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Una buona notizia.

28/07/2013

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Ce la porta Andrea Francesco Berni in un suo articolo pubblicato oggi su BAD TASTE:

http://www.badtaste.it/articoli/neill-blomkamp-spiega-perch-non-gli-interessa-il-sequel-di-district-9

Siccome è domenica e siete più demotivati del solito e il caldo picchia forte, ve la copio e incollo qui sotto:

Qualche giorno fa Wired ha rivelato che Neill Blomkamp ha scritto un trattamento di 18 pagine per il sequel di District 9, il successo del 2009 che ha incassato oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo e ha fatto guadagnare a Blomkamp una nomination all’Oscar.
Tuttavia oggi il regista spiega a Entertainment Weekly che prima che il film arrivi sul grande schermo dovrà passare parecchio tempo, principalmente per via dei suoi numerosi impegni. Dopo l’uscita di Elysium, infatti, Blomkamp dirigerà Chappie, seguito da una commedia a bassissimo budget intitolata Mild Oats. Successivamente non sa ancora cosa farà, ma il concetto di sequel non è molto nelle sue corde:

“Il problema è che ho così tante idee per nuovi film che ho paura che non avrò tempo per dirigerli tutti prima di morire. Se non provo almeno a fare alcuni di questi film prima, sono sicuro che mi sentirò inutile.”

Se mai farà un sequel, comunque, District 9 sarà il primo della lista:

“Il mondo di District 9 è intriso di elementi folli, bizzarri, interessanti, tematicamente collegati, e ci sono molte storie che si possono raccontare ambientate in quel mondo, tutte storie che meritano di essere raccontate.
Ma il mio problema è che se girassi quel film mi chiederei: sono così a corto di ide eccitanti da mettermi a fare questo? Al momento ho altre cose che mi appassionano molto di più.”

Il trattamento di 18 pagine citato da Wired, insomma, sembra più un archivio di idee per il futuro che un progetto vero e proprio…

(di Andrea Francesco Berni)

Ora, io non so voi, ma per me è una boccata di aria fresca. Una luce in fondo al tunnel. Una crepa nel sistema cinematografico mondiale che piano, piano potrebbe ingrandirsi, tipo quella, porca puddana, che mi è venuta sul parabrezza dell’auto, per quel sasso volato dalle ruote di quell’imbecille che chissà cosa stava guardando, mentre faceva i suoi 130 sul Brennero, si è spostato sulla sinistra, finendo nello sterrato e proiettando sassi ovunque, il tedesco, che poi ritornava in corsia dopo lo sbandamento e rideva con il suo compagno di viaggio,come a dire “cavoli se me la sono vista brutta”, anzi, “crauti se l’ho scampata bella”, e dopo cinque minuti, alzo lo sguardo, vedo questa crepa di 6 centimetri sul vetro, in alto, e lancio delle parole dure, ma dentro di me e a mezzabocca, che subito dietro le Fuffanti a chiedere “cos’hai detto, papà?” “Hai detto lorca noia?” “Hai detto faffantulo?”
E dopo un quarto d’ora, riguardo la crepa, mi pare più lunga. Ma mi dico che mi sbaglio, avrò visto male. E allora tengo presente un piccolo sbaffo di sporco, come marker e in effetti la crepa si allunga…piano,piano. Arrivo a destinazione che è più lunga di 25 centimetri. Ora si è bloccata, ma quella di BLOMKAMP spero si allunghi e spacchi tutto.
Tutto.
Che è ora di basta, che non se ne può più di sequel, remake, reboot.
Qualche cosa di nuovo, ci vuole.
E allora TAC, la sassata di Blomkamp sul vetro di Hollivud è come musica, per le mie orecchie.
Spero solo che Hollivud non abbia anche lui l’assicurazione con Carglass.

51 commenti
  1. Ciao Leo,
    mi stavo domandando se le dure parole laciate alla vista della crepa non fossero la tipica esclamazione ligure “il conte di montecristo”🙂

  2. CoseCosi permalink

    Reblogged this on Cosecosì.

  3. Un motivo in più per amare Blomkamp e augurargli ogni bene.

  4. cavallogolooso permalink

    stavo per consigliarti Carglass.

