualcuno risparmierà 5 euro, è vero. Ma chi invece li ha spesi, spero che quello che ha letto, mese dopo mese, lo abbia pienamente ripagato.

Altrimenti, non c’è cofanetto completo che tenga.

 

 

 

IL RISVEGLIO DEL NERD

E alla fine, dopo tante doglie, è arrivato un piccolo teaser di STAR WARS VII, il risveglio della Forza.

Che essendo un teaser è molto breve. Per Forza! Oh!Oh!Oh! Scusate. Umorismo di lato oscuro.

Essendo stato atteso come un nuovo avvento, vediamone una recensione,dai. Che io l’ho atteso per mezzo pomeriggio, poi dovevo uscire, sono uscito io, è uscito anche il teaser. Saran dispetti? E poi tutti lì a messaggiarmi L’HAI VISTO? L’HAI VISTO?

Se non vi ho risposto, è perchè vi voglio bene.

Ora, zitti tutti. Eccolo.

 

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