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SCUOLA DI FUMETTO con il Cammo

05/03/2013

E’ stato un mese fa.

Poi dovevo finire di scrivere, poi dovevo iniziare a disegnare , insomma, ne parlo oggi.
Un mese fa stavo scrivendo questa storia complicatissima, che poi ho diviso in più parti, ero partito con quattro parti, per ora sono a sei. Stavo facendo una fatica da fumettista negro, tipo il Django della matita, il Kunta Kinte della trama, a un certo punto non ne potevo proprio più e sono scappato dalle mie responsabilità. Via! Lontano! A Reggio Emilia.
Tipo che Sali a Parma, ti siedi in treno, curiosi la gente che ti sta intorno, apri la borsa, prendi il libro che ti sei portato da leggere, lo apri e senti “Siamo in arrivo nella stazione di Reggio Emilia! Reggio Emilia!”
L’occasione è ghiottissima, perché vado a trovare Giuseppe Camuncoli, in arte e in amicizia “il Cammo”, alla sua Scuola Internazionale di Comics Reggio Emilia.

http://www.scuolacomics.it/portale/scuola/scuola_reggio_emilia.htm

Il Cammo

Il Cammo

Per questo,
sono sceso a Reggio Emilia.
Mica come uno di quei ragazzi che vendono le rose, era sul treno nel mio scompartimento, arriva il controllore e gli fa “Scendo a Piacenza”, peccato fossimo già a Sant’Ilario, dopo Parma.
Gli è toccato scendere a Reggio Emilia.
Reggio Emilia! Città di fumetti e di venditori di rose che però dicono cose brutte, brutte, quando scendono lì, invece che a Piacenza.
Non c’è Reggio senza spine.

Scendo e sento dietro di me uno che dice “Quando ho finito un albo, poi sono giorni che …” Perbacco! Ma non sono nemmeno uscito dalla stazione che già sono circondato da fumettisti!
Sarà una cosa della Pro Loco, che paga dei figuranti per dare quest’aurea di città del fumetto a Reggio.
Altro che Lucca! Che quando scendi a Lucca senti gente che dice cose brutte, brutte, ti giri, c’è uno che vende le rose, doveva scendere a Torino.

E insomma, sono lì a godermi il sole, in mezzo alle solite persone che stazionano davanti alla stazione, con quelle facce così, da fumettisti poco raccomandabili, che disegnano solo grafic novel, e penso che in effetti c’è una tranquillità che fa bene al fumetto. Mica come Parma, che esci dalla stazione hai addosso una smania di andare, di fare, ma non sai dove.

Ed ecco che arriva il Cammo! E in un dieci minuti di passeggiata tranquilla, arrivo finalmente alla scuola di fumetto. Al mio obiettivo.

Ora, che posso dire, di una scuola di fumetto?

Io, che ho imparato da solo, perché avevo paura dei brutti voti?

Posso solo dire che non è giusto. Loro sì e io no.

E’ forse giusto che loro vadano a imparare ridendo e scherzando con il Cammo, e Matteo Casali, e Luca Zontini, ed Elia Bonetti, e tanti altri professionisti che ti rivelano le cose, che ti spiegano come si fanno, che ti indicano la via? Ed è forse giusto che magari, dopo, diventino bravi e abbiano delle possibilità? Le possibilità!! Perchè sei già lì. Dentro il fumettomondo. Con loro.
Mentre io, invece, alla loro bella, età ero fuori, dal fumettomondo. Sono sempre stato fuori, fino a quando non ho trovato quella finestrella del bagno, lasciata incautamente aperta.
Posso stare quindi a guardare, mentre loro diventano dei grandi fumettisti e poi mi sostituiscono?
Non posso.
Dovevo fare qualcosa. Per questo, avevo chiesto, mellifluo, al Cammo “posso venire a trovarti alla scuola?”
Lo sventurato, aveva detto sì.

Ed ero andato. Con una missione da compiere.
Terminare il futuro del fumetto. A partire da Lara Connors.

Intanto ci sono dentro gli studenti. Che sembrano davvero dei giovani come quelli nelle altre scuole, eh? Ce n’è uno solo, vestito strano, che fa molto “studio alla scuola di fumetto”, ed è vestito da cow-boy. Ma è solo uno, che se ce n’era un altro, ci scappava un duello. Per il resto, non lo diresti mai, che studiano per diventare fumettisti, anche i vestiti non rivelano niente, un disastro. Come potrei riconoscerli, quando sono fuori dalla scuola? Come potrei bloccarli, prima che imparino e mi sostituiscano?