  5. speriamo che i Blomkamp siano sempre di più là fuori.. ormai i sequel son così tanti che hanno smesso pure di numerarli, e ogni due o tre riniziano da capo perchè non hanno manco più idee per i sequel!!

    i tuoi post sono aria fresca in questa torrida giornata!😉 chissà come se la spassano le due Fuffanti ad avere un papà come te!

  6. omoragno permalink

    Come non quotare?
    Lorca noia e faffantulo compresi🙂

    • omoragno permalink

      Che un po’ dispiace perché D9 è un bel film. Ma forse, proprio per questo, meglio così.

  7. Elgalad permalink

    Di base io non nulla contro il concetto di sequel in sé. Senza di esso non avremmo avuto tante saghe cinematografiche a cui siamo affezionati: niente Star Wars, niente Terminator, niente Alien, Rocky, e chi più ne ha più ne metta. Ho citato queste saghe in particolare perché tutte hanno qualcosa in comune: sono ineluttabilmente decadute. Star Wars dopo la prima trilogia, Terminator dopo il secondo film e così via. Se devo essere onesto a me l’idea di sequel, in generale, piace. Mi piace pensare che un mondo che ho imparato ad apprezzare ritorni sul mio schermo, che determinati personaggi mi si mostreranno nuovamente, alcuni granitici nella loro psicologia piatta (ma funzionale), altri con un’evoluzione psicologica a volte fatta davvero bene (vedi sempre Sarah Connor); certo, ci sono anche film, come Matrix, di cui non ci sarebbe mai dovuto essere un seguito (e io sono convinto che non ci sia mai stato. Non mi convincerete mai del contrario).
    Insomma, tutto ciò per dire che a me sarebbe piaciuto vedere un sequel di District 9, se fatto dallo stesso regista e con gli stessi sceneggiatori. Certo, il discorso che faceva lui ha un senso e se il fatto che ci siano cose che lo appassionino di più lo porta verso altri progetti, ben venga. Ma penso che alla fine il discorso sia tutto lì: la passione.
    Che poi pare stupido mettersi a parlare di passione nel mondo hollywoodiano, ma (quasi) tutti i grandi film sono nati anche da quello, no? E capisco anche il tuo discorso e che ormai il sistema del brand che se vende DEVE essere seguito da un sequel comincia a diventare qualcosa di terribile e morboso. Ma, come in ogni cosa, io mi riservo di giudicare caso per caso (tranne che per i remake. Il 99% dei remake fa schifo e non sarebbero mai dovuti essere stati girati).

    • Che poi a ben vedere non è che i sequel siano un’invenzione cinematografica. Come non pensare ai vari libri su Sherlock Holmes? Oppure ai libri su Poirot e Miss Marple? Ma tornando indietro nel tempo come non pensare all’Odissea come un sequel o uno spin off dell’Iliade?

      Il cinema amplifica una tendenza che era già letteraria per via del fatto che vanno di moda le trilogie da quando tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

      Poi ultimamente l’effetto è ancora di più amplificato da quando cinema e letteratura decidono di andare praticamente di pari passo come è avvenuto per esempio con l’eptalogia di Harry Potter che al cinema sono diventati 8 episodi… e con twilight…

      Che i sequel piacciano alla gente non è un mistero, basta considerare che CSI è arrivato alla 13^ stagione, NCIS alla 10^ e così via…

  8. Misonmi XL permalink

    E’ effettivamente una buona notizia! Non avrebbe senso fare il sequel di D9, apprezziamo il primo film per quel meraviglioso esempio di come dovrebbe essere trattata un certo tipo di fantascienza al cinema ( e di come le belle storie autoconclusive siano appunto… autoconclusive)

  9. Beppus1968 permalink

    Che poi, Leus, non dirmi che film come DAREDEVIL o THE FANTASTIC FOUR non hanno bisogno di un reboot (reboot degno, intendo, non con attori di colore nel ruolo di Johnny Storm)! Concordo con quanto scritto da Elgalad e Roberto. Se un sequel o un remake sono ben realizzati, benvengano, se li girano tanto per girarli, allora se ne fa volentieri a meno. Per esempio, LA COSA di Carpenter è un remake, ma io sono ben felice che l’abbiano realizzato! Non sono affatto felice, invece, del prequel-remake-reboot di un paio d’anni fa, che non aveva davvero nulla da dire e nulla da aggiungere a quanto narrato esemplarmente da Carpenter 31 anni fa.

