Skip to content

Cielo a pecorello.

12/11/2012

Allerta meteo in Liguria!

E dove ci fiondiamo subito, Cate e io? A Rapallo! Che noi, se non c’è un’allerta stiamo a casa.

A Rapallo!

Una volta, anni fa, quando ancora non osavo impormi sulla femmina del Comandone, animale a pelo corto dell’Oceania, famoso per non accettare pareri contrari al proprio e quindi nemico naturale del Pecorello, maschio privo di iniziativa propria, famoso per la lana codarda, anni fa, dicevo, si era abbattuta una tempesta di neve e ghiaccio di origine siberiana sulla città di Parma. Tutti gli altri pecorelli erano affacciati a vedere con curiosità questa incredibile e spaventosa manifestazione di potenza invernale, mentre io non potevo credere che dovessi prepararmi per uscire e andare alla Festa del Ringraziamento che la femmina aveva organizzato per i suoi studenti, provenienti dalle Americhe e quindi ancora privi di pensiero proprio. Guardavo quelle raffiche di vento e ghiaccio e non potevo crederci, che tra mezz’ora sarei stato in giro, per le strade di campagna, perché il posto era fuori città, e c’era la neve e non avevo le catene o le gomme da neve, che nemmeno le consideravo, queste cose, seguendo la regola principale del pecorello: neve, uguale telefilm in tivù. Preferibilmente, replica di Derrick. E mentre guardavo fuori, incontravo gli sguardi degli altri pecorelli, alle loro finestre. Sguardi privi di alcuna empatia. Perché ogni pecorello deve pensare a se stesso, a sopravvivere.

Così, avevo preso le catene da neve che un mio caro amico mi aveva venduto a prezzo maggiorato. Ed ero sceso in cortile. Le raffiche di vento siberiano mi avevano congelato subito le dita che si affannavano inutilmente attorno alla ruota di destra, esposta agli schiaffi di ghiaccio. Così mi ero rifugiato dietro la Tingo, pensando “nonnina, nonnina, portami con te in cielo” mentre l’ultimo cerino si spegneva, lasciandomi solo, con le catene da neve inutilizzabili.

Ma sto divagando, e questa la chiudiamo qui, che non so come mi salvai, mentre avanzando nella bufera di neve, passavo accanto alle carcasse d’auto che spuntavano dai fossi in cui erano scivolate,  con le quattro frecce lampeggianti, come a dire “se da noia, mi chiamate che la sposto, eh?”

E pure un intero autobus, inclinato tutto da una parte, immobile e silenzioso, che mi immagino l’autista che sbanda paurosamente, finisce nel fosso e poi si getta dal finestrino gridando “signori, capolinea!”, lanciandosi al galoppo lungo il campo innevato e sparendo nella notte per sempre.

Da allora non mi sono mai più preoccupato di prendere in minima considerazione le previsioni meteorologiche, che tanto, se va male, posso accendere una nuova, intera scatola di cerini, invocando la morte.

E quindi via, a Rapallo! E la Cisa è una pioggerella senza pretese, con il Taro e il Magra gonfi il giusto, innocui, a un occhio da 27/30 all’esame di Idrogeologia.

Un pecorello allegro raggiunge la 40esima edizione della Mostra dei Cartoonists e la trappola si chiude su di lui e sulla femmina del comandone seduta al suo fianco. Il tempo di depositare la valigia in albergo, lasciando sul letto l’ombrello serio, e i due allegri cirripedi se ne vanno al Teatro delle Clarisse, armati di un risibile ombrellino di carta velina, di quelli che, quando li apri, il vento te li rivolta a “fiore dell’imbecille”, tradizionale figura popolare di chi, sorpreso dalla pioggia, spera di ripararsi con questo ombrellino per pupazzi.