Elia Bonetti in aula.

Elia Bonetti in aula.

Non si rende conto, il Cammo, del pericolo che corriamo? Lo faccio anche per lui, poi un giorno so che mi ringrazierà. Così inizio a girare per le classi. Per distruggere moralmente questi ragazzi. Mi sono infiltrato come un serpente, per poter colpire. Astuto come il pitone di Cicciolina, quello che, una volta entrato, poi si smarrì e si perse. A nulla valsero i tentativi di attirarlo fuori con dei peni.

Il mio piano è semplice. Sfoggio abilità e sicumera da autore affermato, dò pacche sulle spalle in segno di amicizia, ma in realtà creo un micro trauma alla spalla destra, così che nel giro di due o tre anni, quel braccio lì smetta di funzionare, ma si possa ancora utilizzare per riempire la manica del cappotto.
Poi, mentre sorrido, chiedo di poter vedere i lavori che stanno facendo, e qui uso tutta la mia perfidia facciale. Facendo la faccia giusta, puoi scalzare ogni certezza dal cuore della gente. Si fa così: si inizia con un sorriso, poi si prende il disegno da osservare e per un micro secondo sgrani gli occhi come Emma Stone, la rana con la frangetta.

Posso dare un'occhiata  ai tuoi lavori?

Posso dare un’occhiata ai tuoi lavori?

Per un micro secondo. Che se ne accorga il subconscio del giovane aspirante fumettista. Da questo momento in poi, lo vedrete sempre più restio a mostrare in giro i suoi lavori, e in capo a sei mesi sparirà. Ogni tanto, quando vedrà al cinema Gwen Stacy, emetterà un grido di dolore, ma sarà niente, in confronto a quando vedrà la faccia di Mary Jane.
Dopo lo sguardo sgranato, c’è un altro sistema infallibile, per minare le classi. Mescolarsi con loro e dimostrare di essere il migliore.
Così entro nella classe dove stanno facendo disegno dal vero. C’è una cavia seduta su un banco, bisogna ridisegnarlo. Già questo, che il disegno dal vero c’è un ragazzo vestito, con la barba, seduto su un banco, la dice lunga. Dove sono le donne nude e prosperose di un tempo? Dov’è l’arte mammaria? Quella che potevi dire con sicurezza “sono in quinta!” quando ti chiedevano che classe facevi alla scuola d’arte? Ma va bene lo stesso. Mi siedo tra due baldi aspiranti fumettisti, guardo sorridendo i loro lavori, faccio una velocissima doppia faccia da Gwen Stacy e poi mi metto a disegnare così, con la sicurezza sfrontata dell’ultras che piscia sul muretto del mio condominio, durante le trasferte al vicino stadio di Parma.

tipo seduto con barba

tipo seduto con barba

Ritraggo il tipo con la barba, seduto sul banco e poi consegno, garrulo, all’insegnante, prima di tutti! Ah!Ah! Veloce come un cobra antispiffero dell’Ikea! Che l’insegnante guarda il mio disegno, sorridendo, poi ho un momento…come se per un attimo…ma no, mi sto sbagliando…come se avessi visto gli occhi sgranati di Gwen Stacy…E invece “Bravo!”, mi fa l’insegnante, e mi dà una bella pacca sulla spalla destra.
Meglio andare a mangiare, eh, Cammo? Che però mi dovrai tagliare la pizza, perchè ho una cosa qui, al braccio destro…che strano.

Per dire. Invece di fare fumetti, non potrebbe fare Mary Jane?

Per dire. Invece di fare fumetti, non potrebbe fare Mary Jane?

In pizzeria ci sono anche il Matteo Casali, l’unico uomo che scrive direttamente le sceneggiature in inglese per le case editrici americane, e Paolo Bacilieri, che sta insegnando un corso alla scuola del fumetto del Cammo. E una giovane promessa del fumetto, uno che è venuto qui a studiare e adesso sta già lavorando. Con loro. Eh? Cosa vi dicevo, io? Non ho ragione a temere questa scuola?
Si chiama Mario Del Pennino, ma io lo chiamo affettuosamente “Penna”. “Bravo, Penna!”, “Grande, Penna!” E giù a dargli pacche sulle spalle.

Il Penna, il Cammo, il Leo, il Matteo, il Paolo.

