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CineMAH presenta: X-MEN- Poca Lisse

Tornano le recensioni di CineMAH.

Questa è soprattutto per quelli che a Bologna, durante la presentazione del libro IL BUIO IN SALA, non hanno potuto goderne per problemi tecnici, tipo che il proiettore buttava sullo schermo le vignette come se le avesse messe in ordine Omero.

Per amore di pubblicità, vi ricordo che IL BUIO IN SALA fino al 26 giugno è in vendita con il 15% di sconto in tutte le librerie Feltrinelli e sul loro sito.

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La cover ufficiale è blu.

 

E adesso, spegnete i cellulari e …buio in sala! Il film comincia. Malissimo.

 

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Come i POOH

Come i POOH, specialmente come Winnie Canzian, da un paio di settimane sono alle prese con un minuscolo ma intenso tour promozionale del libro IL BUIO IN SALA, edito da BAO Publishing che, lo ricordo, uscirà ufficialmente il 26 maggio, cioè tra pochissimi giorni e io sarò a Milano, alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, alle ore 18:00, tanto per precisare.

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Questo libro azzurrone, qui. I due fermalibri sono Michele Foschini e me.

 

In quel giorno, inoltre, saranno presenti in libreria sia la versione con la copertina regolare, che la versione con la copertina variant, quella alla MAD MAX, per intenderci. Non ce ne saranno moltissimissime, ma la Feltrinelli le distribuirà abbastanza capillarmente in tutti i suoi punti vendita. Alla fine saranno 2500 copie con la copertina variant a disposizione. Ma l’interno è uguale, eh? Si ride allo stesso modo, giuro.

 

E insomma, a cominciare dalla scappata di due giorni allo scorso Salone del libro di Torino, dove abbiamo esaurito tutte le copie che avevamo, siamo passati ad ARF, a Roma e allo STARCON di Bellaria, con un incredibile uno-due che mi ha visto barcollare per un attimo, ma mi sono salvato grazie alle corde.

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Vendere un libro non è niente, è disegnarlo tutto, all’interno, che porta via un po’ di tempo.

Il Salone del Libro, lo ammetto, è una cosa nuova per me, che ci entro per la seconda volta in vita mia e di base ci vado a salutare gli amici, sperando che si accorgano che sono un lettore di quelli che abbassano la media in Italia, ma giuro che è solo per mancanza di tempo.

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Gabry e Fira del Rat-Man Fans Club hanno fatto le foto che sto pubblicando qui, anche questa che mi vede importunare Zerocalcare, distraendolo dalla sua interminabile sessione di firme che quando si alza dal tavolo sono tornati di moda gli spallotti, per dire.

E tuttavia pare davvero che ci siano miei lettori mescolati tra la folla presente, perché sennò non si spiegano le persone intervenute all’incontro che ho fatto con il mitico Steve della Casa, di HOLLYWOOD PARTY, trasmissione radiofonica celeberrima.

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Con Steve, il piacere di parlare di cinema con chi ne sa più di te.

Perché se non c’è da stupirsi per le lunghe file di Michele ZEROCALCARE Rech che regna in libreria con la determinazione di (un personaggio a caso di Trono di Spade, che purtroppo non seguo, sono out), è bello sperare che al di fuori dalle edicole, dove sono di casa io, da tanto tempo, possa esserci un pubblico per me anche nelle librerie di varia. Scopriamolo insieme.

LEO ORTOLANI

LEO ORTOLANI nelle foto di Tania Cristofari, che paio pure un uomo che ne sa un totale. Grazie, Tania.

Ma dio delleee cittààààà, e dell’immeeensitààààà…se è vero che ci seeeiii…e ne hai scritti piùù di nooiii, vediaaamo seee si puòòòò…fare un tour promooozionaaleee, oppure inveeece nooo…

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Non si può stare in pace a chiacchierare con Paola Barbato che si infila uno Stefano Priarone, probabilmente pagato dal Bussola.