Ma i due non ci pensano, che sono spensierati, che per una volta sono senza le due belve, abbandonate a casa degli zii con vaghe promesse di ritornare a prenderle il giorno dopo. Lucy Maria li aveva salutati seria, con l’ espressione di Liam Neeson in “IO VI TROVERO’”.

E quindi eccoci alla festa! Che per me, Rapallo è sinonimo di festa del fumettista. Una festa dove i fumettisti si ritrovano e possono parlare e scherzare, e farsi i complimenti, e farsi dei disegni tra di loro, o sui muri dei bar, che è un’iniziativa di quelli della Disney che, capitanati da Giorgio Cavazzano (questa volta assente), a colpi di bevande rigorosamente alcoliche, disegnano poi sui muri di questo locale, che lui è contento. Stavolta il grido di “disegnamo sui muri del locale” lo ha lanciato Alberto Savini, che è partito già bello carico, si è perso nella campagna attorno a Santa Margherita, la Protezione Civile han detto “Savini è così, poi vedrete che il mare lo riporta a riva”.

Ma corro troppo.

Che ancora sono preso dalla cerimonia del Teatro delle Clarisse, che c’è questo bel film documentario di Giancarlo Soldi sulla figura di Sergio Bonelli, il Signor Bonelli, per me, arricchito da interviste, immagini, aneddoti, dal titolo COME TEX NESSUNO MAI.

Davide Bonelli, Fausto Oneto, Giancarlo Soldi

E ancora grandi abbracci con Carlo Chendi, senza il quale tutto questo non esisterebbe, Fausto Oneto e i suoi cappellini, senza il quale tutto questo esisterebbe ma non avrebbe lo stesso sapore, e ancora gli amici! Il neo papà Sergio Badino, Roberto Zaghi e la sua consorte, Pasquale Del Vecchio che non ci si vedeva da 22 anni!! Solo che lui non è invecchiato, non ho capito questa cosa.

Alfredo Castelli, Carlo Chendi, Davide Bonelli

E poi Luca Raffaelli e Francesca Perri, la nostra coppia del cuore, e don Stefano Gorla, che ha resuscitato il Giornalino, Gianni Bono che mi ha fatto una sorpresa che poi ve ne parlo, dico solo che ho chinato il ginocchio borbottando “nun sum dignus”, Massimo Bonfatti con i mattoni per aiutare la ricostruzione dell’Emila, Massimo Giacon, artista totale, un pescatore di Nervi che si muoveva furtivo, poi guardi meglio è Antonio Serra, Ivo Milazzo che non c’è bisogno di dire altro, Alfredo Castelli che è un uomo di una cultura così smisurata che wikipidia quando cerca qualcosa digita “Alfredo Castelli”, Andrea Cavallini che disegna Enrichetto Cosimo, che poi ne parliamo e tanti, ma veramente tanti altri a cui faccio torto adesso, non nominandoli.

E quindi ci si abbraccia, ci si ritrova, ci si parla, ci si scherza, finchè arriva il momento di prendere coraggio e andare da U GIANCU, il ristorante dei fumetti. Una cosa che se non l’avete vista non ci credete. Ma ne parliamo dopo che, presa la decisione di partire, tu, pecorello maschio, ti affacci sulla porta del Teatro e vedi che viene giù il cielo. Secchiate d’acqua che sembra le diano in omaggio con Repubblica. Ma fai quello che ne sa. Fai quello che sprezza la pioggia. Fai quello che Noè lo hai aiutato tu, a far salire le coppie di animali, cosa vuoi siano queste due gocce. E gettato all’indietro l’argenteo ciuffo, con mossa maschia, da ballerino della Carrà, saluti tutti e vai a prendere l’auto con cui hai promesso un passaggio alla coppia del cuore e ad Andrea, cinguettando “Vado e torno!”

E apro l’ombrellino di carta velina. E mi butto sotto la pioggia, definita “allerta due e mezzo”.