    • Beh visto che hai citato DAREDEVIL, magari anche di Elektra ci sarebbe bisogno di un reboot…

      Personalmente mi mettono più paura i prequel rispetto ai sequel, perché il sequel ha meno vincoli da rispettare. Il problema dei sequel è che i personaggi possano diventare caricature di se stessi oppure che le trame tendano a diventarlo (un esempio: i sequel di matrix).

      Il problema dei prequel è che le trame possano diventare banali perché viene a mancare buona parte della suspance (si sa come va a finire…) oppure raffazzonate e piene di buchi. Inoltre hanno la possibilità di rovinarti completamente l’idea che ti eri fatto di un personaggio.

      Non perdonerò mai a Lucas di avermi rovinato un personaggio a suo modo ironico e carismatico come Darth Vader mostrandomi un Anakin Skywalker piagnone, stupido ed emotivamente instabile.

    • ahahahah! Ma Beppus! DAREDEVIL e THE FANTASTC FOUR non sono film!:)))

  10. Anche io stimo molto Blomkamp, ma Elysium mi sembra ( dal trailer ) su tematiche cyberpunk un pò trite, ci sarà da dargli fiducia ?

    • Be’…anche District 9 ha di base una tematica che poteva essere trattata in maniera banale…e pure ELYSIUM, con quella storia di poveri e ricchi, si presenta un po’ allo stesso modo…poi è la regia e la sceneggiatura e la recitazione ela eccetera che fanno la differenza…Puntiamo su quello! Vai, BLOMKAMP!Spacca tutto!

  11. Laura permalink

    Uuuuuuh qualcuno con idee nuove! Sequel e prequel e quel bastardo che fa sterrato in piena autostrada, sono una minaccia costante, difficilmente riparabile con un po’ di gel Carglass.
    Speriamo bene! (anche per il preventivo..)

  12. Andrew Mc Triwell permalink

    Io dico evviva la buona novità così come evviva il sequel e pure i reboot se hanno un senso. Come cita Beppus…F4 e Daredevil hanno BISOGNO di un reboot perché i film “originali” hanno fatto schifo proprio…ma ci sono film che non ne avrebbero bisogno..cito ad esempio Spiderman di Raimi o gli ultimi Batman…ma porca fuffa io mi sono rotto di rivedere le origini di Batman…ormai anche un chitongo che si è estinto le conosce…..o almeno lasciate passare del tempo. La Cosa di Carpenter aveva e ha un suo perché, ma bisogna anche dire che La Cosa da un altro mondo da cui è ispirato è del 1951. Dopo trent’anni si può anche ipotizzare una rilettura dell’argomento perché sono cambiate sia la sensibilità del pubblico che degli autori. Ma fare uno Spiderman in così breve tempo?!? E’ vero che nei fumetti si ricomincia daccapo a ruota continua ma credo che il mezzo lo consenta perché ha una misura e un bacino d’utenza molto più ristretto ed direi “elitario”, in cui chi legge ad esempio una collana sugli X-men magari non ne legge un altra e quindi il concetto di “But..if” della Marvel può essere più facilmente modulabile e logicamente utilizzabile. Al cinema tutto questo è solo marketing…della serie mungiamo la vacca grassa finché fa latte e quando non lo fa più strizziamo ancora lo stesso. Quindi tirando le somme io direi che va tutto bene e che le boccate di aria fresca a causa delle crepe (Leo vai pure a far sistemare il vetro che ti fanno un bel lavoro ma solo con l’assicurazione sennò le tue bimbe sentiranno molti nuovi modi di dire in genovese e anche in molti altri dialetti!🙂 ), ci voglio così come i sequel, ma tutto fatto con logica.

  13. “Ma il mio problema è che se girassi quel film mi chiederei: sono così a corto di idee eccitanti da mettermi a fare questo? Al momento ho altre cose che mi appassionano molto di più.”

    Questa frase meriterebbe l’Oscar. Io non sono per nulla contro a remake/prequel/sequel/cazzimazzi vari, ma sono convinto che un regista deve seguire quella tortuosa via solo quando non sa più che pesci pigliare. Tra un progetto nuovo e mai visto prima, ed una pellicola ‘meretrice’ che se la sono spupazzata tutti, non ci sarebbe neppure bisogno di chiedere su cosa puntare. E’ che… non lo so, a volte sembra che i registi e gli sceneggiatori vengano fagocitati dalle loro stesse creazioni e ne diventano dipendenti, scatenando così un circolo vizioso. Dopo boh, magari sarò cretino io e non c’ho capito uno scroto di come certe cose si dovrebbero fare.

    • Parliamoci chiaro… questo è un mondo dove il business conta moltissimo. A volte si tratta di scegliere tra un incasso sicuro e un salto nel buio. Bisogna anche capire il momento in cui far uscire qualcosa di nuovo.

      Prendiamo il caso di John Carter e di Hunger Games. Entrambi sono film derivati da romanzi letterari, ma mentre Hunger Games è tratto da libri recenti, John Carter è tratto da un libro del 1916 che avrà ispirato gli autori di moltissimi film di successo, da George Lucas a James Cameron, ma che non è attuale. Nonostante la spesa colossale per il film, è stato un flop.

      Hunger Games invece è stato realizzato con un budget molto ridotto, ma dato l’enorme successo dei romanzi, il pubblico era ansioso di vederlo, tanto che Hunger Games ha realizzato il maggior incasso in un WE per un film che non sia stato prequel/sequel di altri film e non possiamo certo attribuire il successo del film solo alla bellezza e la bravura di Jennifer Lawrence. Hunger Games è uscito al momento giusto, quando c’era già una massa critica di persone che avendo letto i romanzi non vedevano l’ora di vedere il film.

  14. a Blomkamp e alla sua volontà di dire basta ai “film xyz 2” io non ho altro che aggiungere un molto romano “DAJE”!!!!🙂

  15. PerfX permalink

    Sono veramente pochi i registi e sceneggiatori con qualche idea originale in quel di Hollywood.
    Ormai si va avanti a numeri 2,3,4…; oppure film tratti da fumetti e libri: questi vanno benissimo, ma testimoniano la poca fantasia e volontà d’inventare che una volta contraddistingueva il cinema.

    Blomkamp riesce a portare almeno qualcosa di nuovo che poi si bello o brutto è un altro discorso, ma è da dargliene merito assieme ai pochi altri registi che propongono novità.

    • In effetti, pur essendo io stesso un fruitore di film sequenziali, negli ultimi anni ho notato un livello preoccupante di sequel ripresi dopo decenni, rifacimenti di film che erano già perfetti all’epoca(con magari i limiti negli effetti speciali, cui però si sopperiva con un uso sapiente delle inquadrature, a suggerire, invece che a mostrare, erotismo, invece di pornografia, questa mi sa che l’ho un po’ rubata da Recchioni). Ultima notizia, si pensa a BEVERLY HILLS COP 4. Per rilanciare un Eddie Murphy ormai a terra da molto tempo.E il rifacimento di POLTERGEIST? Ce n’era di bisogno? (come direbbe un tipo di Fidenza che incontrai in Egitto)
      Giustamente le cose nuove possono anche essere brutte, ma ormai darei il premio CORAGGIO, oltre che il voto al film!

      • Bisogna comprendere che il cinema, come tutte le attività commerciali è soggetta alle seguenti leggi economiche:

        1) domanda e offerta. In realtà questa legge è limitata dal fatto che i prezzi dei biglietti sono uguali indipendentemente dalla richiesta, pertanto la gente cerca di massimizzare la soddisfazione andando a vedere alcuni generi di film e non altri. Basta pensare al fatto che Lincoln ha faticato a essere prodotto e che Argo al cinema che ho vicino casa lo hanno tenuto una sola settimana.

        2) Principio costi-benefici. Mi conviene produrre film con storie nuove i cui costi mi sono chiari e i benefici molto meno, oppure mi conviene puntare su film e personaggi che sono già piaciuti, i cui costi magari sono anche inferiori perché ho già del materiale pronto e i benefici sono meno incerti? Questo punto è determinato in modo sensibile dall’orientamento del pubblico. Se il pubblico fosse tutto come me, farebbero molte più storie nuove, perché io al cinema ci vado 3-4 volte a settimana e mi vedo ogni cosa. Se il pubblico non andasse a vedere i seguiti per principio, accadrebbe la stessa cosa.