Il Penna, il Cammo, il Leo, il Matteo, il Paolo.

Cose che fa Del Pennino. Il Penna.

Cose che fa Del Pennino. Il Penna.

Per cambiare discorso, a tavola si parla di Hugo Pratt, che Matteo e il Cammo hanno incrociato le loro matite con il lavoro del maestro, per GLI SCORPIONI DEL DESERTO, e si sono ritrovati a Gibuti, in visita a questo fortino in mezzo al nulla, dove NON li stavano aspettando, a differenza di quello che gli avevano detto, per cui la prima cosa che fa il Cammo è distribuire amichevolmente sigarette a tutti. Che non si sa mai.
E insomma, sono lì per riprendere, fotografare e disegnare questo fortino, ma possono farlo solo esternamente, così il Cammo si mette lì nel deserto, il foglio tenuto fermo da quattro sassi perchè non voli via, e inizia a disegnare. Poco dopo gli si avvicina uno dei soldati a cui ha offerto da fumare, gli indica il collega che sta facendo le riprese con la telecamera, più in là, e gli fa “Ma al tuo amico lo hanno detto che laggiù è campo minato?”
BUUUMMM!
No, scherzo, si è salvato, ritornando sui suoi passi come la Pantera Rosa.
E insomma, da quel viaggio incredibile è poi nato QUATTRO SASSI NEL FUOCO (2007).

di Casali-Camuncoli

di Casali-Camuncoli

E Paolo ci racconta che un giorno tornava da Lucca, aveva fatto il viaggio con Hugo Pratt, e poi si erano fermati a mangiare in questo ristorante, dove ovviamente Pratt conosceva tutti, e gli fa, a Paolo, “devo farti vedere una cosa” e chiede al ristoratore un videoregistratore, che deve fare vedere una videocassetta al suo amico, lì, e il ristoratore, che conosce bene Pratt, li fa andare a casa sua, in salotto, che c’è un videoregistratore, e Paolo ci dice che ha visto questo filmato, questo documentario, in cui c’è anche quella scena dove Pratt fa il bagno nudo da qualche parte, non ho capito bene.
Sarà.
Ma io, se posso permettermi, anche se uno si chiama Pratt, se mi porta a casa per farmi vedere un filmato che poi c’è lui che fa il bagno nudo, io non so se poi lo richiamo.
Comunque!

Dopo pranzo, Paolo mi cede una fetta della sua ora perché possa parlare ai suoi studenti, e allora io, che sono infido e subdolo come le scarpe da montagna che ho comprato, con questi tacchetti che uno dice van bene per le camminate sulle rocce, e invece se c’è appena bagnato ti scappa la gamba, rischi di ammazzarti, io, dicevo, uso la sottile tecnica dello scoraggiamento verbale, che consiste nel buttare lì degli incredibili risultati, per fare capire agli aspiranti fumettisti che loro non potranno mai arrivare al tuo livello. Tipo “Ma sì…nel 1994 feci questa storiella di poche pagine, che venne vista solo da poche persone…il Papa, Michael Jackson e il Dalai Lama, il Papa poi volle farsi seppellire mentre ne stringeva una copia tra le dita, Michale Jackson no, ma lui non capiva l’umorismo, era un po’ come i bambini”.

E insomma, alla fine viene anche l’ora di tornare a casa. Ancora grandi pacche sulla schiena, due sgranate di occhi passando fra le classi, e un piccolo consiglio, giusto per apparire magnanimo con le nuove leve: “Ricordatevi che le cose VERAMENTE, ma VERAMENTE importanti, per un fumettista sono solo DUE. La prima è stare attenti a quello che ti dicono i professionisti, e la seconda è fdiewlgleocnse”.
Che è l’ultima stoccata.
Il farfuglio.
Sul più bello.
Che poi nessuno, per rispetto, ti chiederà mai “EH? Cosa hai detto?” Che sennò fa la figura di quello che non stava attento.

Saluto il Cammo con la promessa di tornare. Che la mia missione non è terminata.

Coraggio, ragazzi. Tornerò!

Ora però devo fare 54 tavole in 18 giorni, non ho tempo.
E mentre disegno, la notte devo cercare di scrivere meglio questa parte, e dopo che avrò consegnato, avrò solo due mesi di tempo per scrivere tutte le altre storie che devo consegnare a settembre. Le scrivo adesso, così durante l’estate posso disegnare e basta, che se sono bravo e veloce, forse a ferragosto, al pomeriggio, magari mi riposo un po’.
Che quando rientro, a settembre, devo iniziare quella trilogia difficilissima, che si va verso la fine della serie, devo stare attento a ogni passo, a ogni vignetta.

E poi c’è questo braccio destro che non lo so…quando l’ho tirato fuori dal cappotto, stamattina, non era più lui.

Ma tornerò. Tornerò alla scuola di fumetto. Perché posso fare molto, molto di più se mi lasciano una giornata con questi ragazzi.
Posso farli piangere. Posso spezzarli. Posso farli fuggire, disperati, verso una vita diversa da quella del fumettista.

Sì.

Posso ancora salvarli.

cammo

39 commenti
  1. Che bella congrega!

  2. quando ripassi, mi raccomando, lunedì o mercoledì e resta fino a sera!!!😀

  3. Quando disegni mi fai scompisciare, ma pure quando scrivi, però…🙂
    P.S. Ti vedremo nel prossimo Die Hard, Willis che spara e tu a pacche sulle spalle?😛

  4. Giovani talenti crescono…
    I miei sono sottoterra… anche perchè così so dove sono… forse…

  5. due cose :
    – vogliamo vedere il tuo disegno del ragazzo seduto con la barba (per osservare i lavori della vecchia scuola)
    – vogliamo sapere quali sono stati i consigli che hai dato agli studenti !

  6. Prossima tecnica che i disegnatori insegneranno agli allievi della scuola

  7. Un saluto, Leo.
    (scritto con la sola mano sinistra, damn you!)

  8. Laura permalink

    Adoro i fumetti, ho sempre amato disegnare. La fantasia che fa da padrona nella mia testa, ha sempre cercato il modo di trovare concreta espressione nel mondo reale.
    Il fatto che tu (posso darti del tu?) sia riuscito ad arrivare fin qui senza formazione, per me è un’ispirazione e un modo che ha la vita per dirmi che non serve mettersi in fila per farcela in questo campo.
    Sono una grafica 3D, una fotografa ma, nelle scuole che ho frequentato, ho avuto l’impressione di essere come un bove in un recinto. Tutti li, ammassati, nutriti con gli stessi dogmi e gli stessi mantra che se non sai queste cose sei un niente. Recinti molto costosi, per giunta.
    Spero che chi ha davvero la passione nel sangue, riesca comunque. Facendo a meno di percorsi pre-segnati e fossi già scavati. Imparando dall’osservare i miracoli del nostro tempo. Nascosti dietro le cose più impensabili; come la geologia. Per esempio eh!🙂

    • Ciao Laura, il fatto è che l’autodidattica non è per tutti. O comunque, quella che chiamiamo autodidattica (si dice poi così?), è una scuola personale in cui abbiamo fatto una faticona bestiale, divenendo maestri, magari, in determinate cose, che maneggiamo meglio, e restando bluffatori su altre. Io, per esempio, non so niente di disegno realistico. Nemmeno adesso, se ci provassi, avrei la capacità di realizzare qualcosa di simile al reale. E di fumetti realiztici ne ho visti tanti. Ma volendolo fare, avrei bisogno di studiare ancora. E parecchio. Io vedo la scuola come un’occasione di indirizzare al meglio questi sforzi. Poi, molto dipende dagli insegnanti, moltissimo dagli studenti. Saper prendere ciò che una scuola offre è senz’altro il modo migliore per imparare. Autodidattica sì. Ma non per tutti, insomma. Un po’ di realismo ci vuole.

      • Laura permalink

        Maestro ho capito perfettamente. Una base di realismo ci vuole in tutto; per gli sforzi che ci proponiamo di fare, nell’affrontare ogni avventura che la vita ci pone innanzi, è meglio munirsi degli strumenti adeguati.

        Però c’è da dire che nemmeno la vetta è per tutti.

        Ho conoscenze che senza aver studiato, sanno riprodurre piedi e mani molto bene. Ma che in altre cose hanno difficoltà e ivi non gli interessa approfondire. Dipende una persona cosa ha dentro e come decide di esprimerlo. E qui nessuno può metter bocca. Men che meno pagando belle cifre. Ci sono umilissimi corsi base che con poco, riescono a darti molto.
        Spero tu non me ne voglia. È solo la mia opinione e sono accanita sostenitrice del libero arbitrio.

        Ma un Realistic Rat-Man vorrei proprio vederlo!