Il vento ci mette cinque minuti a rivoltarmelo a fiore dell’imbecille, ma solo perché non ci crede. Non ci crede che uno, con quell’acqua lì, pensi davvero di arrivare al parcheggio, distante due giorni di marcia, usando l’ombrellino in pizzo di sangallo, senza bagnarsi. E per cinque minuti ride, ininterrottamente.

Poi, SFRUP! Fiore dell’imbecille.

Arrivo al parcheggio che non ho più niente di asciutto. Ringhio, alzando i pugni verso il cielo, schiaffeggiato dalle secchiate mentre sposto nel baule i sedili delle nane, e giù acqua, acqua, acqua, acqua.

In parcheggio, qualcuno urla  “Soooffiaaaa!” Ma non vedo altro che la schiena di una monovolume bianca passare accanto alla cassa automatica e inabissarsi.

Carico gli ospiti, scusandomi per il mio odore di cane bagnato che ha vomitato la zuppa di farro, prendo in pieno un marciapiede con la ruota destra e mormorando l’antica preghiera del marinaio ateo, punto la prua dell’auto verso San Massimo.

Mi perderei subito, se non fosse per lui. Il barone rosso della riviera ligure. Fabio Gianello. A bordo del suo motorino, casco integrale e mantella da campagna delle Ardenne, mi guida fuori da Rapallo, verso U GIANCU.

Perché io non uso il tom tom, ho delle persone che mi fanno strada direttamente. Un lusso che non si può descrivere.

Grazie, Fabio! Il valoroso giovinetto, giunti sul luogo dove eravamo destinati, è stato infine inghiottito dalle avverse condizioni atmosferiche, non prima di avere fieramente agitato il braccio, nel tipico saluto del pecorello.

Infine, U GIANCU.

Da U GIANCU. No, dico. U GIANCU!

U GIANCU, per chi non lo sapesse è un museo del fumetto sotto forma di ristorante. Le pareti sono cariche di disegni e bozzetti di decine e decine di fumettisti da tutto il mondo. Perché Fausto Oneto non è semplicemente un appassionato di fumetto, E’ un fumetto. Quindi alle pareti ha, sostanzialmente, le foto dei parenti.

Fausto Oneto, visto da Bottaro

Una cugina di Fausto Oneto, vista da Serpieri.

E qui la festa prende il volo, tra i piatti che escono dalla cucina, semplicemente straordinari, e il ritrovarsi a una gita scolastica senza età, tra amici che li conosci tutti perché “li hai letti”.

Un anziano importuna Massimo Bonfatti

E all’apice della serata si trovano i Pulcinella di Luzzati, a premiare i fumettisti che si sono distinti nella loro carriera, come l’anonimo pescatore di Nervi, Antonio serra! O Massimo Giacon! O l’elegante Paolo Bacilieri!

A seguire, in un’atmosfera completamente da baraccati, che ridono in faccia ai maya mentre fuori il mondo finisce, Luca Raffaelli presenta il suo nuovo libro, ENRICHETTO COSIMO E IL MANGA MANGANTE, edito da Einaudi Ragazzi, dove le avventure di Enrichetto sono create giocando tra narrazione, lettering e disegni, realizzati questi da un altro ragazzino, Andrea Cavallini. Noialtri, ai tavoli, offriamo da bere anche ad Enrichetto, che venga avanti, non si faccia pregare, EN-RI-CHE-TTO! EN-RI-CHE-TTO! Fumettisti allo stato brado. Io stesso cerco di far bere Leonardo, il mio omonimo lettore che ci fa compagnia a tavola e che questa sera compie 14 anni, ma lui mi guarda come a dire “grazie, preferisco arrivare alla tua età senza dovermi vergognare”. Alberto Savini sta già per uscire fuori con il pennarello in mano, urlacchiando “Al  locale! Al locale! A disegnare sui muri!” Non lo si riesce più a tenere. Insomma, è il momento in cui si rimpiange, delle manifestazioni passate, la presenza di Claretta Muci, che allora era a capo della Disney e che dicendo “Ho sete!” si era sparata un bicchiere di grappa di fronte al nostro sguardo allibito, esclamando “E’ trasparente come l’acqua! Va bene lo stesso!” Claretta, ci manchi!

