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CineMAH?

26/10/2012

Basta, dai. Non si può. Non si può.

Non se ne può più. Ma davvero, eh?

Sono serio. Dai, su.

Basta.

Mi spiego, è una sciocchezza, giusto per fare un piccolo post, un postino insomma, ahahah, vabbè.

Uscirà nel 2013 un film del nostro Bruce Willis (nostro, per età), di cui vi metto anche il trailer sotto, che è bello spettacolare e fa venire voglia di tornare al cinema.

Il film, in inglese, è A GOOD DAY TO DIE HARD.

Se avete conoscenza di un minimo di inglese, sapete già cosa c’è scritto.

Ma andiamo con ordine, via con il trailer!

Bello, eh? Come direbbe Barney Ross, “niente batte il metodo classico!”

Ora vi dico il titolo in italiano. Siete seduti?

DIE HARD – Un buongiorno per morire.

Un buongiorno. Mica una buonanotte, avrebbe anche più senso, o un addio…no. Un buongiorno.

Mica UN BUON GIORNO. Che siamo tutti abituati a questo che si conosceva come una specie di detto degli indiani (d’America), prima di una battaglia, che dicevano, appunto, “Oggi è un buon giorno, per morire”. Lo dice anche il comandante  klingon Worf, in un telefilm di DEEP SPACE NINE, o forse era all’inizio di uno dei film della NEXT GENERATION, scusatemi sono un po’ arrugginito.

OGGI E’ UN BUON GIORNO PER MORIRE.

Non è difficile, giusto? E invece.

“Oggi è un buongiorno per morire!”

“Oh, carissimo, buongiorno per morire anche a lei!”

Tipo così.

C’è solo la speranza che qualcuno se ne accorga prima e alla fine il titolo sia un altro, ma per ora siamo a questi livelli, cioè i livelli di Johanna quando deve scrivere sotto dettatura, che se dici “disegni” lei ti chiede “tutto attaccato?” che sennò mi scriverebbe DI-SEGNI, così.

Ma Johanna ha appena compiuto sette anni e fino a che ne aveva quattro, probabilmente pensava che la scrittura fosse un piatto tipico del Venezuela, tipo “la scrittura di pesce” o la “scrittura mista, di paranza”.

E anche il concetto di traduzione diventa effimero, come quando cantiamo LA BOMBA alle piccine, mimandone i gesti, per fare ripasso di spagnolo: “ Una mano en la… (e ci tocchiamo la testa)”

E la Johanna “…CAVIGLIA!”

Un movimento sexy.

42 commenti
  1. Purtroppo la situazione del doppiaggio nel caro bel paese è a dir poco disastrosa e quello che tu ci mostri, caro Leo, non è che l’ennesimo scempio!
    Non mi dilungherò, ma voglio solo fare un piccolo esempio facendo un salto nel passato…
    Se vi cito la famosa frase di terminator rimasta nella storia “I’ll be back” come ve la ricordate in italiano…?
    Niente?
    Ebbene questa frase storica fu tradotta con un potentissimo “aspetto fuori” che sicuramente è molto più minaccioso di un “Ritornerò…”
    Ahinoi!

  2. Beppus1968 permalink

    Leus, è annosa la questione dei titoli italiani… Roba che bisognerebbe scriverci almeno una tesi di laurea (chissà se ci ha mai pensato qualcuno?)!

    Esce TAKEN e lo intitolano IO VI TROVERO’.
    Esce TAKEN 2 e lo intitolano TAKEN LA VENDETTA…

    Che per lo spettatore medio italiano, quello che va al cinema a vedere “quello là che poi lui gli rapiscono la figlia, sì, dài, quello là che ha fatto STAR TREK, quello delle spade laser, e anche quello di SUPERMAN dove faceva il cattivo…”, ecco, per lo spettatore medio mi immagino il livello di caos che questo titolo potrebbe generare.

    Ma era così anche nel 1982, eh! Uscì THE EVIL DEAD: titolo italiano LA CASA. Nel manifesto italiano, una villa vittoriana… Ce ne fosse ombra nel film! E ci fosse anche solo una cosa che possa assomigliare a una casa! No, c’è un capanno, uno scalcagnato chalet nei boschi.

    Mesi fa è arrivato il bellissimo THE CABIN IN THE WOODS (cabin = capanno), e da noi è diventato QUELLA CASA NEL BOSCO…

    L’anno prossimo uscirà il remake di THE EVIL DEAD, che negli USA si intitolerà EVIL DEAD, senza il THE. Da noi? Se volessero essere coerenti, a ‘sto punto dovrebbero intitolarlo CASA!