E dagli spazi del Lingotto di Torino, ecco che la settimana dopo apre ARF, la seconda volta della nuova manifestazione dedicata essenzialmente ed esclusivamente al fumetto e ai fumettisti, che qui cosplayers e youtubers, grazie, ho già il folletto (il cosplayer degli aspirapolvere).

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L’ARF si tiene nella sede dell’ex macello comunale. Ha un senso. Anche che mi aspettino qui, nella zona dove macellavano i maiali.

Questo limite ovviamente verrebbe magicamente superato all’apparizione di Giorgia Vecchini vestita da Qualunque Cosa, ma non abbiamo il coraggio di dirlo, che siamo fumettisti e quindi timidi dentro.

 

Allora dovete sapere che addirittura quelli dell’ATAC hanno voluto lanciare, per l’occasione, una serie di biglietti con sopra RAT-MAN. Ma sul serio. Cioè tu arrivi a Roma, vuoi prendere un autobus o una metro? Vai a comprare i biglietti, ci trovi sopra una gag di Rat-Man. Così arrivo a Roma e c’è lo sciopero dei mezzi pubblici. Uno sciopero di poche ore, giusto per impedirmi di usare i biglietti. Se non è una cosa da Rat-Man, questa. Così mi hanno accolto all’arrivo in stazione quelli dell’ATAC che mi hanno accompagnato all’ARF in auto.

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Biglietti della metro di Rat-Man. Forse abbiamo esagerato.

In stazione c’è ovviamente anche l’eroico Paolo Campana, che in queste settimane mi ha aiutato a fare cose e mandarne altre anche per creare una mostra di originali che purtroppo per via del tempo a mia disposizione, risicatissimo, non sono nemmeno riuscito a vedere, ma non tanto per i miei originali, che li ho visti un sacco di volte, quanto per quelli degli altri autori.

 

E c’è pure il mitico Sio, con la bici portatile e però è venuto con il treno. Portatile, ovviamente.

 

E niente, arrivo già in ritardo sulla lezione che tengo con il maestro Bevilacqua a una classe di aspiranti autor di fumetti. Speriamo di avere detto cose interessanti, di avere dato due dati di realtà, di avere stroncato carriere come fossero caviglie durante un fuorigioco. Perché la cosa che emerge prepotente dai nostri discorsi è che il fumettista è praticamente il mestiere che facevano gli spartani quando non andavano in guerra. “SPARTANI! QUAL E’ IL VOSTRO MESTIERE?” E loro alzavano al cielo le matite: A-HU! A-HU! A-HU! Una cosa così. Che fare fumetti ci vuole quella predisposizione al martirio che alla fine quelle che hai nel palmo delle mani non sono stimmate, sono portamine.

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Questa la inserisco lo stesso, perchè Giacomo è venuto bene. Io, si vede che mi sono svegliato alle cinque di mattina.

E poi giù, senza respiro, conferenza sul BUIO IN SALA e sul cinema dei nostri giorni (tipo il martedì), insieme ad Andrea Fornasiero.

Dopo una breve e felice pausa con il Raffaelli, reduce dalla Cina e quindi in pieno jet lag, ma sempre con un aplomb invidiabile da lord del fumetto, entro nel tunnel carpale del firma copie e #ciaone.

Grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di mettersi in fila, prima alla PANINI COMICS e poi alla BAO. Una cosa un po’ schizofrenica, di file che si ribaltano e contrordini che vengono impartiti alla folla spaurita, ma ce la facciamo, dai!

Con la destra firmo, con la sinistra mangio polpette buonissime, procuratemi da Giacomo che è autoctono e SA.

 

Si chiude la giornata all’ARF con un bell’incontro dedicato al CESVI e alle magliette con sopra Rat-Man che aiuteranno voi a vestirvi con eleganza invidiabile e tante persone che abitano più lontano a viere meglio. Tipo i livornesi. Oh!Oh!Oh! Scherzo, Daniele! Non fare così, Emiliano! Che ormai il gioco è quello ci incontrarsi alle fiere con i Paguri e di mancare a ogni appuntamento con loro, che sia una cena, che sia un loro spettacolo, nemmeno lo facessi apposta. Nemmeno fossi pisano dentro.