Luca Raffaelli e Andrea Cavallini, gli Enrichetti Cosimi!

E poi, puntando sulla resistenza delle ultime sinapsi integre del fumettista medio, Gianni Bono presenta questo megavolume intitolato FUMETTO! e dedicato a 150 anni di fumetto italiano.

FUMETTO!

E sul retrocopertina, tra eroi ragguardevoli, tipo DIABOLIK, compare anche Rat-Man.

Cioè. Rat-Man sulla copertina di un volume che celebra 150 anni di fumetto in Italia.

Come a dire che in questi 150 anni c’ero anch’io. Che ho fatto qualcosa di importante. Non me lo aspettavo.

Grazie.

E per non far vedere che ero commosso, sono corso fuori urlando “Al  locale! Al locale! A disegnare sui muri!”

Felice come un pecorello.

44 commenti
  1. G.Crasher permalink

    Cose così capitano solo a poveri pecorelli… o a grandi fumettisti!!^*
    Non avendo persone che, sfidando intemperie e senso comune, mi facciano da battistrada, credo proprio che aggiungerò “U GIANCU” alle destinazioni del mio navigatore, sperando un giorno di poter essere lì a mangiare e ammirare quel museo!!^*

  2. Beppus1968 permalink

    E non si può neanche dire “Ci vuol poco per accontentare IL VECCHIO!”, perché per farti contento guarda che ambaradàn ti han messo su!😀

  3. Apperò, questo locale non lo conoscevo.
    Quoto G.Crasher e aggiungerò un bellissimo POI al mio navigatore.

    • Non è un locale, è un istituzione vera e propria. Quando entro la prima volta rimani senza parole.

  4. Farmi ridere la mattina, col piccolo che ti balla la break dance in braccio, quando hai già preso il caffè ma non sei ancora andato a ‘parcheggiare il dirigibile’, è da vigliacchi, VECCHIO!

  5. Boribombo permalink

    La prossima volta ti presto il mio ombrello da postore, già collaudato non solo dalla tormenta di neve di cui hai accennato, ma anche a diverse Lucca end Gheims.

  6. kinsgimon permalink

    suvvia, non saremo tutti dei recchioni=sandokan, ma addirittura pecorelli( in ogni caso capisco bene cosa vuol dire vivere con una femmina di comandone)

  7. Quante menti fumettistiche riunite assieme! Riesco quasi a vedere i balloon sopra ciscuno

    • Boribombo permalink

      Con quello che si sono bevuti, immagino che ad un certo punto abbiano cominciato a vederli anche loro🙂

  8. dreyght permalink

    Direi che ratman se lo merita tutto un posto tra gli eroi ragguardevoli! Mi piace molto che i dirigenti della Disney siano tutti mezzi alcolisti, ora è tutto più chiaro.
    E abbiamo capito che hai un pessimo rapporto con la ruota destra delle tue macchine.

    • Ho unpessimo rapporto con il sommergibile, cioè guidare durante una tempesta, di buio, con le auto che ti vengono addosso. Per i disneyani, non volevo dare questa impressione di loro, poveretti! E’ che a differenza di un vecchio come me, loro continuano la festa sempre, tutte le volte! Sembrano più la redazione del Vernacoliere! Un po’, lo ammetto, li invidio. Io non reggo l’alcool, nemmeno quello per le ginocchia sbucciate.