        3) Massimizzazione dell’utile. È chiaro che se produco Hunger Games e mi costa 78 milioni di dollari e dichiaro che per fare un seguito mi aspetto di guadagnare almeno 130 milioni di dollari e poi ne incasso oltre 690 milioni in tutto il mondo sono più propenso a fare un seguito rispetto a John Carter che m’è costato 250 milioni e ha incassato in tutto il mondo poco più di 280 milioni. Inoltre sempre per questo principio, mi conviene di più produrre una pellicola che si presti a un seguito rispetto a una che ha un finale chiuso o definitivo. Impossibile fare un seguito di Lincoln e problematico farlo di Argo, tanto per intenderci.

      • Francesco permalink

        E’ verissimo, e anche dove vi era pornografia, forse era meglio realizzata e più credibile, prendi Robocop, era porno, e chiaramente… Detroit distopica del futuro, però era anche fatto bene; Invece Superman il film era erotico, ma non gné gné, fantastici!

      • Oh, sì! assolutamente porno, il ROBOCOP originale! L’ho adorato!

      • Francesco permalink

        Chissà che il problema sia proprio nel mezzo, cioé in quello che avrebbe dovuto rendere infinite le possibilità, il digitale. Si appoggiano su quello, l’effetto è freddo, persino quando sono fatti benissimo e la sceneggiatura… non c’è bisogno di sbattersi. Leo, secondo me, lì hanno finito la gente valida, tu in quel di holy-hud, potresti spaccare molti sederini. Però abbi un po’ di pietà, non è che è normale quello che riesci a fare tu, come non lo era quello che faceva Totò, Chaplin, Bill Watterson o Schultz.

      • Francesco, ti ringrazio vivamente per i paragoni indegni che hai fatto. Io a Hollivud sarei schiacciato come un’arachide alla prima uscita.
        Come è stato con i cartoni animati.
        Io mi sono fatto l’idea che i migliori sceneggiatori siano passati a fare serie televisive, dove , se vanno bene, c’è da lavorare per molto più tempo, con guadagni maggiori.
        Perché posso anche immaginare la frustrazione di uno che scrive la sceneggiatura di un film, poi gliela riscrivono altre cinque volte.
        Pagargliela, gliela pagano, eh? Ma intanto il suo nome non compare, o comunque gira poco.E il lavoro, pure.

      • Francesco permalink

        Leo, nel club dei supergeniacci ci sei dentro fino al collo oramai, rassegnati…..
        Hai presente Eduardo ed il teatro, ecco Leo col fumetto è la stessa cosa, le tue idee imbottiscono i Panini della corte, più che essere il contrario, che se no era pane e cicoria…. (per gli amici intendo… sembra un peana, ma è quello che penso).
        Le storie che racconti oltre a far morire dal ridere, sono sceneggiate da dio, articolatissime ed epiche, alla fine riesci incredibilmente, a far diventare Deboroh davvero il supereroe a cui ci affideremmo nella disperazione.
        Ora che mi ci fai pensare, credo anch’io sia così, per quello che riguarda gli sceneggiatori, e se dici che è difficilissima non ho motivo di dubitare, ma più per i fattori esterni, che immagino siano moltissimi. (una curiosità, ti piacciono i Soprano o ti lasciano indifferente?)
        Poi volevo dire una cosa a riguardo della serie animata di Rat-Man, sembra sia diventato trendy, e uso questo schifo di parola apposta, parlarne non bene.
        Che non c’entra niente col fumetto, che sembra un prodotto per i più piccoli. Ma se il 90% delle battute, non è possibile che abbiano già i mezzi per coglierle, e questa è già una critica che ti fanno, a chi è rivolto? Io penso a tutti, ma sono gli adulti più a storcere il naso, criticando aspramente il risultato finale. Secondo me, sono assolutamente degni e ben realizzati, non intaccano il prestigio del fumetto e dell’autore soprattutto, se il budget per realizzarlo prevedeva dei compromessi nella tecnica di realizzazione e non ha l’animazione di Akira, tu non è che ci puoi fare molto, non sarebbe stato possibile farlo altrimenti. Anzi, hai avuto coraggio a far partire il progetto, era assolutamente il momento, il problema non sta nella tua genialità se il cartone non ha funzionato come poteva, ma, come sai… nel pubblico era talmente alta l’aspettativa per l’eccellente qualità che trovava nel fumetto, da pretendere quasi uno dei migliori classici Disney, seriale però.
        Anche a me Andrea Ward non ha convinto per la voce di Rat-Man, mi sarebbe piaciuto sentire una voce più infantile e gracchiante, tipo quella della doppiatrice di Zippo nel primo doppiaggio di Doraemon, but kisses, Rat-Man è tuo, c’è l’hai tu in mente come dev’essere e come deve parlare, se no neanche esisterebbe.
        L’ ultimissima cosa, con Venerdì 12, ricordando i tempi di quando soffrivi come una bestia, hai fatto un mazzolino coi nostri cuori, siam proprio servi della gleeeeba, se una è cicciabaciccia, pure scema, non abbiamo scampo.

