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STOP EMOTION

09/05/2013

di Beppe Fenzi

Ray Harryhausen (1920 – 2013)

Ray Harryhausen (1920 – 2013)

Ray ci ha lasciati.

Primi anni Settanta, cinema parrocchiale S. Giuseppe Lav. di Torino: si proietta L’ISOLA MISTERIOSA (1960). Un Beppe bambino, fin troppo fifone, si copre gli occhi e frigna all’apparire di mostruosi granchi e api giganti.

Primi anni Settanta: su Telemontecarlo va in onda BASE LUNA CHIAMA TERRA (1965). Beppe si sconvolge per gli insettoidi seleniti, ma poi s’addormenta a metà film, nonostante il folle desiderio di ultimarlo. Pochi giorni dopo, a scuola, scriverà un racconto che ripercorre le gesta dello scienziato Cavor (che, non ricordandone il nome, ribattezza Giopapìn l’Eremita), dando una sua personale conclusione alla vicenda.

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1978, cinema Vittoria di Torino: Beppe e il suo amico Sergio vanno a vedere, in prima visione, SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE, ed è subito amore per le creature (Ray non voleva li si definisse “mostri”) che si muovono a scatti, così inverosimili e, ammettiamolo, un po’ fasulle, ma nel contempo incredibilmente affascinanti. Tempo un paio di giorni e Beppe torna a rivedere il film con la mamma.

Più o meno nello stesso periodo, dopo aver comunque già visto il mediocrissimo KING KONG (1976) di John Guillermin, Beppe riesce infine a guardare, in televisione, l’originale lungometraggio del 1933, quello con gli effetti speciali di Willis O’Brien. Sempre in tv, poi, durante una puntata di “Questa è Hollywood”, vengono mostrate poche sequenze di A 30 MILIONI DI KM DALLA TERRA (1956). Seguono settimane di assillo alla povera mamma, implorata di acquistare al figlio una non meglio precisata “attrezzatura per il fotogramma, per fare i mostri che si muovono a scatti”.

FILE - Special Effects Pioneer Ray Harryhausen Passes Away Aged 93

Tale desiderio viene ulteriormente implementato quando Beppe vede, programmato da una TV privata, il mitico IL SETTIMO VIAGGIO DI SINBAD (1958): la visione è giustificata unicamente dal nome del leggendario marinaio nel titolo, perché Beppe spera di ritrovare in questo film le creature magiche che già lo avevano conquistato al cinema nel 1978. Inutile dire che, a film ultimato, l’amore cresce in modo esponenziale e il lungometraggio entra nel cuore del nostro (che comunque, nel frattempo, ancora non ha ottenuto l’agognata “attrezzatura per il fotogramma”, probabilmente perché lui stesso non ha idea di cosa si tratti).

1981: Maurizio, un compagno di scuola, dà forfait, e quindi Beppe (all’epoca ancora troppo poco smaliziato per andare al cinema da solo) perde SCONTRO DI TITANI del quale, comunque, riesce a procurarsi il fumetto (inspiegabilmente rititolato “L’Urto dei Titani”). Ahilui, avesse saputo che le creature mitologiche presenti nel film si muovono a scatti, si sarebbe fiondato in sala, anche da solo!

Il 1982 segna la consacrazione definitiva: il comune di Modena organizza la rassegna FANTASY ’82 e un breve trafiletto su “Sorrisi e Canzoni” mostra una foto di un signore sessantenne, seguita dalla didascalia: “E’ la prima volta che Ray Harryhausen (nella foto col tricheco di SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE) viene in Italia per presentare le sue creature al pubblico.” E Beppe scopre infine il nome (all’epoca quasi impronunciabile) di un personaggio che, nei successivi trent’anni entrerà indelebilmente nella sua memoria e farà parte di alcuni dei momenti più significativi della sua vita. Alla lettura dell’articolo seguono due giorni di disperazione totale, perché la mamma di Beppe non ha i soldi per il viaggio fino a Modena, e quindi il nostro non potrà partecipare alla manifestazione.