    Ma poi fu divertente, all’epoca, perché ci furono LA CASA e LA CASA 2, e poi LA CASA 3, LA CASA IV, LA CASA V e LA CASA VII. Questi ultimi, dal 3 in poi, sono nell’ordine, tre film italiani e uno canadese, che ovviamente non c’entrano un beato ciufolo con quelli di Raimi. Dici che mi sono dimenticato il VI? No, se lo sono dimenticati i distributori nostrani, a suo tempo!!!

    Quando poi uscì HOUSE, lo intitolarono CHI E’ SEPOLTO IN QUELLA CASA; il sequel, HOUSE II, divenne LA CASA DI HELEN. HOUSE 3 e HOUSE IV restarono invariati, tanto, a quel punto, chi ci capiva più nulla?

    Stiamo parlando dell’Italia, un paese nel quale negli anni Sessanta rinominarono GRANDE KING Gamera, la tartaruga gigante dei film giapponesi, solo per giustificare il titolo KING KONG L’IMPERO DEI DRAGHI, dove non ci sono nè il gorillone, nè tantomeno i draghi!

    E Sanda e Gaira, due mostri scimmieschi di un altro film giapponese? Divennero GORINKA e KATANGO, manco fossero africani!

    E non dimentichiamo che UFO ROBOT GRENDIZER da noi divenne ATLAS UFO ROBOT soltanto perché nelle mani degli adattatori italiani arrivò un tomo francese (Oltralpe la serie era già arrivata) che spiegava le caratteristiche dell’anime e ne introduceva i personaggi e che in copertina aveva il vocabolo ATLAS (atlante)…

    Potrei anche continuare, ma penso d’aver reso l’idea!😉

  3. Anzi, visti i titoli, potremmo dare vita a una nuova serie horror tutta italiana…IMU!

    IMU

    IMU 2 – l’acconto

    IMU 3 – il saldo

    IMU 4 – Io vi troverò

    IMU legacy

    IMU retribution

    IMU contribution

    IMU generations

    IMU un buongiorno per pagare

  4. Susurone permalink

    Che errore grossolano.

    In effetti la traduzione più giusta è:

    “Un buongiorno per morire duro”

    Controllate pure su gu-gol

  5. marco permalink

    Una cosa che mi fa impazzire sono appunto i film con parole inglesi a caso “Retribution” “Extinction” “Staminchiation”. Sembra che facciano a gara a chi se ne esce col titolo più imbecille.
    “We come lo chiamiamo questo?”
    “Aspetta… aspetta… SBRODOLATION!”
    “Resident Evil Sbrodolation?”
    “Sisi vai che spacca!”
    Manca solo che facciano Rambo V ammazzation e siamo a posto

  6. CREPASCOLO permalink

    Il problema da affrontare sarà il termine ( appunto ) morire: pare che i ns distributori non credano l’idea del decesso un moltiplicatore di biglietti. Anche Carlo Verdone ha detto che il flop di ” C’era un cinese in coma ” è in parte dovuto allo stato di transizione in cui fineva il giallo della barza.
    Questo non spiega il successo di Coma Profondo ed i premi di Morte a Venezia, ma temo che non vedremo mai un film in cui Beppe Fiorello lotta con Bruce Lee ( o Brandon ) a colpi di modellini di gondole sopra il plastico della Minitalia.

  7. Ciao Leo,

    la vera domanda è anche questa? Ma perchè capperi continuiamo a tradurre i titoli dei film? In Europa ormai non è rimasto quasi nessuno, sarebbe ora di BASTA.
    Ciauuuuuuuuu

  8. Chiaramente intendevo : la domanda è anche questa : DUE PUNTI. Scusa. Ciao

  9. Il quarto Die Hard che come titolo in originale aveva “Live Free or Die Hard” è stato tradutto Die Hard- Vivere o morire. Insomma ogni volta non ci azzeccano con questi titoli! Per questo e per il doppiaggio in italiano cerco di vedermi solo i film e i telefilm in lingua originale…. sennò perdono troppo🙂

  10. Uomo del monte permalink

    IMU rotfl

  11. Michel Gondry fa un film e lo intitola “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. In italiano lo traduciamo in “Se mi lasci ti cancello”. Michel Gondry fa un altro film e lo intitola “Be Kind Rewind” e noi lo traduciamo in “Gli Acchiappafilm”. Dopo questo, direi che tutto il resto è lecito. Anche l’omicidio di massa senza scopi di lucro.

  12. Ho dimenticato di mettere una faccina che ride alla fine del mio commento. Eccola😀. Che di questi tempi non si sa mai.

  13. Claudio permalink

    Infatti! Ci avevo pensato anche io! “Un buongiorno per morire” non ha senso. Magari una volta letto questo articolo lo cambiano…

  14. Mig3 permalink

    Un buongiorno per morire!… E una buonanotte per mandarti a quel paese!
    (See… buonanotte!)

    Secondo me i titolisti italiani sono dei “triccatori” eccezionali
    Nota: “tric”: termine usato da Tiziano Sclavi per indicare un atto di umorismo involontario ai tempi di “Sottosopra” nel Corriere dei Ragazzi.

  15. Matteo permalink

    Non ci sono parole…spero vivamente che chi di dovere corregga il titolo perchè se il film dovesse debuttare nelle sale con quel “buongiorno” diventiamo lo zimbello dell’Europa (come se già non lo fossimo sotto certi aspetti).

  16. Oscar permalink

    Bè, dai, se non altro è un titolo molto educato.
    Chissà i bigliettai al cinema quanti “Buongiorno per morire” si prenderanno, poverelli.
    Io piazzerei la malattia preventiva per tutta la durata delle proiezioni, fossi in loro.

  17. romano, the original one permalink

    Dio, credo che la cosa più bella dell’essere leo ortolani sia quella di potersi fare le illustrazioni del blog da solo.
    Me la sono salvata dul destòp l’immagine del buongiorno.

  18. Macphisto permalink

    Poteva anche essere un “Bongiorno per morire” ambientato durante una cruenta puntata di Telemike

  19. franguzzo permalink

    Sei un grande !!!

    p.s.: che screanzato, stavo dimenticando i saluti: Buongiorno :))))

  20. ilario86Ilario permalink

    Lo avrebbero anche chiamato un “Un Bongiorno per morire”,ma poi avrebbero dovuto pagare i diritti all’avvocatessa.E quella è una che picchia duro….

  21. spino1970 permalink

    Traduzione scellerata a parte’ criticando un film di Bruce Willis (per giunta della serie Die Hard) ti sei appena inimicato almeno uno dei fumettisti più attivi sul web…

    Di peggio, potevi solo dire che L’ultimo Boyscout è una c@#@ta pazzesca…

    😛

    PS:
    Comunque questi tuoi sobri post illumina delle giornate, soprattutto le ultime, veramente caccose, quindi grazie!

    • Ho criticato un film di Bruce Willis? Ho fatto questo? Mi pare di no…Spino? Che dici?

      • spino1970 permalink

        Mi pareva di aver colto un vago sarcasmo riferito all’ennesimo sequel😛

        Perdonami’ ma dopo un mese di ospedale, tra me.e mio figlio, la mia luciditá vacilla😉

      • Macchè! Sono andato anche al cinema a vedere il DIE HARD scorso…e per me, andare al cinema a vedere un film è segno di grande rispetto per l’uomo Willis!:)

  22. Il mio preferito è “The eternal sunshine of a spotless mind” tradotto in “Se mi lasci ti cancello”, titolo degno delle peggiori commedie con Boldi e De Sica. Un capolavoro.

  23. Non pensavo che i doppiatori potessero arrivare a tanto, peggio che scambiare contiunamente la maionese con la mostarda pensavo fosse leggenda.

    • Mig3 permalink

      se per quello confondono anche i bisturi con gli scalpelli…

  24. Leo, il libro “Shutter Island” (che ha dato l’omonimo film, ed è identico spiaccicato) tradotto in italiano, titolo >> “L’isola della paura” -__-‘ squallidissimo…

  25. Lia permalink

    In Star Trek Insurrection le Metaphasic particles sono diventate particelle metafisiche. Saranno delle particelle che invece di andarsene a zonzo senza riflettere come tutte le altre stanno in un angolo a ponzare sul significato dell’esistenza.

  26. Carmel permalink

    Mai lamentarsi… “Shutter Island” avrebbero potuto tradurla come “L’isola dell’otturatore”.

  27. Mig3 permalink

    So che arrivo quando l’ultimo treno è già partito da venti giorni, ma di recente ho visto i titoli di “quel mostro di suocera” il titolo originale inglese era “Monster-in-law” e, come è evidente anche ai ciucci che hanno fatto francese a scuola come me il gioco di parole tra suocera (mother-in-law) e mostro è palese.
    come al solito la traduzione italiana è una …ARUMPH… ata (autocensura, magari i bimbi leggono) anche quando è giusta.
    perché non chiedono agli umoristi di fare le traduzioni?
    e non rispondete che nel mondo del cinema non ci sono umoristi, visto il livello delle battute dei cinepanettoni.

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