Di quelli che poi si fanno fotografare solo con Gipi, per dire.

 

La serata punta in alto.

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Tipo Vacanze Romane, ma peggio.

Anteprima di NICE GUYS con tanto di attori in sala. Casco alla coatta (quando lo metti lasciando i capelli davanti fuori, ma in realtà mi scivolava all’indietro) e via, in motorino in due con il Bevilacqua che SA, verso il red carpet, dove ci incontriamo con la sua bella Flavia, la bella Maria Rosaria, l’affascinante Sio, la coppia Rrobe-Furiosa, Riccardo e LA PROFESSORESSA Cecchini e altri eleganti autori che passano davanti alla folla, grazie a magiche buste con sopra scritti dei nomi. Ci muoviamo con disinvoltura fino al punto in cui un signore dalle dimensioni di un furgone di quelli che si affittano per i traslochi, ci controlla che dentro le buste ci sia effettivamente un invito. E c’è! Evvai!

 

Dopo di che è fatta. Ci accomodiamo e in una simpatica quarantina di minuti ecco arrivare Russell Crowe, Joel Silver, Shane Black e Ryan Gosling che ci augurano buona visione. E in effetti NCE GUYS ve lo dico qui, è divertentissimo, che poteva essere semplicemente un buon buddy movie, ma ha dentro delle spruzzate continue di demenzialità alla Landis che non si può non ridere.

 

Ridendo e scherzando, il giorno dopo son già sul treno per Bellaria, dove si tiene lo STARCON, la manifestazione del fantastico e della fantascienza legate a film, telefilm e letteratura, quest’anno aperto anche ai fumetti. In particolare ci siamo Claudia Balboni e io, anche se la vera attrazione della manifestazione è lui. Anzi, LUI. Il capitano più famoso della galassia. James Tiberius Kirk. In carne (tanta) e ossa. Signore e signori, William Shatner.

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KHAAAAAAAAAAAAAAANNNN!!!

Ora. Lo abbiamo a volte deriso per certi telefilm polizieschi, per certi capelli, per certe circonferenze toraciche…e poi ecco che entra sul palcoscenico, con tanto di sandali alla tedesca. E qualcosa ti esplode nel cervello, che sei lì e davanti a te c’è una leggenda. C’è un uomo che ti ha portato agli estremi punti della galassia della tua immaginazione. Per tanti anni. Lo hai seguito in tutti i telefilm, lo hai seguito in tutti i film. Fino alla fine. Sempre vincente, a volte borioso, a volte primadonna, a volte giù di forma, ma adesso, dopo decenni di ricordi, di emozioni, di tutto quello che potete metterci voi quello che volete, adesso è lì, davanti a me. Dovrei dire davanti a noi, ma credo che ognuno abbia vissuto la cosa in maniera talmente personale da far sparire la folla che assiepava la sala.

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Rubo in rete questa foto. Se guardate bene, c’è un esaltato in prima fola che fotografa con un cellulare tristissimo. Io. Ma indosso la maglia blu dell’ufficiale scientifico, comprata per l’occasione. Un nerd allo stato brado. Accanto a me, il mitico Egisto.

Oggi, William Shatner ha 85 anni, appena compiuti. Ma quell’uomo che sta facendo applaudire tutti e che ci sta facendo ridere con i suoi aneddoti, con l’energia che spazza via il palcoscenico come scariche elettriche, ne dimostra venti di meno.

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Un capitano alla sessione di firme.

Perché lo abbiamo sempre saputo. Che il capitano Kirk, con tutti quelli che possono essere i suoi difetti, ha sempre avuto un pregio ben definito. Non si risparmia. E non si risparmia Shatner che dà tutto se stesso ai presenti, straordinario e mattatore completo. Non sta nemmeno seduto, si alza di continuo, racconta, improvvisa, mima combattimenti. Insomma, il capitano Shatner è indubbiamente la star dello STARCON 2016.

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Per dire, il mio cellulare è l’unico ancora esistente che non possiede lo zoom per fare le foto. Giuro. Anche per telefonare devo essere distante meno di cento metri dalla persona chiamata.

Poco prima dell’incontro delle firme, siamo nella stessa stanza, ci sono anche altri meravigliosi attori, come il simpaticissimo Sylvester McCoy o la affascinante Terry Farrell. E in quel momento lì, mentre gli organizzatori fremono per preparare gli ospiti, nessun fan è ancora entrato, io, che sono timido tipo che allo specchio mi do del lei, mi avvicino a Shatner, perché quando mi ricapiterà? E gli stringo la mano. “Volevo solo salutare il mio capitano preferito”, riesco a dire in un inglese decente ( e sento la mia vecchia professoressa che piange, felice di avere avuto questa soddisfazione prima di morire). E niente, poi mi allontano e lo lascio in pace. Mi basta così. Avere ringraziato qualcuno che mi ha dato tanto, con la sua carriera di attore.

 

Più tardi conosco anche Dan Freeman, simpaticissimo regista e sceneggiatore che è allo STARCON con moglie e bimbi. Dan parla bene l’italiano, per avere vissuto da bambino a Padova e così si incuriosisce al SIGNORE DEI RATTI e alle altre cose che fanno ridere (tradotte in inglese dal papà), il piccolo Ben. Mimi viene invece prelevata dalle mie due colombiane e addio. E’ come una bambola, per loro, che ormai sono alte come gazzelle. Dan è qui con Sylvester McCoy, per molti uno dei Doctor WHO, per me Radagast The Brown, a cui prometto di realizzare la mia versione dello HOBBIT, perché è una persona troppo simpatica. Quando gli accenno alla eccessiva lunghezza dei tre film dello HOBBIT, alza gli occhi al cielo.

 

Ci sono delle bellissime signore con capelli bianchi che un tempo erano donne fatali nei telefilm di Star Trek, quando addirittura non sono state Catwoman, come Lee Meriwether, c’è un altro attore giovane, Manu Intiraymi, sempre dalle serie di Star Trek, c’è Nalini Krishan, jedi che ha combattuto nell’arena, in SW Episode II e che per il jet lag, mentre siamo in ascensore, si gira verso la parete, sbadigliando disperatamente.

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La bella della classe.

E poi c’è Terry Farrell, cioè Jadzia Dax in Deep Space Nine. Ancora più bella dal vivo e adesso, di allora. Altisssima, elegantissima (è stata anche modella) e con uno sciccoso calice di vino bianco durante la sessione firme. Le foto gliele ha fatte Egisto Seriacopi, perché io, da nerd, di fronte a queste donne, ho un mandato di timidezza che mi impedisce di avvicinarmi.

 

Lo Starcon è una manifestazione quasi “famigliare”, retta dall’entusiasmo dei suoi fan, che si conoscono un po’ tutti, una manifestazione che ha traghettato lo STICCON verso un universo più ampio, in cui sono confluiti anche i fan di Star Wars e di altre serie e film, ma se vai sul palco e dici che in fondo siamo allo STICCON , ricevi un’ovazione dal pubblico, per cui le cose sono ancora abbastanza definite. Ma va bene così, dai, che dopo i miei racconti da trekker, incontro il mitico Filippo Rossi con cui ci conosciamo dai tempi dell’EMPIRECON, che mi fa “Dai, ti sei sfogato bene?”, come a dire “ora torna da noi, nella religione di Star Wars!”

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Grazie, STARCON, davvero. “Come ti senti?” “Giovane. Mi sento giovane” (cit.)

E cosa volete che vi dica? E’ una guerra di religione, ma basta sulla passione, senza intenzioni di guerre tra l’una o l’altra. Cosa che sarebbe divertente anche a livello di religione vera. Pensa a fare la EVANGELICON. O la MUSLIMS and GAMES. Dove tutti sono appassionati ma convivono allegramente durante questi weekend, festeggiando la fine di giornata a colpi di bomboloni notturni. Cosa che, abbiate pazienza, non sono riuscito a fare e mi è dispiaciuto, ma dopo le 5 di mattina per andare a Roma, era tutta in salita.

 

Grazie, infine, a Linda Attivissimo, che ha partecipato alla gara di cos player con un costume interamente realizzato a mano di RAT-GIRL!

La concorrenza era fortissima, non ha vinto, ma l’ho voluta come valletta a consegnare la busta del premio speciale della giuria.

 

E insomma, il mini tour non finisce qui.

Giovedì 26 sarò a Milano, come già accennato, e sarò a Milano anche il 27 mattina, al WIRED NEXT FEST.

IL BUIO IN SALA (Con titoli)

Adesso la variant è modificata e si vede il chitarrista!

Dopo di che, con una tripletta clamorosa, il 7, 8 e 9 giugno mi potrete incontrare, rispettivamente, a Torino, al Circolo dei Lettori, alle ore 21:00, a Bologna, in Feltrinelli Ravegnana, ore 18:00 e a Roma, nella Feltrinelli di via Appia, sempre ore 18:00.

 

Presenteremo IL BUIO IN SALA. Con Michele Foschini a Torino, con Andrea Plazzi a Bologna e con Luca Raffaelli a Roma.

Se non avete voglia di andare al cinema, quella sera, potete passare da noi!

 

Ciaooo

 

leo

 

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Non fa male.

 

IL BUIO SUL BLOG

IL BUIO IN SALA (Con titoli)

Dovete scusarmi, se sul blog capito così di rado, ma ogni volta che devo inserire un post o un articolo, con tanto di immagini, ci metto mezza vita. Mezza vita intesa come quei 5-6 minuti in più rispetto a quando metto un post sulla pagina ufficiale di Facebook, che lo so, facebook lo odiano in tanti, ma alla fine è uno strumento come la vaselina, ci sono tanti modi di usarlo e non tutti sono per forza spiacevoli.

Io un po’ vi consiglio di fare al limite come me: create il vostro profilo personale, senza metterci dentro niente, nè foto di gattini, nè foto di voi alle Canarie per fare invidia a non si sa chi e utilizzate l’accesso per venire a trovarmi su “leo ortolani official and gentleman”. Semplice, no?

Tuttavia, la notiziona stavolta è così grossa e così debitrice di questo blog che andava pubblicata bella grande anche qui.

Esce IL BUIO IN SALA (il 26 maggio), il libro che raccoglie tutte le recensioni cinematografiche di “CineMAH presenta” che vi hanno divertito proprio qui, su questo blog.

Ma non solo.

A quelle già note, ho aggiunto un po’ di recensioni che per motivi di tempo erano rimaste dentro la penna e che per l’occasione ho aggiunto apposta.

Volete l’elenco dei film recensiti? Eccolo qui!

Parto con le recensioni da una sola vignetta (o da due):

THE AMAZING SPIDER-MAN

JURASSIC PARK

PACIFIC RIM

LA MOGLIE DEL SOLDATO

Qualunque film con Monica Bellucci

WILD WILD WEST

WARM BODIES

SNOWPIERCER

WOLVERINE L’IMMORTALE

E qui, invece, le recensioni quelle lunghe e articolate meglio del film stesso:

THE AVENGERS

DIE HARD 5

GANGSTER SQUAD

VALHALLA RISING

JIMMY BOBO

IRON MAN 3

TRANSFORMERS 2

FAST and FURIOUS 6

SHAME

STAR TREK -INTO DARKNESS

DREDD

WORLD WAR Z

MAN OF STEEL

RIDDICK

THOR 2

LO HOBBIT: LA DESOLAZIONE DI SMAUG

CAPITAN AMERICA il Soldato d’Inverno

AMAZING SPIDER-MAN 2

TIMELINE film Marvel in uscita

TMNT

STAR WARS VII teaser

50 SFUMATURE DI GRIGIO

STAR WARS VII secondo teaser

THE AVENGERS: AGE OF ULTRON

MAD MAX : FURY ROAD

TERMINATOR GENISYS

FANTASTIC 4

STAR WARS VII trailer

THE CONJURING

STAR WARS VII IL RISVEGLIO DELLA FORZA

TORNERANNO I PRATI

 

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/Speciali/2016/Libri/LeoOrtolani.html

All’indirizzo che trovate qui sopra, potrete prenotare il libro con la cover normale o con la cover variant , che lo so, il titolo copre il chitarrista, così ve lo faccio vedere qui sotto:

IL BUIO IN SALA (Senza titoli)

E insomma, spero che questo libro vi piaccia, io e la BAO ce la metteremo tutta per riuscire a incontrare un po’ di voi, dopo l’uscita del libro. Non posso fare i tour come il buon Zerocalcare, tengo famiglia e una serie da mandare in edicola, abbiate pazienza, vedrete che piano, piano, vi incontro tutti.

E scusate ancora il lungo silenzio seguito al post dell’inizio della fine di RAT-MAN.

Proprio per via di quella, il tempo stringe. Anzi. Sono già in ritardo!

ciaooo

leo:)

La gentilezza del motociclista

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Anni fa, mio fratello entra in casa e dice ai miei genitori “giù c’è la moto”.

 

Che mia mamma soffre di cuore al pensiero che uno possa uscire a comprare il giornale e mio padre accoglie le novità una ogni dieci anni e aveva già accolto il videoregistratore tre anni prima.

“Giù c’è la moto”, buttato lì con nonscialàns è stato come far scoppiare un petardo in chiesa, durante la messa del sabato sera, quella delle pie donne.

Tra parentesi, in casa nostra non avevamo mai guidato nemmeno un motorino, fino al giorno prima, non c’erano i soldi, per cui una moto da gran turismo, come si suole dire, era un salto quantico per la famiglia intera.

 

Mio fratello e io siamo molto diversi, in questo. A dare delle notizie importanti, intendo.

Io preferisco preparare la gente, con gentilezza, che così possiamo arrivare tranquilli e senza timori ad affrontare quello che ci aspetta.

 

E che comunque sappiamo che accadrà, prima o poi.

 

Tutto questo per dirvi che adesso so quando chiuderò la serie di RAT-MAN.

Adesso so che per qualcuno, questo significa un aumento dei battiti cardiaci e lo ringrazio molto, per questo, perché significa che per lui RAT-MAN è stato importante e si è affezionato a questa serie che ha navigato, coraggiosamente, per più di vent’anni in un mare non sempre calmo e soleggiato.

 

So quando finirà la serie di RAT-MAN perché ho lavorato negli ultimi mesi a costruire la trama finale dell’ultima, lunga storia. E il numero di albi necessari per chiudere questa serie si è assestata attorno a una cifra precisa.

 

Non ci saranno più, insomma, delle parentesi scanzonate, tipo THE WALKING RAT, ma mi è parso più interessante, almeno per quanto mi riguarda, andare in fondo alla faccenda.

E ho dovuto armarmi di coraggio, per prendere questa decisione, perché voleva dire mesi e mesi di lavoro durissimo, da calibrare a ogni uscita, perchè tutte le sottotrame lasciate in sospeso si unissero in un’unica storia, lucida e precisa come una lama d’acciaio, che andasse a colpire il gran finale con la precisione di un cecchino.

 

Non è nemmeno detto che riesca a centrare il bersaglio. Ma di questo ne parleremo alla fine.

Che avverrà con il numero 122. Settembre 2017.

 

Una mega storia in dieci capitoli, che partirà con il numero di marzo.

Dopo di che, la serie di RAT-MAN chiuderà.

 

Spero che vogliate fare questo ultimo giro insieme e che vi piaccia.

Sto anche cercando di scrivere l’ultima saga in maniera che chi non conosce Rat-Man possa leggerla ugualmente. Come se fosse una miniserie uscita fresca, fresca in edicola.

 

Per ora, davvero, è tutto.

 

RAT-MAN # 122.

In uscita a settembre 2017.

Ultimo numero.

Grazie a tutti.

 

leo

 

 

P.s. Giù c’è la moto.

TORNERANNO I PRATI STELLARI

Giusto per andare avanti con le nostre vite, ieri sera mi sono visto TORNERANNO I PRATI del Maestro Olmi e alla fine mi è venuta in mente questa cosa qui.

Chi conosce le opere di Olmi spero apprezzerà. Chi non le conosce, via a guardarsele!

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STAR WARS VII-Mi risveglio a Forza

Vabbè, è Natale e sono qui a postare una recensione che forse non tutti avete visto il film, però non contiene spoiler grossi. Tipo che Jar Jar è tornato e stavolta Greedo ha sparato per primo.

Consideratelo il mio regalo. Se lo avete già, ho lo scontrino. Passate delle buone feste.

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Siam mica matti. O sì?

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Credo che siano pochissime, le occasioni come questa. Di scrivere cioè un libro collettivo sotto la supervisione di Paolo Nori. Se non conoscete Paolo Nori è perchè siete tornati stamattina a nuoto da quelle isole deserte là e ci avete messo tipo 20 anni. E siete fortunati perchè scrive dei libri bellissimi e anche divertentissimi che potete leggere come fossero stati stampati adesso, invece sono vent’anni che noi li leggiamo. E adesso c’è questa cosa qui, a Parma, in gennaio, con lui. Per ogni dettaglio tecnico vi lascio l’immagine della locandina, mentre se volete che Paolo vi racconti di cosa si tratta, leggete pure qui di seguito.

E se vi lasciate scappare una cosa del genere, i matti siete un po’ voi, secondo me.

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I repertori dei matti della città

di Bologna, Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Andria , Mantova, Venezia e Livorno, forse

Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario «Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova?».

Il giorno dopo son tornato a Bologna, a guardarmi intorno a Bologna ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati e mi sono chiesto “Ma perché non facciamo il Repertorio dei matti della città di Bologna?”.

Il giorno dopo son stato a Milano, da quelli di Marcos y Marcos, intanto che mi guardavo intorno pensavo che anche a Milano, Claudia Tarolo e ci siamo detti insieme che anche a Milano, c’era pieno di squinternati, e che si poteva fare anche il repertorio dei matti della città di Milano e ho proposto la cosa a Marocs y Marcos, egli ho citato un libro che so che a loro piace molto, Le opere complete di Learco Pignagnoli, un libro di Daniele Benati, in particolare l’opera numero 13, quella che fa così:

Opera numero 13

Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.

E ci è venuto in mente che tutte le città potrebbero avere il loro repertorio dei matti e abbiamo trovato un altro libro, sempre a cura di Roberto Alajmo, che si chiama Repertorio dei pazzi d’Italia dove nell’introduzione Alajmo dice che “Forse ogni città dovrebbe possedere un repertorio dei pazzi, così come di ogni città esistono le guide dei ristoranti e degli alberghi”.

E allora abbiamo chiesto a Alajmo l’autorizzazione, e Alajmo ci ha dato l’autorizzazione e abbiamo cominciato dei seminari e abbiamo fatto il Repertorio dei matti della città di Bologna, di Milano, di Torino, di Roma e di Cagliari, e faremo il repertorio dei matti della città di Parma, di Andria, di Mantova, di Venezia e di Livorno, forse, che daranno vita, questi seminari, ognuno a un libretto, come una guida dei ristoranti o degli alberghi, che saranno però anche dei piccoli libretti di storia, di una storia laterale e insignificante ma che potrebbe essere anche molto bella, ci sembra. E i partecipanti a questi seminari ci sembra che si debbano tutti un po’ trasformare in cronisti medievali della contemporaneità.

Paolo Nori

(nella foto, Paolo Nori e leo alla FONDERIA 39 a Reggio Emilia, durante il Festival Sonoro della Letteratura, 18-20 dic 2015)

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