  9. Uomo del monte permalink

    non uso l’ombrello da 20 anni e vivo felicissimo ( e zuppo )

    • Neanch’io ho mai posseduto un ombrello, dopo avere perso da piccolo, e a ripetizione, tutti quelli di casa (mamma, papà, frateli maggiori). Non ci posso fare niente: se ho un ombrello con me, poi non posso anche ricordarmi di riportarlo a casa.
      Essere di Bologna è parte del problema: per abitudine e – ormai – riflesso condizionato, non consideriamo l’acqua che scende dal cielo qualcosa a cui fare particolarmente attenzione, o che potrebbe condizionare la giornata. In fondo i portici servono a quello.
      Quasi dappertutto, e sicuramente a Milano, per dirne una, le cose vanno diversamente…

      • Ah, se avessi avuto dei portici a Rapallo!:)

      • Fa.Gian. permalink

        I portici ce li abbiamo anche a Rapallo, ma stanno in piazza a vedere i matti andare da U Giancu (e ridono)

  10. valberici permalink

    Ah, bene, non sapevo dell’esistenza di questo locale. Ora aggiungo al navigatore l’indirizzo della cugin….del locale, volevo dire del locale….

  11. L’unico ombrello che comprai nella mia vita, fece una fine bruttissima. Si ruppe in due sulla testa di un “simpaticissimo” Giapponese, colpevole solo di avermi detto “SEI UN ITALIANO DI MERDA”.
    Ancora adesso mi spiace per il gesto che ho fatto, ho rotto un ombrello da 10 euro.

  12. bdm permalink

    quando,
    con un certo sforzo data la mia altezza contenuta,
    sono riuscito a prendere il volume dei 150 e
    ho notato il ratto sulla retrocopertina
    m’è venuto un sorriso istintivo,
    come quando incontri per caso un vecchio amico.
    …e ho avuto pure il conforto
    di pensare che è meritatissimo.
    complimenti…

  13. Chiavari permalink

    Allerta meteo 2 + Rapallo (nota in come il pisciatoio della Liguria) + nuvolone fantozziano di Ortolani, io, a 10 kilometri di distanza ho desistito🙂 devo pentirmene o no?

  14. Stefano permalink

    Leo!!!!!!!!!!
    Ma io che da quando ho scoperto il tuo blogghe sono qui a farmi delle risate tutti i giorni coi tuoi post…e abito a Santa Margherita…che è a tipo cinque chilometri da dove ti trovavi tu…non ne sapevo nulla!!!!!! Potevi mettere un avvisino qui sul blog, per avvisare che saresti stato a distanza giusta per estorcerti autografi!
    Mi si dirà, un povero fumettista potrà scorrazzare allegro per la piovosa riviera ligure senza problemi, no?
    NO! Avresti dovuto avvisare noi poveri liguri, che invece di starcene a casa avremmo potuto fiondarci dau Giancu!

    (o semplicemente tutta colpa mia che sono un disinformato!)
    ^__________^

  15. maurizio maghetto libertino permalink

    Mi era preparato una lista lunga così di cose da farmi disegnare (vicino al tuo nome c’era scritto Ciac Norris), e invece….

  16. Santità, per prima cosa intanto mi inchino al suo cospetto.
    Questo è il mio primo commento (ma non l’ultimo!) sul suo Blog che ho avuto il piacere di scoprire da poco.
    Per venire a Lucca Comics end gheims ho rischiato anche io, facendomi la temibile Cisa a tipo venti all’ora con una pioggia assurda e nuvole basse.
    E poi ho portato con me il mio primo ratman, ma non sono riuscito a fartertelo autografare…maledizione.Sarà per la prossima volta.
    E comunque, Santità, il suo posto nella storia del fumetto se la merita tutto. Battute di rara finezza come (cito a memoria, siate clementi) ” coraggio padrune, anche mia cugina è urrenda” ” ah, e ha trovato lo stesso l’amore?” ” no, è urrenda!” meritano di essere conosciute da tutti, e hanno lasciato un segno indelebile sulla mia generazione.