Ma ormai il danno è Fatto. Beppe telefona al 15 della SIP per chiedere il numero di telefono di Harryhausen, che ha scoperto vivere a Londra, e muove a pietà un’operatrice, che non solo gli fornisce quanto richiesto, ma addirittura l’indirizzo di Ray! Beppe vuole diventare allievo del Grande, e quindi inizia a scrivergli e a spedirgli disegni di improbabili mostri. Nel frattempo lavora presso un negozio di scarpe per raggranellare le 80 mila lire che serviranno ad assoldare una proiezionista che vada a casa sua a proiettare, in 16 millimetri, IL VIAGGIO FANTASTICO DI SINBAD (1974) e il mai dimenticato SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE. Sono ancora lontani i tempi delle videocassette e, le poche che si trovano, hanno prezzi proibitivi!

Con le creature di SINBAD E L'OCCHIO DELLA TIGRE

Con le creature di SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE

Ray si dimostra una persona di una pazienza infinita (del resto, per fare il suo lavoro, ne occorre davvero moltissima: animare fotogramma dopo fotogramma piccoli modellini di mostro, e fare in modo che l’azione delle creature sia sincronizzata alla perfezione con quella degli attori precedentemente filmati, va oltre l’umana tolleranza), risponde alle telefonate che questo 15enne dall’Inglese inesistente gli fa a qualsiasi ora del giorno (resta memorabile in tal senso l’episodio di quella volta in cui Beppe, convinto che a Londra siano un’ora avanti rispetto all’Italia, telefona a Ray alle 7 del mattino, dal bar, prima di entrare a scuola. In Inghilterra sono in realtà le 6 del mattino, ma Harryhausen non si scompone ed è gentile e affabile come sempre).

Passano i mesi e Beppe riesce a recuperare SCONTRO DI TITANI in un cinema parrocchiale, proiettato su uno schermo tutto rappezzato e circondato da avanzi di riformatorio della peggior specie. La televisione, bontà sua, manda in onda persino LA VENDETTA DI GWANGI (1969), e Beppe si fa prestare una macchina fotografica per immortalare le creature che vanno in onda sullo schermo. Sono altri tempi, questi, in cui l’offerta televisiva dei classici del cinema è una deliziosa consuetudine.

Con GWANGI

Con GWANGI

Ma viene ora il momento fatidico, l’occasione di una vita: un amico di famiglia, Piero, di professione autotrasportatore, deve compiere un viaggio fino a Londra, e si offre di accompagnare Beppe a incontrare il suo idolo! Un viaggio in TIR di svariati giorni, trasportando un carico di cipolle il cui lezzo permea l’aria, dormendo nelle cuccette della cabina, lavandosi negli autogrill e assistendo alle improbabili conversazioni di Piero, che parla in Piemontese coi francesi (ci prova poi anche a Londra, con risultati disastrosi)… Il camionista, peraltro, è assolutamente incapace di pronunciare il cognome di Ray e, riferendosi a lui, lo apostrofa “Jagermeister”…

A Londra Beppe fa la conoscenza di Livio, un torinese amico di Piero, e di Emma, una ragazza inglese presso la cui casa Livio è affittuario. E’ grazie a costei che si riesce a fissare un appuntamento con Harryhausen e, la mattina del 7 luglio 1983, Beppe si reca nel sancta sanctorum di Ilchester Place. La presentazione in Inglese, preparata meticolosamente in vista dell’incontro, si risolve infine in un mero “piacere”, non appena Ray stesso viene ad aprire la porta di casa. Beppe e Livio, che funge da traduttore (ma in realtà il suo Inglese è ancora piuttosto acerbo e si rivolge continuamente a Ray chiamandolo “Mr. Henry”), vengono fatti accomodare in un elegante salotto e la prima cosa che salta all’occhio è una scultura in bronzo, poggiata su una mensola, del mitico Perseo che trafigge la serpentina Medusa. Solo in seguito si scopre che anche quella è opera di Harryhausen.

Segue una conversazione-intervista che ha del comico (comprovata da registrazione che per primo un Beppe ormai adulto si imbarazza a riascoltare: se non altro adesso è in grado di comprendere ciò che Ray risponde!) e alla fatidica domanda “Do you would like to see the models?” , Livio traduce: “Chiede se ti piace il cinema d’animazione…”. Ovviamente Beppe risponde positivamente, per fortuna, e Harryhausen li conduce all’ultimo piano di casa sua, nella stanza delle meraviglie: pareti ricoperte da suoi disegni originali e vetrinette che espongono gli adorati modellini, usurati dal tempo. Ancora oggi c’è il rimpianto di non aver posseduto una macchina fotografica per immortalare quei magici momenti, ma il tutto resta vividissimo, impresso nella mente di Beppe, nonostante siano passati trent’anni da quel giorno meraviglioso.

