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CineMAH presenta: PARANORMAN e HOTEL TRANSYLVANIA

15/11/2012

di Beppe Fenzi

Due film così apparentemente simili e così palesemente diversi approdano a distanza di poche settimane l’uno dall’altro nelle sale cinematografiche italiane, entrambi con il proverbiale ritardo di mesi. Se il primo rivela essere un delizioso e intelligente prodotto per famiglie, il secondo, purtroppo, si propone come una buona occasione campata alle ortiche, puerile nella trama e in situazioni che, al massimo, potrebbero divertire un pubblico in erba (e neanche poi troppo esigente).

Ma procediamo con ordine.

PARANORMAN, opera prima alla sceneggiatura/regia di Chris Butler, già con Tim Burton in LA SPOSA CADAVERE, qui coadiuvato da Sam Fell (GIU’ PER IL TUBO), è una gustosissima pellicola d’animazione in stop-motion prodotta dalla Laika Entertainment, la stessa che già ci aveva regalato l’adattamento filmico di CORALINE di Gaiman.

Come già in quel caso, anche qui ci si trova di fronte a un vero e proprio gioiello, sia per quel che riguarda la trama narrata – la vicenda di un bambino in grado di parlare con i defunti – sia per l’aspetto tecnico-stilistico, impeccabile in tutti i suoi elementi. Da grandissimo fan della stop-motion quale sono (ricordo un viaggio in TIR fino a Londra, all’età di 15 anni, solo per andare a incontrare Ray Harryhausen), riesco tuttavia a restare ancora a bocca aperta per ciò che ogni volta gli esperti in questa tecnica vecchia come il cinema, ma a tutt’oggi efficacissima, riescono a tradurre in celluloide, soffiando aliti di vita in modellini in lattice alti una spanna, che diventano veri e propri attori in strepitosi set in miniatura curati sin nel più piccolo dettaglio.

Com’è possibile restare indifferenti al miracolo di   un’unica inquadratura nella quale appaiono decine di personaggi, ciascuno in movimento autonomo, se si pensa che per ogni secondo sullo schermo sono necessari 24 fotogrammi e che tra un frame e l’altro gli animatori hanno dovuto spostare in modo quasi impercettibile le varie parti di ogni singolo pupazzo? Raccontava Harryhausen che le riprese dei suoi effetti speciali in stop-motion dovevano avvenire nel più totale e assoluto isolamento: ai tempi de GLI ARGONAUTI (1963), quando Ray animò l’idra a sette teste, dovette staccare anche il telefono perché, qualora avesse malauguratamente deciso di rispondere, non sarebbe poi stato in grado di ricordare quale testa del drago aveva già spostato! Certo, all’epoca era tutto più artigianale e non si poteva verificare la ripresa fino a quando non fosse stata sviluppata la pellicola, magari dopo mesi dal primo fotogramma impressionato; oggidì i mezzi a disposizione sono ben diversi e decisamente più evoluti, questo non sminuisce in ogni caso la certosina perizia con cui i maghi della stop-motion riescono ancora a realizzare dei veri e propri capolavori.

Dicevo comunque che PARANORMAN non è efficace solo in quanto stato dell’arte nell’aspetto visivo: ormai è infatti difficile trovare pellicole che non siano più che curate in tutti i loro aspetti tecnico-artistici; quel che colpisce positivamente del film di Butler/Fell è proprio la delicatezza della storia, il modo in cui viene raccontata, il gusto raffinato per la citazione, le gag mai scontate che, unite appunto a una messa in scena di pregio, offrono anche al pubblico più esigente uno spettacolo di rara magia.

Purtroppo non può dirsi lo stesso del mediocrissimo HOTEL TRANSYLVANIA, da me ribattezzato TRANSYLNOIA… Genndy Tartakovsky (con un cognome del genere era predestinato a un futuro di realizzatore di cartoon!), già creatore delle SUPERCHICCHE e della versione in animazione classica delle CLONE WARS di Lucas, propone una commediola che può risultare interessante se si hanno forse meno di 10 anni, con una moralina di fondo così spiccia e ritrita da risultare persino irritante, soprattutto se presentata all’interno di una trama tanto scialba. Diamine, Genndy, hai a disposizione tutta la pletora dei mostri classici della Universal, oltre a una serie infinita di altre creature, e non riesci a far di meglio che scadere in sequenze prive della benché minima ispirazione e senza un briciolo di originalità?

