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BULLET TO THE HEAD – la recensione di Jimmy Bobo

27/03/2013

Lunedì sera, i due noti perditempo Cavalli e Ortolani vanno a Milano e si imbucano all’anteprima di BULLET TO THE HEAD, per gli amici dei dsitributori: “Jimmy Bobo”.

Due noti perditempo.

Due noti perditempo.

Prima di entrare al cinema, si permettono di cenare in un prestigioso ristorante, dove un tempo servivano la famiglia reale.

Noto ristorante per gente di classe.

Noto ristorante per gente di classe.

Ancora una foto, per bullarsi con gli amici.

manifesto

Ed eccoci finalmente alla recensione del film. Attenzione, potrebbe contenere spoiler e tracce di frutta secca.

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Sigla finale:

76 commenti
  1. Vampirla permalink

    Non ho ancora visto il film, ma me lo immaginavo più o meno così…

  2. giuseppe permalink

    Sei troppo un grande,ma dato che sono nuovo del tuo blog,mi dici qual’è stata la tua primissima recensione cinematografica su questo sito?

  3. duskie81 permalink

    ciao Leo, sarei curiosa di leggere una tua recensione di Tron Legacy sebbene sia un film ormai del lontano 2010, per caso l’hai già fatta?

  4. Oh ma a me piacciono tutti i film che recenzi, TUTTI!

    E’ troppo bella questa cosa, PREMIO PROMETHEUS, oppure la TATTICA PER SCOVARE I GEOLOGI. Mi sembri il membro nascosto dei Monty Python, tipo il fratello segreto o il cugino introvabile o lo zio misterico. Del tipo che se fanno una reunion e tu ti presenti dicono “Ehi, ecco dov’era, adesso siamo completi!”

    Completi, con la E!

    Però la morte di Paul Walker mi ha intristito era l’unico che capiva qualcosa nelle sceneggiature dei Fast En Furiouosus (le u le ho messe bene eh?): gli altri erano troppo impegnati.
    Gigioni passa il tempo a menare tutti con il codice a barrette energetiche, Topolona (è un termine che le comprende tutte: hanno tutte la stessa espressione, solo le tette cambiano) deve fare l’espressione “questo film trabocca gnocca ma l’unica che veramente veramente vorreste portarvi a letto sono io”, Cina è il cinese quindi conta solo perché fa il Minoranza Etnica Protetta del film, poi ci sono due, tre afromessicani che possono parlare, rappare, farsi arrestare alla frontiera o hackerare computer per la trama è indifferente ma sono i migliori amici del regista perché solo loro lo capiscono, e Rock The Rock in The Sky è duro, durissimo talmente duro che il suo mento fa il giro e gli fa il gesto “calmino eh!!”.
    Dico Paul pensava… si rendeva conto… infatti aveva sempre la faccia mix tra “sto facendo veramente un film inutile” e “è un film pieno di figaaaaAAAA”.

    Film con la A

  5. Oddio questa me l’ero persa….!!!! FA VO LO SA !

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