Con le sue creature

Con le sue creature

Io sono un Beppe qualunque, non ho mai ottenuto l’”attrezzatura per il fotogramma”, non sono mai andato oltre i super 8 amatoriali realizzati con amici e a qualche esperimento di stop-motion di pochi secondi utilizzando pupazzi in plastilina. Oggi faccio l’impiegato in Regione. Ray è nel mio cuore, è una parte importantissima del mio essere, ma lo è anche per persone ben più blasonate di me, persone che hanno intrapreso una carriera di successo grazie a lui. Alcuni nomi a caso? Giuseppe Tornatore, Sam Raimi, James Cameron, George Lucas, Steven Spielberg, Peter Jackson, J.J. Abrams, Joe Dante, Rick Baker, Stan Winston, Phil Tippet, Dennis Muren, Richard Taylor, John Landis e moltissimi altri.

Ray ci ha lasciati il 7 maggio 2013, ma è ancora con tutti noi!

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56 commenti
  1. Leccastivali della Sgnaccamaroni permalink

    Un Artista. Una persona che amava il suo lavoro…

    RIP…😦

  2. Gianni permalink

    Fantastico ricordo, bravo.
    E naturalmente mi associo nel compianto e nell’ammirazione per questo grande nome del cinema creativo e artigianale, in un’accezione a livelli oggi quasi impensabili.

  3. enrico permalink

    Quindi Cinzia la Barbara lo aveva mancato. ..🙂

    Un genio in meno sulla terra. ..

    • PerpliMas permalink

      Se colgo al volo una citazione così sono un rat-nerd?
      Si, lo sono…

  4. Boribombo permalink

    Un grande innovatore e artista. Uomini così non nascono tutti i giorni purtroppo😦

  5. crc permalink

    Grazie per questo ricordo.

  6. Tanta, tanta invidia per aver conosciuto uno dei geni del mondo del cinema.
    A margine: cacchio, il cinema Vittoria. Ho dei ricordi bellissimi di quel posto.

  7. E da allora bevi solo più Jagermeister…

  8. Scilleccariddi permalink

    Grazie per questa commovente condivisione, Beppe!

    • Beppus1968 permalink

      Grazie! Avrebbe potuto essere più lunga e dettagliata, ma temevo d’annoiare!😉

  9. Andrew McTriwell permalink

    Un vero genio e con onore e orgoglio io che nell’82 avevo solo sei anni e che ho visto Scontro di Titani che mi aveva fatto un bel po’ di paura alla comparsa di medusa…ora posso dire che i suoi film lì ho tutti e che hanno una magia che mai credo sarà eguagliata. Ciao Ray!!!

  10. Federico permalink

    La cosa che mi ha impressionato di piu, oltre questa storia di dedizione e perseveranza che ha suscitato un’infinita stima di Beppe in me, è che non gli sono stati dedicati nemmeno 30 secondi al telegiornale o un trafiletto sul Resto del Carlino…

    • Beppus1968 permalink

      Incredibilmente “La Stampa” ne ha parlato: stentavo a crederci!

  11. Silvio permalink

    “…you need more training in anatomy…” Rat-man avrebbe risposto: “Si ma poi divento cieco.”

  12. Beppe ci fai piangere!

  13. Che bella storia!🙂

  14. luigiscazzari permalink

    Questo post andrebbe sottotitolato “Le origine del Giovane”.
    Scherzi a parte, il tuo post è davvero bello. Ognuno ha le sue passioni, fa piacere che tu abbia condiviso le tue.🙂

  15. Non conoscevo Harryhausen, ma il post è veramente emozionante: si riesce proprio a sentire la tua passione e quello che ti ha trasmesso Mr Henry.
    Complimenti Beppe!

  16. Beppus1968 permalink

    Grazie a tutti per i complimenti!🙂

  17. Paolo (che non mi ricordo mai come ho firmato i post precedenti) permalink

    Grazie Beppe per la condivisione. Sicuramente gli anni che furono ho visto anche io i film…difatti ho qualche sbiadito ricordo, tipo il mio papà che adorava tutti i film di quel genere ma non ricordando i titoli per lui erano tutti “Ercole nella valle dei Farmacisti” “Sì, quel film lì col tizio con la clava e il perizoma, petta…Ercole nella valle dei farmacisti” Grazie veramente che ci hai trasmesso la passione che ti permeava e soprattutto grazie per averci degnato del tempo che hai messo nello scriverlo. Ps niente anche dal Giornale di Brescia

    • Beppus1968 permalink

      Bellissimo “Ercole nella Valle dei Farmacisti”, con gli effetti di Pierantonio Moffaloca da Burzolate Sotto! Ce l’ho in blu-ray! 😉

  18. Che bello! Mi ricorda il mio incontro con Go Nagai. La voglia di dirgli mille cose ma il buon senso di non essere troppo melensi. L’affetto per qualcuno che in realtà non conosci ma che senti vicino per quello che a creato e le mille sue creazioni che affollano il tuo cervello.

  19. Bellissimo e commovente memoriale.
    Un Grande.
    R.I.P.

  20. scott permalink

    Scontro di Titani batte rifacimento pezzente di pochi anni fa mille a zero!

    • Beppus1968 permalink

      SCONTRO DI TITANI era un filmetto, nobilitato dagli effetti di Ray e dalle meravigliose musiche di Rosenthal. Il suo remake è davvero un film di rara pochezza, che ho guardato per dover di cronaca (e perché comunque se ci sono mostri e creature, io DEVO vedere un film!).

      La colonna sonora ideale per leggere il mio pezzo su Ray:

  21. tiTano permalink

    Beppe, non conoscevo “Jagermeister” prima di aver letto questo articolo,
    ma davvero complimenti…Io queste avventure le affronterei forse forse solo per incontrare Leo Ortolani….:)

    • Beppus1968 permalink

      Pensa alla tua delusione quando ti trovi di fronte a IL VECCHIO…😉

      • tiTano permalink

        Ma no, anzi.
        Ho già preparato un bel regalo: il bastone da passeggio che apparteneva a mio nonno…

      • Ti ricordo per cosa lo usava, Valker.

  22. “Io sono un Beppe qualunque”
    Quanta forza in queste poche parole.
    Tanta, tanta stima, il tuo amore per il cinema è meraviglioso.

  23. Dopo aver letto il racconto ed infine la lettera in coda all’articolo mi sono venuti gli occhi lucidi, che bell’esperienza🙂

  24. Beppus1968 permalink

    Non avete idea della gioia che mi state regalando con questi vostri commenti: ancora grazie a tutti, e grazie al Leo per la meravigliosa opportunità che mi ha offerto!

  25. L’avventura a base di telefonate fino al viaggio in mezzo alle cipolle, lascia sbalorditi, solo chi ha vissuto in anni senza media interattivi, può capire il senso di un sogno raffazzonato, buttandosi in universi che non esistevano in Italia come “l’attrezzatura per il fotogramma”.
    Penso che Scontro di Titani, e la sua forte aderenza al mito di Perseo, sia stato il più acuto motore alla mia passione per il mito greco, di cui infine divenni un buon conoscitore.
    Ricordo quanto ho scartabellato, sul Kraken di questo film e la sua origine nel mito greco, e i risulati emersero spesso qua e là.

    http://www.rat-man.org/forum/viewtopic.php?f=1&t=1537&p=33425#p33425

    Piuttosto di quanto questo mi portò da ragazzino, a creare un’avventura testuale mitologica per ZX Spectrum (“Atrix”), che vale come “l’attrezzatura per il fotogramma e i qualche esperimento con amici in Super 8”, anche questo un adolescente frutto generato tutto sommato, con lo sguardo rivolto a Harryhausen.

    • Letto questo tuo ricordo, non avrò mai più alcuno scrupolo, a lanciarmi su autori cui seguo di ogni foggia.
      Attento. Leo. Ortolani.

      • Ma…Uomo Coperchio, è il ricordo di Beppe, mica il mio!°___°

      • Beppus1968 permalink

        Penso proprio l’avesse capito, ma metteva in guardia te, intendendo divenire il tuo personale stalker.

      • Un momento! Ma ho capito dopo 20 anni che lo leggo, che Leo Ortolani è un uomo!
        Scusami, nulla di personale Leo, ma riverserò i miei progetti di fan maniacale, verso altri più tettuti lidi. Scusa di nuovo.

        Invece, che l’aveva scritto Beppe Fenzi, lo capito perchè c’era scritto “di Beppe Fenzi” sotto il titolo. ^___^

  26. mi sono commossa!
    Grazie.🙂

  27. gunma36 permalink

    Davvero emozionante. Chiunque ci metta così tanto impegno per realizzare un proprio sogno merita i complimenti. E’ come se un bambino di oggi riuscisse ad incontrare, che sò, Peter Jackson perché si è innamorato del Signore dei Ratti. Io ero così contento quando sono riuscito ad incontrare il Leo🙂

  28. Insieme a Rambaldi è quello che con le creature dei suoi film mi ha incantato di più nell’infanzia.
    Ci mancherà un monte.

    • Amo Rambaldi, anche se non gli avrei dato gli oscar… per ALIEN e per KING KONG . in quei due casi lì…Insomma…dateglielo per ET, piuttosto!

      • Credo di capire il tuo punto di vista di Leo, forse per King Kong poteva anche non starci, ma per le sue creazioni aliene, ci stanno tutto,

        L’Alien di Rambaldi è qualcosa di stupendo per me, come E.T anche, chiaramente sono due visioni diverse dell’Alieno

      • Veramente l’alien e tutta l’iconografia a esso collegata, è di H.R.Giger. Che ebbi la fortuna di incontrare a Milano alla mostra di Dylan Dog Horror Fest del 1993. Rambaldi realizzò il solo meccanismo della bocca che esce.Un po’ pochino, per prendere un oscar..

      • sì conosco tutta la faccenda e l’arte di Giger, però l’Alien di Rambaldi differenziava per diverse piccole cose da Giger, chiaramente gli fu dato l’Oscar in quanto creatore materiale degli effetti, mentre Giger ad esempio ebbe un ruolo più attivo da quel che so solo in Aliens e Alien scontro finale.
        Rambaldi ha sempre detto di essersi ispirato all’iconografia di Giger, ma ne ha fatto una sua rilettura.
        Ricordo ancora di essere potuto andare da ragazzino a vedere la mostra dei suoi effetti speciali, dove c’era appunto la testa di Alien, rimasi folgorato (oltre a E.T, King Kong, Dune e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo)

    • Beppus1968 permalink

      Parlandone da vivo, non ho mai avuto molta simpatia per Rambaldi che, pur riconoscendogli il fondamentale ruolo svolto nell’ambito del cinema, non è mai stata la persona modesta e pudica che invece Ray ha dimostrato essere in tutta la sua carriera. Ricordo interviste rilasciate dal Carlo nazionale nel quale egli mal giudicava l’operato di Harryhausen perché, a suo dire, il risultato era fasullo e poi, “a 70 anni non ha ancora vinto un Oscar”, come se il valore artistico di un autore si potesse valutare unicamente sulla base dei premi ottenuti. Ricordo che Rambaldi ebbe a criticare gli effetti speciali de LO SQUALO, Yoda ne L’IMPERO COLPISCE ANCORA e persino gli straordinari make-up e animatronici de LA COSA di Carpenter dove, cito a memoria, “il regista è costretto a inquadrare il mostro solo per pochi secondi, per non lasciar troppo giudicare”… Alla faccia dei pochi secondi!
      Detto ciò, sono concorde con Leo sugli Oscar non meritati per KING KONG (dove per lo più il gorilla è Rick Baker in un costume di sua stessa ideazione e realizzazione) e per ALIEN, dove comunque Rambaldi ottenne il premio all’interno di un’equipe.

      • Si rispetto alla signorilità di Harryhausen, Rambaldi ha sempre avuto un carattere decisamente più scontroso, è risaputo.

        Non concordo che il valore di un effettista si vede dai premi vinti, ci sono stati tantissimi e straordinari artigiani del cinema italiani e stranieri che non hanno avuto riconoscimenti e premi, ma che senza la loro opera non ci sarebbero stati gli Harryhause, i Rambaldi, i Lucas e tanti altri al quale devono molto.

  29. Igor Naziri permalink

    Bell’ articolo, ho ripercorso quel periodo (primi anni ’80) in cui parlavi spesso della tua passione per le creazioni di Mr. Harryhausen. Che bei ricordi!

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  1. Il sito di Harryhausen cita Ortolani che cita Harryhausen | Official Rat-Man Home Page

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