Durante la visione si resta imbarazzati per la pochezza delle trovate, per le battutine sciocche e, orrore degli orrori, per le canzoni degne di una brutta parodia girata da Ezio Greggio (non giova certo il non eccelso adattamento italiano con voci di non professionisti quali Bisio e la Capotondi)! La Pixar e la summenzionata Laika hanno dimostrato che ci si può rivolgere a un pubblico di bambini senza necessariamente trattarli come dei decerebrati, riuscendo nel contempo ad appassionare e a coinvolgere anche gli spettatori adulti: quelle lezioni, a quanto pare, sono state del tutto ignorate da Tartakovsky e dai suoi sceneggiatori (ci sono volute cinque persone, CINQUE, per ideare questo plot e per sceneggiarlo), che non riescono ad andare oltre tristi stereotipi e umorismo di grana grossa.

Anche dal punto di vista squisitamente artistico HOTEL TRANSYLVANIA offre un character design per nulla ispirato, con personaggi che trasudano déjà vu sotto ogni profilo. La qualità dell’animazione è ormai di buon livello per produzioni multimilionarie come questa, ma non basta certo quella a fare un bel film!

A concludere, qual è l’ironia della sorte? PARANORMAN non se l’è filato quasi nessuno, salvo i critici che l’hanno giustamente celebrato; HOTEL TRANSYLVANIA, invece, è un successone (in Italia ha appena spodestato SKYFALL), tanto che ne è già stato annunciato un sequel pronto per il 2015… E poi dicono che non ci si deve incacchiare!

37 commenti
  1. iSDC permalink

    Genndy Tartakovsky è purtroppo reduce dalla batosta subita al botteghino per l’uscita del film delle Superchicche, da cui ancora non si è ripreso in termini di credibilità per i produttori (non gli danno più soldi per le sue opere).
    Quindi credo che per evitare di affossare la sua carriera abbia deciso di creare un prodotto da botteghino.
    Preferisco ricordarlo per Samurai Jack che, ancora oggi, resta un mix insuperato per piccoli e grandi (soluzioni grafiche e cinematografiche innovative per l’epoca con citazioni da Lone Wolf e Sergio Leone).
    P.s.: Samurai Jack è incompiuto proprio perché il network vuole prima recuperare i soldi (e perché è morto il doppiatore del malvagio)… Speriamo che gli concedano di concludere la storia con il film favoleggiato da anni.

  2. Azz Beppe. Ci sei andato giú duro stavolta eh?! Tu pensa che su facebook Hotel Transilvania era un titolo atteso da un sacco di gente. Io sinceramente non l´ho visto come non ho visto Paranorman quindi non posso dire niente, ma adesso mi hai messo la curiositá addosso, anche solo per fare il paragone.

  3. Uomo del monte permalink

    bè, speriamo venga presto spodestato dal prossimo cinepanettone!

  4. Io di Hotel Transylvania ho visto solo il trailer in tv e devo ammettere che ogni santissima volta rido davanti alla scena del lupo mannaro che non riesce a spegnere la sveglia.

    Però sì, gli ultimi film usciti sembrano tutti uguali… e già che ci siamo dico pure che ho nostalgia dei cartoni “fatti a mano” di una volta, tipo Robin Hood della Disney & Co. Sarà che nessuno guarisce dalla propria infanzia (cit.) ma quelli fatti al computer non avranno mai la stessa magia. Lasciamo perdere poi i doppiatori di una volta (vogliamo citare il Little John di cui sopra o Anacleto, Sir Ettore o Caio della Spada nella Roccia?!) che ti facevano ridere solo dicendo “ciao”.

    Comunque, se mi dici che Paranorman è carino ed intelligente, non mi scoraggio: d’altra parte le animazioni in stop – motion le ho sempre adorate.😀

    • Beppus1968 permalink

      Trovo che PARANORMAN sia più che semplicemente carino. Saprai dirmi quando lo vedrai, ma lo metto tranquillamente al livello dei più riusciti film in stop-motion di Burton. Se non altro è servito a rendere meno tormentata la mia attesa per FRANKENWEENIE, che da noi arriverà solo dopo la metà di gennaio!

  5. Boribombo permalink

    Per Paranorman, sono pienamente d’accordo con quanto scritto, e poi io adoro lo stop motion.
    Sono d’accordo anche per quanto scritto su HOTEL TRANSYLVANIA, assolutamente niente di originale, ma mi era piaciuto poco anche CATTIVISSIMO ME, devo dire.
    Comunque gli americani, sono ancora mooolto distanti dai film animati giapponesi.

    • Beppus1968 permalink

      CATTIVISSIMO ME non mi dispiacque: al confronto di TRANSYLNOIA aveva per lo meno delle trovate divertenti e personaggi accattivanti ( i Minion sono deliziosi, dovrebbe anche uscire un film loro dedicato entro un paio d’anni).

      Non mi sentirei in ogni caso di paragonare i film d’animazione nipponici a quelli statunitensi: diciamo che sono molto differenti per impostazione, tematiche e ritmo. Posso solo dire che gli OAV prodotti negli USA, quelli straight to video (si vedano per esempio i lungometraggi dedicati ai supereroi usciti di recente), non valgono qualitativamente neanche un fotogramma delle analoghe produzioni nipponiche.

      • Boribombo permalink

        E’ vero che i recenti OAV americani non sono paragonabili a quelli giapponesi, ma sono un netto miglioramente rispetto al passato, Vedi i recenti OAV della DC, dove le tematiche sono decisamente piu’ adulte e le storie piu’ complesse (per la prima volta credo si vede del sangue e gente che muore, si parla di sesso, ecc.). Aspetto con ansia i prossimi 2 OAV su the dark knight returns.

  6. Lo stop-motion è e resterà una tecnica meravigliosa! Si noti solo la bellezza dei primi lungometraggi realizzati da Tim Burton con la medesima tecnica, di come questi creino ancora magia!
    Detto questo, io ricordo di come anche Coraline sia stato snobbato pur risultando un lungometraggio meraviglioso! Per questo andrò a vedere Paranorman!😀

  7. Adoro la sezione cinema di Beppe. SKYFALL mi è piaciuto ed l’ho visto solo perché ne hai parlato bene. Penso che adesso guarderò sia il primo che il secondo film che citi, perché un opinione in più non sia sbagliata.

  8. Uh, cattivissimo Beppus. Neanche il Bisio si salva dalle tue critiche? Eppure in L’ERA GLACIALE aveva fatto un buon lavoro…

    • Beppus1968 permalink

      Diciamo che in generale preferisco i doppiatori professionisti: non è un tipo di attività che si possa intraprendere dall’oggi al domani. Comunque la cosa più fastidiosa sono le canzoni: non so come fossero in originale, ma in Italiano sono qualcosa di davvero orripilante!

  9. Non ho visto nessuno dei due film quindi non mi esprimo sulle recensioni, ma non si può proprio leggere che Bisio non è un professionista! Attore e doppiatore come ne abbiamo veramente pochi in Italia, mi meraviglio della superficialità dell’affermazione dell’autore di questo post.

    • Beppus1968 permalink

      Sarò anche superficiale, ma se 6 film d’animazione come doppiatore lo rendono un professionista del settore, allora non parlo più!

      • Beppus1968 permalink

        Sia chiaro, a scanso di equivoci, che il mio “non professionista” era riferito appunto al mestiere di doppiatore, non a quello di attore/cabarettista in cui Bisio certo eccelle (io non lo seguo comunque in nessuno dei due ambiti).

  10. Da profana, per carità, ma trovo che ne L’era glaciale sia stato strepitoso

    • Beppus1968 permalink

      Ok, siamo d’accordo! Quel che intendevo dire è che c’è ormai questo “vezzo” per cui si tende a preferire personaggi del mondo televisivo (o addirittura sportivo), in luogo di doppiatori professionisti. Nel caso di Bisio magari c’è andata bene, ma quanti sono gli scempi perpetrati negli ultimi anni a scapito dei film d’animazione? Ti ricordi, che so, DJ Francesco? Fabio Volo? Tiziano Ferro? Christian De Sica? Bonolis/Laurenti? E si potrebbe proseguire a lungo, ahinoi!

  11. Fa.Gian. permalink

    Paranorman l’ho visto e devo dire che non mi è scattato l’innamoramento che ebbi, ad esempio con “Nightmere before christmas” o anche “le avventure di Mark Twain” (la scena con Lucifero è da antologia del cinema).

    In questo caso “Paranorman” mi è parso un po’ banalotto nella trama e nello svolgimento, ottima regia e scene ad effetto sempre, bella la strega in tutte le sue incarnazioni, ma il tutto mi è parso un po’ troppo “facile”, come un compitino diligentemente svolto, e niente altro.

    “Hotel Transylvania” non l’ho ancora visto, ma dal regista e creatore del mitico “Samurai Jack” non mi aspetto nulla di troppo piatto o banale.

    Speriamo di non essere smentito.

  12. Beppus1968 permalink

    @Boribombo: sono d’accordo con te, sono molto migliorati, ma dal punto di vista del character design e delle animazioni sono a mio giudizio ancora un po’ lacunosi. Si sono in ogni caso fatti enormi passi avanti rispetto agli ultimi anni, ma i nippo hanno ancora una marcia in più!

  13. larsson91 permalink

    Argomento a parte, mi intrufolo un attimo per lasciare la recensione sull’ultima creatura.
    Allen.
    Spero venga gradita.🙂
    ‘Notte.

    http://www.larsson91.blogspot.it/2012/11/allen-leo-ortolani-fantascienza.html

  14. omoragno permalink

    ParaNorman lo aspettavo da tempo, e neanche mi sono accorto che era già uscito.
    Le porcherie dei Vanzina invece non riesci proprio a non accorgertene.
    Per dire.

    Riguardo il tema giappo/yankie, un Miyazaki qualsiasi si mangia a colazione tutta la produzione a stelle e strisce, pucciandola nel latte.

    • Beppus1968 permalink

      Un po’ estrema come considerazione, non mi sento di condividerla, dal momento che ritengo molti film Pixar di altissimo livello, talvolta pari, se non addirittura superiori ad alcune delle opere del Maestro Miyazaki. L’unica differenza è che gli anime di Miyazaki sono realizzati in modo classico: non sono contrario alla CGI, laddove usata con criterio e gusto. Non rifiuto il medium a priori: sarebbe come rifiutare la fotografia perché si preferisce la pittura. Direi che entrambe le forme d’arte possono coesistere tranquillamente.

      • omoragno permalink

        Una provocazione, ma che riassume abbastanza bene, credo, il rapporto qualità media del toto delle produzioni animate dei due paese. Cioè, in america hanno SOLO la pixar e poco altro a fare VERAMENTE BENE (Dreamworks, toh). In nippolandia NON c’è solo Miyazaki.

        Poi, oh, è un parere.

        E per a CGI, se non da fastidio, cioè se non è un elemento che distrae dalla storia, per me non è una discriminante: le tecniche vanno bene tutte, è la sospensione dell’incredulità che conta.🙂

  15. Non ho visto nessuno dei due film ma, incuriosito, ho appena visto i trailer di entrambi. Se quello di Hotel Transylvania non dà l’idea di essere nulla di nuovo (il classico cartone che ti aspetti), quello di Paranormal non dà l’idea di alcunché: non si capisce qual’è la storia o neanche il pretesto e non ti fa venire la voglia di andarlo a vedere. Sarà per questo che non se l’è filato nessuno? Alla fine, quando si tratta di prevedere o spiegare le affluenze nelle sale, è il trailer la cosa più importante, mica il film.

  16. Disamina veramente piacevole e approfondita.
    Secondo la mia morosa, studentessa di psicologia, la differenza di apprezzamenti per i due film può essere data molto dal trailer.
    “Bella scoperta!” direte voi, ma il discorso è che, mentre l’hotel trans aveva un trailer con colori sgargianti, gente sorridente e sketch divertenti di pochi secondi, paranorman aveva un aspetto più macabro e oscuro lasciando un ricordo “inquietante”, o comunque non sfrontatamente comico. D’altronde, coraline non è che fosse proprio divertente.

    Che sia anche questa la causa? Oltre al fatto che la media del pubblico italiano sia da ritenere….lasciamo perdere come.

  17. Avendo due figli maschi e una figlia di 9 anni, mi becco -fortunatamente- tutti i film di animazione che escono. Ho visto entrambe le pellicole, e concordo con l’analisi. Anzi, concorda pure Greta, mia figlia, cui e’ piaciuto molto di piu’ Hotel Transilvania che ParaNorman. Proprio perche’ ha nove anni…

    In fondo, pero’, c’e’ da dire che il target sarebbe quello, mica i papa’😛.

    Barney

  18. CIPolla permalink

    non ho visto nè uno, nè l’altro. ma la tua analisi – insieme al tuo entusiasmo nel raccontare della stop-motion e di Paranorman – mi incuriosisce assai!

    • Beppus1968 permalink

      Allora aspetta di leggere il mio resoconto del viaggio a Londra per incontrare Harryhausen!😉

  19. Aggiungo una piccola chicca su ParaNorman per “addetti ai lavori”: tutti i personaggi sono stati modellati al computer e quindi “stampati” con delle stampanti 3D.

  20. Grazie a Leo e Beppe non mi sento più solo nella categoria dei VECCHI. Finalmente posso dire di essere in buona compagnia, tra quelli che al successo del botteghino preferiscono il parere dei critici. I quali, il più delle volte, ma non sempre, ci azzeccano.

    • Mah..io devo dire che tra i tanti pareri, alla fine preferisco il mio, che so essere personalizzato…;) Che a volte, anche la critica prende abbagli mentre il botteghino centra il bersaglio…

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