  16. Neil Gaiman scrisse nell’introduzione al primo volume “Astro City” di Kurt Busiek:

    “Ora ascoltate. Leggete attentamente, perché sto per dirvi qualcosa di importante. Meglio ancora, sto per svelarvi uno dei trucchi del mestiere. Sul serio. È il trucco magico da cui tutta la narrativa dipende, è lo specchio angolato dietro cui sono nascoste le colombe nella scatola, è lo scomparto segreto sotto il tavolo. È questo:

    C’è spazio per far significare le cose più di quanto appaiano.

    Tutto qui. Non vi sembra importante? Non siete rimasti colpiti? Siete convinti che sulla scrittura potreste ottenere un consiglio più profondo e più saggio da un biscotto cinese della fortuna? Fidatevi, vi ho appena rivelato qualcosa di importante. (…) In un saggio scritto negli anni 40 Robert A. Heinlein affermò che esistono storie di tre tipi, continuamente ripetute. Disse anche che pensava ne esistessero soltanto due (“Un ragazzo incontra una ragazza” e quella sul genere de “Il piccolo sarto”), finché L. Ron Hubbard non gli fece notare che esisteva anche “Un uomo impara una lezione”. Secondo Heinlein, se a queste si aggiungono i loro contrari (qualcuno non impara una lezione, due persone non si innamorano e così via) si arriva a coprire tutte le possibili storie.”

    —————————————————————————————

    Ecco, se anche Hollywooddd (3D…) applicasse ‘sta regola!!! (I serial tv statunitensi lo fanno da un bel po’ di anni.)

    • Non ricordo chi disse che in realtà esistono solo due tipi di storie: 1) Qualcuno parte per un viaggio. 2) Uno straniero giunge in città.

      E tutte le storie sono derivate da queste due o sono un mix delle due.

  17. Momo permalink

    Meno Saghe! che po si diventa ciechi!

  18. Non ho letto i commenti e se te l’hanno gia detto mi scuso!

    c’è un leggenda metropolitana che risale alla mia infanzia per cui se fai un taglietto perpendicolare alla direzione della crepa si ferma! Prova con quell’attrezzo per incidere il vetro o una chiave ecc.

    Non mi assumo responsabilità ma ricordo che ne ho visti di vetri con quel taglietto per fermare negli anni 80.

  19. DimRasha permalink

    Gioisco per due fattori: il primo è che finalmente c’è un regista che nonostante la probabile miniera d’oro tra le mani decide, se non di rifiutare,almeno di rimandare un eventuale sequel ad un film di successo per dare spazio a nuovi progetti.
    Il secondo motivo, è perchè District9 mi è piaciuto talmente tanto che l’idea di un sequel….non lo sò…non mi convince.
    Non mi sembra così necessario per una storia così ben fatta..
    L’impressione che mi dà è che si finirebbe per aggiungere materiale in più ad una trama già ottima rischiando di appesantirla…
    però non lo sò..
    per ora mi sembra già una buona notizia che un eventuale sequel passi in secondo piano rispetto a nuovi progetti🙂

    • Oh forse il regista non è questo grande eroe e sta facendo così per guadagnarci di più. Mai farsi illusioni.

