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Un po’ così.

30/10/2014

 

Dicevo, che si resta un po’ così, a termine di una corsa furiosa, da scacchista, dove ogni mossa doveva condurre a quel risultato lì, fino a prendere le cose per sfinimento, prima che sfinissero te.

Con la bellissima musica di Sidney Bechet, in cui mi sono imbattuto per caso, perchè utilizzata anche da Woody Allen in Midnight in Paris.

Ovviamente non è finita così, ma per stanotte sì.

E mi concedo il lusso di non dire niente su questo blog, dove in effetti i miei silenzi sono stati lunghi. Ma non potevo distrarmi.

Giusto dei morsi veloci alla pagina ufficiale di facebook e via.

Ma qui, dove sono di casa, spero mi abbiate scusato l’assenza.

Qualunque cosa annunceranno domani a Lucca Comics, nella conferenza Panini, sappiate che ho finito di scriverla stasera. Nessuna anticipazione.

Ci sarà tempo di conversare, su questa e altre cose, più avanti. Stasera mi piace pensare, che tutto questo scrivere, tutte queste lettere messe in fila sui fogli, si sciolgano e svaniscano, sulle note di Si tu vois ma mére.

Fumassi, sarebbe ora della sigaretta.

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10 commenti
  1. Juri permalink

    O hai appena fatto sesso, o hai scritto l’ultima storia del ratto. In entrambi i casi, ho i brividi.

  2. narnonet permalink

    Parto ora Leo…
    Ci si vede in quel di Lucca

    Ciao

  3. Federico permalink

    Leo così però un po’ ci fai paura.. 😬. Ok no ci resta che attendere. Ciao!

  4. LeChuck permalink

    “E mi concedo il lusso di non dire niente su questo blog, dove in effetti i miei silenzi sono stati lunghi. Ma non potevo distrarmi.

    Giusto dei morsi veloci alla pagina ufficiale di facebook e via.

    Ma qui, dove sono di casa, spero mi abbiate scusato l’assenza.”

    E va bene così, ti si vuole bene anche per le lunghe pause, siam sempre lieti quando decidi qualcosa di tuo con noi fan.
    Spero solo che, in questa full immérscion di lettere, disegnini e ratti(?), tu abbia avuto il tempo per andare anche al cinema.
    Sono uscite diverse “perle” dalla tua ultima recensione, speriamo trepidanti (e anche un po’ bagnati (? o_O)) una tua nuova recensione.😀

  5. Fosse l’annuncio del finale di ratman, sarei contento.
    Sono convinto che Ortolani (tu, visto che è il tuo blog) stia facendo un po’ troppa fatica per sbrogliare l’intreccio che ha creato, senza ottenere un granché e facendo prevalere troppo la vena malinconica.
    Una volta chiuso ratman ci sarà spazio per 100’000 tavole più divertenti, più spontanee, più originali. E’ stato bello, dopo sarà ancora più bello!

    • Dici? Sono più complesse, è vero, e per forza bisogna ragionarle di più, perchè così vicini alla conclusione non bisogna fare andare alla spavalda, che poi fai dei danni…ma a me piace ugualmente, scriverle. E’ una bella sfida. Non credo avrei potuto affrontarla, anni fa. Non ero pronto. Ci sono molti personaggi da giostrare, ci sono le sottotrame da chiudere e soprattutto ci sono alcune cose da dire, prima di chiudere. Tipo il disegno di un telaio, che se lo guardi nei suoi singoli elementi non ti accordi del disegno d’insieme, o comunque lo scopri solo alla fine. Spero vi piacerà. Poi, ci saranno tavole di ridere, certo, ma quelle ci sono sempre.

      • Nicola permalink

        A me piacciono molto queste storie. Ho adorato la digressione di valker intento a raccoglie ricordi e aspettavo un frangente a più numeri come questo. Grazie molte quindi e prego per i due euri e cinquanta😄.

  6. Credo che terminare una storia sia come spegnere la luce che si è data a un’esistenza, seppur di carta: è la nemesi. E’ prendere l’arazzo che si è intrecciato partendo dai singoli fili dell’ordito, annodare le ultime estensioni della trama e recidere ciò che rimane. Poiché rimane sempre qualcosa di importante ma che non ha trovato posto nel disegno generale e le metafore tessili si adattano solo superficialmente a storie vive, anche quelle di personaggi nelle cui vene scorre sangue color china. Non è un compito che un creatore possa portare a termine, è il compito della sua antitesi o dell’antitesi che lui stesso è diventato. E’ Leo che diventa Elo. O, come è probabile, lo è già diventato. Morbide, le note di Bechet: non avessi smesso, sarebbe ora della sigaretta.

  7. Laura permalink

    D’altronde, uno la narrazione ce l’ha nel sangue. Così come in un libro, anche nella vita accordare gli elementi è importante.
    Leo, sei un Maestro nel raccontarci le storie e non credo che ci disattenderai in qualsiasi altro progetto ti impegnerai.
    Ti vogliamo bbbene!

    ♪(´ε` )

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