      • Aiuto!…Un Ratto realistico sarebbe una sorta di Danny De Vito…

  9. Leccastivali della Sgnaccamaroni permalink

    Leo, ma non e’ che a dare tutte quelle pacche poi ti rovini la mano tu?!!!😛

  10. Elia Bonetti permalink

    ahahah! E’ stato un piacere conoscerti😉

  11. Ma quindi a Mantova posso tranquillamente aspettarmi una guerra fredda tra lo stand della scuola internazionale di comics e Leo/Gwen? (sperando di beccare la giornata giusta) A proposito Leo tu in che data sarai presente? Orari? Sarà possibile darti una pacca sulla spalla sinistra? (questa volta la sinistra per assicurarci che tu non sia ambidestro, e poi è inutile infierire)

  12. Gianluca Borg Borgogni permalink

    Ciao Leo, sei sempre il migliore e il più grande, in qualsiasi cosa che racconti!

  13. Oscar permalink

    Che sogno…
    Ai tempi del diploma volevo proseguire, volevo tentatici anche io a fare questa scuola. Ma forse qualcuno mi ha dato troppe pacche sulle spalle, altri volevano un altro futuro, poi per casi importanti dovevo avere un lavoro serio e “soldi subito (e pochi)”. Quindi sono poi successe altre cose, poi altre ancora, poi altre più brutte. Poi basta.
    Quindi, un po’ come te, li invidio tanto. Tutti.

    Mazza quanto dovrai lavorare, faglielo presente la prossima volta. Fagli ben capire che vita semplice è, la tua.😀
    (Ho trovato proprio il periodo sbagliato, nè!?😀 vabbè, oh! La sfiga mi accompagna proprio in tutto, sembro qualcuno di nostra conoscenza :P)

  14. Six permalink

    E come direbbe Gordon…”SEI UN FOTTUTISSIMO GENIO”!!
    Con affetto…eh, si intende! =)

  15. nekosix permalink

    E come direbbe il caro vecchio Gordon..:”SEI UN FOTTUTISSIMO GENIO!!”
    Con affetto eh…

    Ah, dice Gordon che il fottuto agnello è crudo.

  16. Quella che sa di non sapere permalink

    Maestro, scusi l’ignoranza fumettistica, ma qui da noi esistono gli assistenti per gli autori affermati, per aiutarli a completare le tavole facendo sfondi ecc.?

  17. Oh, Leo, se cominci a fare una fatica come il Motumbo della China avvertici, eh, che ci mettiamo spalle al muro.

  18. cavolo, dovevi venire un martedi o un giovedi così ti facevo dare delle pacche anche sulle spalle dei ragazzi d’animazione dove insegno pure io😀 così almeno qualcuno non arriverà tra mesi a rubarmi lavoro😄

  19. Garylarson permalink

    quando hai postato la foto della squisita rossocrinuta fanciulla., ho pensato a quante volte guardiamo improbabli supergnocche americane in improbabili superfilm e pensiamo ” é meglio mia cugina”

    ( vedi, senza offesa per la graziosa ma nulla più, ‘ultima catwoman)

  20. Leo conosce tutte le tecniche tipiche dell'”assistente universitario bastardo”, l’AUB.
    Chi ha fatto architettura sa bene di cosa parlo….non so se a Geologia esistono gli AUB…sicuramente si.

  21. Il professore che rideva mentre sgranavi gli occhi cercando la modella nuda è Stefano Landini.
    Peccato non averti incrociato🙂

  22. “devo iniziare quella trilogia difficilissima”
    Trilogia?
    Non ci crede più nessuno.

  23. claudioscacca (@scacchino) permalink

    Emma Stone è bellissima. E non si discute.🙂

  24. Andrea permalink

    Ciao Leo!..dovresti proprio passare anche da noi alla comics di Firenze!! ti s’aspetta!🙂

    • Eh, ragazzi, piano, piano…il fatto è che Reggio è dietro l’angolo, e con i tempi ristretti che ho negli ultimi anni…fiera di Mantova…Reggio Emilia…Bologna…Milano…Non è che mi sposti più di tanto…tipo serial killer stanziale.

  25. Michele permalink

    Ah, la pizzeria vicino al teatro. Mi manca. Doppia pasta per tutti?🙂

  26. Io ero assente:) Ho salvato il braccio ahahahah…

  27. Marcolino permalink

    Quel signore anziano sta sorridendo… o stava per lavarsi i denti?!? o.O

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