  17. Andrea permalink

    Vorrei andare da U Giancu anche solo per vedere il disegno di Barks appeso al muro (e provare a rubarlo, ok, lo ammetto, ma non ditelo a Fausto). Il problema è che da Roma andarci apposta… giusto se fossi Diabolik, che queste cose le fa di mestiere… E sto pure senza ombrello poi! Che dici Leo la prossima volta che ci passi me lo prendi te?

  18. Ogni volta che leggo di te che parli di altri fumettisti mi fa un po’ strano.
    Parli del grande Tizio e del maestro Caio con tutto l’entusiasmo e l’ammirazione di un grande fan, ovvero come farei io, ad esempio. Ed è bellissimo sentirtelo dire, ti fa onore ed evidenzia la tua passione e il tuo rispetto per queste meritevolissime persone e il loro lavoro.
    Quello che voglio dire, però, è che sembra quasi (anzi, le ultime frasi di questo articolo lo confermano) che tu non ti renda conto di essere proprio tra quei grandi. E anche tra i primi, direi. Casomai avessi la fortuna di incontrarti mi sentirei sfacciato a non inchinarmi farfugliando qualche formula ossequiosa. Certo che hai fatto qualcosa di importante! Hai segnato e rinnovato il fumetto italiano. Cioè, sei Leo Ortolani!

    • valberici permalink

      Il VECCHIO Leo Ortolani 😀

      Apparte gli scherzi, quoto thiezar🙂

  19. cielo a pecorello e acqua a catinello. Non può essere che così. Poi ne parliamo, già…

  20. Aldo permalink

    Leo, ho da poco scoperto il tuo blog e non riesco più a farne a meno!!
    Continua così! Non sarà di certo un diluvio a fermarti🙂

    Saluti.
    Aldo

    Ps: ti lascio mia mail yusuke@goteki.net contattami, devo chiederti delle info inerenti una eventuale partecipazione ad un evento fumettistico.

  21. gvolger permalink

    Signor Ortolani? Buongiorno, sono il designer della copertina del libro “Fumetti!”… Mi scusi se la disturbo… La informo che purtroppo ho commesso un piccolo errore sul retro della copertina… Una distrazione, cose che succedono, mi sono confuso, avevo tante immagini da scegliere… Poi, con quelle orecchie li’… Io ci volevo mettere Topolino!
    😉

  22. Rattofili di tutti il mondo WordPress, vi segnaliamo l’ultimo articolo sul Blog del Fan Club Ufficiale di Rat Man, in cui segnaliamo un giovane prode youtuber che parla del nostro Leo e della sua creatura. Venite a curiosare.

    http://officialratmanfansclub.wordpress.com/2012/11/13/rat-man-dario-moccia/

  23. canaglia permalink

    x il grande Bonfa . puoi dir’ a kattivik che ho ancor’ tutt’ le sue bottigl’
    di gas ner’ vin’ e che quest’ natal’ le stapperò alla sua salut’ !!! ciao

  24. Claudio permalink

    Il “fiore dell’imbecille”… quante volte…

  25. Sono morto dal ridere a leggere questo post🙂 Ci tenevo a farlo sapere.

  26. Glauco permalink

    Chiedo umilmente il permesso al maestro di poter utilizzare la quanto mai geniale espressione “L’Antica Preghiera del Marinaio Ateo”.

  27. Non hai idea di quante volte abbiamo visto avventurarsi il prode Fabio a bordo della sua vespa, non curante di pioggia, vento, ghiaccio, neve e delle nostre suppliche e offerte di passaggi in macchina.

  28. Alberto Savini permalink

    Alla fine mi hanno fregato il pennarello… ;-(
    Il pub (non chiedetemi come si chiama, è su una viuzza laterale del corso pedonale. L’affresco è sulla parete di fondo) dovrà attendere il prossimo anno.😉
    Ah, c’era un tempaccio che non vi dico anche sulla battigia di Santa Margherita.🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: