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Se la sai, rispondi!

03/10/2013

intervista

Sarà che mi è rimasta qui, la cosa che avevo risposto perfettamente al concorso di Topolino che metteva in palio il furgone-safari di Big Jim e poi non mi era arrivato nulla, fatto sta che adesso, se trovo delle domande a cui so rispondere, lo faccio sempre, in maniera compulsiva.

E in questo momento, complice l’arrivo di LUCCA COMICS and FRIARIELLI, mi vengono fatte un sacco di domande a cui ovvamente rispondo. Ma per ora, nessun furgone-safari di Big Jim in vista.

Quella che trovate a questo indirizzo è di Cristiano Bolla, che scrive per il sito Solosapere.

http://www.solosapere.it/libri/2584-leo-ortolani-il-padre-di-ratman-si-racconta-a-solosapere

Sapendo, al solito, che cliccare e aprire una pagina in più fa partire la ventola ai computer meno sofisticati, tipo il mio, ve la copioincollo qui sotto, come da tradizione.
Ma dopo, fate un salto anche su quel sito lì, che ci sono cose interessanti. Ma non il furgone-safari di Big Jim.

CB: Cosa vuol dire, oggi, “essere fumettista” e quale è la sua “missione”?

leo:Essere fumettisti, nell’accezione più stretta di “persona che vive facendo fumetti”, è un sogno che si avvera. Oggi come ieri, come domani. E’ poter vivere facendo qualcosa che faresti anche gratuitamente, ma non ditelo agli editori.
Non c’è una “missione” dietro. Almeno, io non ho alcuna missione da portare avanti, se non raccontare le storie che mi piace raccontare. Ma non ci sono secondi fini, tipo “adesso, con questo fumetto voglio spiegare ai lettori le dieci regole d’oro per conquistare una ragazza”. Non le troverebbero comunque! Non con VENERDI’ 12, a esempio.

CB: Cosa la spinge a lavorare praticamente da solo, occupandosi di tutto, chine e testi compresi?

leo: Non sono solo. Ho i miei personaggi. Suona malissimo, e sicuramente al mio terapista non piacerà quello che scrivo, ma la verità è questa. Chi vive per la maggior parte in un mondo di fantasia, non sarà mai solo.
E poi c’è la passione. Quella cosa che ti porta, da solo, a fare il giro del mondo in barca a vela, che ti porta, da solo, a scalare le montagne più alte, o a vivere in grotta, sempre da solo, per dei mesi.
La passione, quando brucia, non ti lascia solo. Mai.
Infine, ci sono la precisione e la velocità. Faccio prima a fare le cose per conto mio che spiegare a qualcun altro perchè deve usare un’espressione, in quella vignetta, invece che un’altra. Oltretutto sono anche veloce, per cui avere un assistente che mi fa, che so, le chine, o il lettering, potrebbe addirittura rallentarmi.

CB: Da dove nasce, secondo lei, il suo successo?

leo:Grazie per il “lei”, ma non sono una donna! Oh!Oh!Oh! Dammi pure del voi. Il successo? Da dove nasce? Non ne ho idea. So che Rat-Man piace, ma credo che il suo “successo” sia proporzionato alla sua altezza. E mi va bene così.
Forse piace perchè è un personaggio vero. Che fa quelle cose che spesso facciamo tutti. Quelle imbarazzanti, dico, non quando si lancia da un palazzo. Così uno può ridere di lui e di se stesso, in maniera catartica. Cosa significa “catartico”? Significa che quando vedi un’altro che fa le stesse figuracce che hai fatto tu, ti senti meno solo. E poi vedi che si può sopravvivere ai propri errori. La vita va avanti lo stesso e puoi farne di nuovi.

CB: Veniamo al personaggio per eccellenza, Rat-Man: come ha fatto una parodia di Batman “fino a un certo punto” cioè un personaggio ispirato, a diventare praticamente parodia di tutto?

leo: Non credo sia parodia di tutto. O meglio, non credo che Rat-Man sia solo un personaggio che fa le parodie, e lo dico nonostante lo vesta spesso con i panni di altri personaggi di film famosi, come Star Wars, Harry Potter e via dicendo. Ma forse volevi chiedere come ha fatto Rat-Man, nato da poche pagine di una parodia cinematografica a diventare …Rat-Man. Cioè qualcosa di più grande.
Ci ho lavorato sopra parecchio. Quasi 25 anni, se consideriamo la sua primissima storia, del 1989. E insieme a lui, poco alla volta, mi sono incamminato lungo questa strada narrativa, alla scoperta di ciò che uno così poteva nascondere. Sono entrato dentro la sua testa, che poi era anche un po’ la mia, e ho tirato fuori tutto quello che c’era dentro. E ho visto che era materiale interessante. Strano, ma interessante.

CB: Rimanendo in ambito cinema, i suoi lavori si concentrano molto sulla parodia dei film più famosi (dal Signore dei Ratti ad Avarat, per dire): come mai questa scelta? Perchè c’è molto più materiale cui ispirarsi o perchè può avere molto più seguito?

leo: Le volte in cui mi dedico alle parodie, che poi sono parodie particolari, che riprendono gli elementi originali per giocarli su altri terreni, la volta in cui faccio queste cose, dicevo, le faccio per pochi, semplici motivi. Innanzitutto, perchè mi è piaciuto molto quello che ho visto e mi piacerebbe rifarlo con Rat-Man. Che per me significa usare il mio alter ego per vivere la stessa avventura. O viverne una simile, dal momento che io, e quindi Rat-Man, non sarei mai in grado di rifare le stesse cose che fanno gli eroi della storia originale.
Secondariamente, la parodia ti permette di raccontare una storia divertente basandoti su una storia già conosciuta dalla maggior parte delle persone. Di conseguenza, anche la capacità di diffusione è più elevata.

CB: Quando crea un nuova parodia, appunto, basata su un film di grande tendenza, quali sono gli elementi su cui si concentra maggiormente per tirar fuori tutta la comicità?

leo: Non ci sono delle formule preconfezionate. Dipende dal tipo di film che vado a parodiare. Nel caso di 300, affiancare un incapace a Leonida era la soluzione migliore per ottenere un effetto comico. Nel caso di Star Rats o del Signore dei Ratti, si introduce semplicemente l’eroe comico all’interno di situazioni ben conosciute. Il suo approccio stravolge le regole conosciute attraverso il film e genera l’umorismo.
La cosa più difficile, ma che perseguo in ogni mia parodia, è quella di riuscire a mantenere la storia autonoma dall’originale. In pratica, che sia comprensibile e faccia ridere anche se un lettore non conosce il film da cui è stata tratta. Nel caso di ALLEN, parodia più di Prometheus che di Alien, ho dovuto introdurre le gag della trasmissione pseudoscientifica “MISTERIUS” (una sorta di VOYAGER, ma peggiore) per spiegare su quali basi è nata la storia stessa del film Prometheus, da cui ALLEN è tratto.In questo caso, ho fatto anche un favore al film, francamente incomprensibile.

CB: Quali sono i possibili sviluppi e possibilità di questo tipo di parodia cinematografica? Nel senso: Ratman potenzialmente potrebbe vivere e prosperare fintanto che usciranno film che la ispireranno, oppure prima o poi dovrà cambiare orizzonte?

leo: Non faccio solo parodie di film, ma credo che in futuro continuerò a fare quelle che mi ispireranno idee divertenti, come ho fatto finora.

CB: C’è mai stato un film sui supereroi che le è piaciuto senza riserve? (curiosità personale!😉 )

leo: Certo. 300! E poi ROCKY, e BARNABO DELLE MONTAGNE, e TUTTI A CASA e migliaia di altri. Sono onnivoro e ho film che adoro tra i generi più disparati. Dovessi iniziare a fare un elenco non chiuderei più questa intervista!

CB: Quale è il suo rapporto con i fans? Nel senso, in che misura tiene conto del loro interesse nel suo lavoro? Cerca di soddisfarli e di accogliere le richieste oppure fa tutto “di testa sua”?

leo: Una volta ho fatto la storia L’INCREDIBILE IK, per fare contento un mio amico, che si ricordava delle strisce che avevo fatto, di questo personaggio, e mi chiedeva quando lo avrei fatto comparire in RAT-MAN. Fu una storia troncata, riuscita a metà, che lasciava sospese un sacco di domande. Da quel momento ho deciso che le storie era meglio se le facevo per far piacere a me. Che funzionano meglio, anche solo perchè so dove voglio andare a parare o cosa voglio dire.
Niente dediche e richieste, quindi, con Rat-Man. Ovviamente, a volte cerco di accontentare anche i fan, realizzando storie più leggere, che so essere sempre apprezzate. Soprattutto dopo storie a puntate più complesse o seriose.