      • Be’..il cinema è una grande, meravigliosa illusione…concedigli il beneficio del dubbio. Io mi faccio illusioni ogni volta che vado a vedere un film!:)

      • Il cinema è sicuramente una meravigliosa illusione. Ma gli esseri umani sono un po’ più cinici…😀

  20. Comunque, secondo me è una rivoluzione maggiore l’affermazione di Kathleen Kennedy sul modo di fare i film piuttosto che interrogarsi su sequel/prequel/reboot sì o no?.

    Ecco le parole della Kennedy parlando di Star Wars VII:

    “La storia e i personaggi sono tutto quello di cui stiamo parlando adesso. Abbiamo una squadra incredibile alla ILM, che riesce a creare degli effetti fantastici, ma se non abbiamo una grande storia e dei personaggi, gli effetti non significano niente”

    E ancora:

    “Credo che creare un enorme cultura popolare – e ho avuto la fortuna di far parte di molta – è davvero difficile da fare e da fare nel modo giusto. E se non spendi il tempo necessario per sviluppare i personaggi, e a cercare delle storie, storie complicate, il pubblico si stanca perché pensa che sta vedendo più e più volte la stessa cosa”.

    Questo brano è tratto dall’intervista alla Kennedy alla Star Wars Celebration Europe. (Se qualcuno è interessato a discuterne in modo approfondito ho una community su G+ aperta a tutti sul mondo di Star Wars. Potete leggerla anche senza dovervi loggare perché è pubblica.)

    • Dai, vedremo quando uscirà il settimo guerre stellari… Che al momento, la “nuova trilogia” ha presentato purtroppo dei personaggi bidimensionali, compreso l’Anakin su cui si sperava tanto.
      Mano male che hanno pensato a lungo sul personaggio comico di Jar Jar.
      Certe risate!

  21. Bisogna però dire che la nuova trilogia era tutta in mano a Lucas che dava già segno di riconglio… aehm di demenza senile con la modifica della vecchia trilogia… e bisogna anche dire che nei prequel uno sa già come va a finire quindi non c’è suspance. Se vedi combattere Obi Wan con Grievous, non sei mai in apprensione perché tanto lo sai che Obi Wan male che gli va si salva…

    Almeno la Kennedy sembra aver capito le critiche dei fan che chiedono una storia vera e personaggi di spessore, perché la CG non può da sola fare un film (cosa che probabilmente Lucas pensa…).

    Poi tra le altre cose Lucas ha avuto a disposizione attori importanti (perfino in ruoli marginali) e non è riuscito a valorizzarli. In Episode I c’erano anche Keira Knightley e Sofia Coppola, che facevano le ancelle di Amidala (rispettivamente Sabé e Saché)…

    A momenti fa un film migliore il buon Angelo Licata con Dark Resurrection i cui effetti speciali non sono certo quelli della ILM… (poi ha vouto fare il prequel anche lui… )

  22. gerry permalink

    Io seguo Blomkamp dal 2007 dai corti che girò per la pubblicizzazione Halo 3 (che consiglio di guardare), non ho smesso di adorarlo da allora e dopo questa scelta non posso che continuare a stimarlo.

    un saluto!
    gerry.

    ps: qui in altoadige con i tedeschi alla guida è ancora peggio

  23. Yuma permalink

    Speriamo che con un sequel non facciano schifezze, District 9 è una perla sia per le tematiche che affronta che per come è girato, dare un seguito può essere complicato se non si riesce a cogliere lo spirito del primo, quello che noto da un bel po’ di tempo è che con un miglioramento degli effetti speciali ed attori che hanno un forte “appeal”, le sceneggiature siano in netto peggioramento.

    PS: Leo serve una recensione bella seria di Pacific Rim!

  24. “DIONANOS” (cit.)😀

  25. Uberto permalink

    Ma come, Leo!
    Non vedo l’ora di gustarmi il sequel di bleid runner, con l’androide cattivissimo che porta il poliziotto sui bastioni di Orione e ce lo lascia!
    O Rocky XXVI, con una bellissima scena di Stallone ottantenne che tira la stampella in testa al cattivo; la scena della scalinata, se la rifanno, prenderà almeno un’ora di film.

    Altro che nuove idee, chi ha bisogno di nuove idee?

  26. posso dire che a me D9 m’ha fatto un po’ cacare?

    Leo dovevi dirmelo che venivi in Trentino!

  27. avevo letto “Chiappe”…

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