CB: Riallacciandoci alla prima domanda, quella sulla “missione”: quale è l’effetto, il risultato che pensa di ottenere dai lettori? Che cosa pensa che questi riescano a trarre dalle sue opere? Solo divertimento oppure vuole, che so, spingere ad una riflessione critica attraverso la parodia? Andando più in profondità (chiedo scusa per questo eccesso di serietà😉 ): le sue opere hanno un messaggio di fondo? Qualcosa che vuole comunicare?

leo: Come detto all’inizio, per me non esiste una missione, dietro il fare fumetti. Non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno, o di suggerire idee o stili di vita. Con le mie storie, io presento semplicemente un mondo di personaggi e le loro interazioni, secondo il mio personale modo di vedere le cose. Che è sempre opinabile. L’unico risultato che mi interessa ottenere è quello di non annoiare mai. Che ogni storia valga la pena avere speso i soldi del prezzo di copertina. Poi, ognuno può prendere da essa quello che desidera. Spunti di riflessione, messaggi di fondo, oppure solo divertenti gag. Dopo che una storia esce da casa mia, ognuno può interpretarla come vuole. Non a caso, a volte ci sono lettori che mi hanno scritto di avere trovato spunti interessanti là dove non pensavo di averne messi.
Perchè quando si fanno storie a fumetti, a volte non sappiamo nemmeno noi, cosa stiamo veramente facendo. E spesso lo scopriamo attraverso gli occhi di chi ci legge.
E questo spiega perchè quando vado in terapia c’è sempre la fila.

33 commenti
  1. Perciò il fatto, che sono convinto che Rat-Man abbia mission e messaggi subliminali volti a spingermi a cercare amarcordariamente giornaletti porno, e falsa? Cioè, dici che è proprio una fissa mia?

    • Ennò. FURGONE-safari, mica la jeep. Era un baraccone con le striature zebrate de cammuffamento…

      • beppus1968 permalink

      • Leccastivali della Sgnaccamaroni permalink

        No perche’ l’ho cercato ma mi sono usciti 20 modelli diversi…ce n’era uno che mi ispirava, con la rete cattura animali davanti, ma era aperto, senza tetto… Grazie a Beppus per avermi illuminato…e’ che io Big Jim lo odiavo, preferivo i Masters…😀

    • beppus1968 permalink

      Eh, ma i Masters sono venuti ben dopo: quelli della generazione mia e de IL VECCHIO sono crescuti con Big Jim!😉

      • Leccastivali della Sgnaccamaroni permalink

        Eh, da buon classe 79 certi piaceri me li sono persi…

  2. Luca permalink

    CB: Cosa la spinge a lavorare praticamente da solo, occupandosi di tutto, chine e testi compresi?

    leo: Non sono solo. Ho i miei personaggi. Suona malissimo, e sicuramente al mio terapista non piacerà quello che scrivo, ma la verità è questa. Chi vive per la maggior parte in un mondo di fantasia, non sarà mai solo.
    E poi c’è la passione. Quella cosa che ti porta, da solo, a fare il giro del mondo in barca a vela, che ti porta, da solo, a scalare le montagne più alte, o a vivere in grotta, sempre da solo, per dei mesi.
    La passione, quando brucia, non ti lascia solo. Mai.

    Davvero Poetico :’)

  3. Nicola permalink

    E poi c’è la passione. Quella cosa che ti porta, da solo, a fare il giro del mondo in barca a vela, che ti porta, da solo, a scalare le montagne più alte, o che ti porta, sempre da solo, a diventare cieco in bagno…

    • Leccastivali della Sgnaccamaroni permalink

      Se poi ti becca il Papa e’ il massimo…

  4. “Chi vive per la maggior parte in un mondo di fantasia, non sarà mai solo.”
    Quanto è vera questa frase e quanto mi ci rispecchio!

  5. dreyght permalink

    Volevo fare un commento acido sullo S.T.Ar.S della Cattolica da cui viene l’intervistatore, ma mi asterrò per essere politically correct. Quindi mi limito a spargere tanto amore su tutti voi sotto forma di cuoricini rosa, e rinnovo la mia ammirazione per la modestia di Leo Ortolani. Sei un esempio, specialmente per chi come me ha iniziato da poco il lavoro di fumettista.
    Se il mio fumetto dovesse effettivamente essere letto da più di cinque persone -di cui due per sbaglio e altre tre sotto minaccia- prometto che ti offro una colazione. Anche spedita per posta, volendo.

  6. Calicanto permalink

    Sai, Leo, sono un po’ sorpreso che tu dica di non voler trasmettere nulla con i tuoi fumetti.
    Insomma, durante la serie, nascosti dalla sempre presente patina di idiozia diffusa che Deboroh sembra spandere come un Arbre-Magique, ci sono stati messaggi piuttosto forti, o, a costo di usare un termine abusato, direi anche profondi.
    In fondo la catarsi originale, che hai nominato anche tu, è quella delle tragedie greche, e in Rat-Man i momenti non sono solo quelli buffi, anzi.

  7. Johann Gambolputty of Ulm permalink

    Be’, è bello sapere che lavori con passione e senza particolari fini “educativi” dietro, ma solo per il gusto di farlo.

    A proposito, colgo l’occasione per una domanda: è ancora impossibile abbonarsi a rat-man?

  8. Mario permalink

    Ciao Leo

    Ma te le ricordi le confezioni dei Big Jim disegnate da LUI. Io ricordo quella del dottor Steel (il nemico di Big Jim pelato e tatuato), i disegni erano proprio suoi … con le manone, le ditone … uno stile inconfondibile

  9. Hai un terapista?!?

  10. Mi piacciono queste interviste in cui l’intervistatore da serio professionista si prepara tutte le domande prima ma l’intervistato rispondendo alle prima gli manda in vacca tutte le altre.
    Solo che l’intervistatore ormai le ha preparate e le fa lo stesso!

    Così l’intervistatore fa la figura del fesso e l’intervistato fa la figura dell’incompreso! E io ridacchio.

    Tipo che questo tizio era convinto che Rat-man fosse solo parodia. Leo gli dice subito che racconta molto altro. E quello continua con parodia, è una parodia, come ti vengono le diee per una parodia, ecc ecc ecc.
    E Leo a ripetergli “non è solo una parodia!”. Sembrano le chiacchiere tra nonno arteriosclerotico e nipote che cerca di spiegargli cosa fa un iphone.

  11. Stef permalink

    Se non c’è un’insegnamento dietro il signor Guglielmo la metà delle mie certezze nella vita si sgretolano. per piacere non fatemi questo! sono anni che saltuariamente chiedo a qualche commensale a caso di sbucciarmi i piselli. o che estraggo un numero dalla tombola del destino per tutti uelli che mi fregano il parcheggio al supermercato

  12. Ma la vignetta sui bambini di vetro da dove è tratta? Non me la ricordoO_o

    • Non potresti, è un’immagina realizzata per una associazione per la difesa dei bimbi…

      • Posso sapere che associazione è? Se è stata pubblicata e dove insomma…o è rimasta inedita? O deve essere ancora pubblicata?🙄

      • Guarda…l’ho fatta e l’ho spedita, ma non mi ricordo più niente…faccio troppe cose…°___°

  13. Nicola permalink

    Leo, regalaci altre storie complesse e “seriose”, sono quelle che amo di più, sono quelle che mi fanno credere nel fumetto italiano e soprattutto sono quelle che mi spingono a leggere Rat – Man!

  14. “CB: C’è mai stato un film sui SUPEREROI che le è piaciuto senza riserve?

    leo: Certo. 300! E poi ROCKY, e BARNABO DELLE MONTAGNE, e TUTTI A CASA e migliaia di altri”

    Non ho capito se: hai solamente voluto percurarlo, non hai capito la domanda sul momento o volevi far intendere che i personaggi più “umani” e reali sono i veri supereroi.😀

  15. Andrea (quello del poster) permalink

    “L’unico risultato che mi interessa ottenere è quello di non annoiare mai.”

    Beh, io penso che questo risultato sia sempre stato centrato in pieno. E non lo dico tanto per dire…
    Con Rat-Man fu amore a prima vista (ma non ditelo a Cinzia per favore!) e questo amore non è svanito mai, neanche in un albo, ma anzi è cresciuto e maturato nel tempo.
    Perchè mi sa far ridere e commuovere nel giro di poche vignette, con un equilibrio che ho trovato molto raramente in qualsiasi altro “lavoro scritto”, libri o fumetti che siano (senza offesa per nessuno, ma non ho ancora finito di leggere tutto lo scibile umano).

    L’esempio che spiega alla perfezione quello che voglio dire si trova nel secondo albo di Rat-Man che ho letto (secondo per me, quarantaseiesimo per ordine di pubblicazione). C’è una pagina in quell’albo, culminante con una preghiera inventata dal Ratto, composta da una semplice parola, che presa così non ha alcun significato se non il suo, ma che letta su quella pagina, sa farmi commuovere fino alle lacrime ogni volta che la leggo:

    Teletrasporto!

    Grazie di tutto Leo

    PS
    Grazie anche da parte della mia fidanzata Marta, adoriamo leggere insieme/leggerci a vicenda le tue creazioni!

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