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LA SALITA

Tranquilli, non è che adesso mi metterò a postare sul blog tutti i giorni, ma dal momento che sto per entrare nel variopinto mondo di STAR RATS Episodio II, e sarò un attimo occupato tutto agosto, almeno cerco di raccontarvi qualcosa in questi giorni, in cui devo solo seguire la ristrutturazione di casa mia, con trasloco annesso…robetta. Anche un lemure ci riuscirebbe. Ma stranamente i lemuri non ristrutturano mai e il mercato immobiliare del Madagascar langue.

Il 4 SETTEMBRE (quindi non in agosto, come immaginavo), uscirà la RAT-AGENDA. E’ la terza. Colore BLU, ovviamente, dopo il giallo e il rosso. I tre colori del costume di Rat-Man. Allegata all’agenda, un albo contenente una storia inedita più corposa del solito: LA SALITA!

 

LA SALITA!

28 pagine di alta montagna, dove non piove. Quindi un fumetto di fantascienza. Tra gli interpreti, il carissimo amico Michele Ferrari, che qui fa la parte del montanaro saggio. Quei montanari un po’ sgrusi, ma sinceri. Che li devi saper prendere. Alle spalle, mentre dormono. E devi farcela al primo colpo.

Che il Vecio è poi un montanaro davvero, che nella vita fa pure il guardia parchi, e insegna intaglio e scultura nel legno. Che una volta siamo andati a Passo Resia a fare una settimana di vacanza, tra quei monti, lui, Gregorio e io, e in questa storia ho voluto ricordare un po’ quelle atmosfere da compagnia dell’anello che poi si crea per forza, quando cammini a più di duemila metri di quota, e vedi pure gli stambecchi.

Il VECIO (Michele Ferrari)

Il VECIO (Michele Ferrari)

La cosa che più mi diverte è che il Vecio ha una straordinaria somiglianza con l’attore che fa la parte del serial killer in WOLF CREEK (ora c’è anche il 2). E nel film il personaggio si chiama pure Michael, che è poi come si chiama lui, ma in italiano.

 

Il VECIO australiano

Il VECIO australiano

Non gliel’ho mai detto.

Sarà per via del fucile?

 

Siamo quel che siamo

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Cioè fumettisti, e in quanto tali, incapaci di restare soli a lungo e anche in estate, nonostante ci siano occasioni di fiere e incontri con i lettori, anche durante le vacanze, con la scusa che “è un posticino così delizioso (termine che non dovrei nusare, in quanto uomo, come direbbe il Cacciatore)”, tendiamo ad aggregarci modello minoranze etniche in America agli inizi del secolo scorso.

E non basta che si frequenti la stessa spiaggia, facciamo anche chilometri e chilometri, trascinandoci dietro la nostra famiglia, per confluire una sera a Rapallo, e più precisamente a San Massimo, da UGIANCU, di cui ho già parlato altre volte, e però è come se fosse stata la prima volta. Perchè era decisamente la prima volta che ci andavo in estate e non avevo mai  visto tutta la zona all’aperto. Di solito, in autunno, questa zona è chiusa, o almeno, durante la festa dei fumettisti, non vai oltre il tavolo degli autori Disney che si sfidano a chi beve più alcolici, e per ora nessuno ha mai battuto l’indimenticabile Claretta Muci, un tempo direttrice di Topolino, che in una di queste serate, assetata, venne nel nostro tavolo a cercare dell’acqua, e si sparò una grappa. “Ma è grappa!” aveva esclamato Gianni Fantoni. E Claretta, straordinaria, ” vabbè, è trasparente come l’acqua, è uguale!”

E insomma, nella zona estiva, c’è fin un trenino per i bambini dove possono mangiare seduti nei vagoni.

E sopra c’è il frantoio, un locale nuovo  con tanto di birrificio.

E c’è sempre Fausto ad aspettarci, che è già un piacere rivedere lui e i suoi cappellini.

Ma sto divagando. Vabbè, dai.  E’ estate. Forse. Perchè con il clima che c’è stato a luglio, mi sarei aspettato di trovare gli autori Disney.

E invece eccoci qui con il mitico Carlo Chendi e il Cammo!

Da sinistra a destra: leo, Fausto, Carlo, Tom, Cammo.

Da sinistra a destra: leo, Fausto, Carlo, Tom, Cammo.

Che Carlo sono passato a prenderlo io, e sono stato a casa sua, e ci sono le cose che ti aspetti di vedere a casa di un fumettista, tipo le action figure dei personaggi, le tavole originali dedicate. Tipo da Carl Barks, o Charles Shultz, o perchè negarsi Giorgio Cavazzano, che erano insieme a Loano giusto il giorno prima, a una lezione sul fumetto.

Questo per farvi capire che davanti a Carlo Chendi ci si toglie il cappello, quando si parla di autori del fumetto.

E poi abbiamo fatto questa foto insieme, seduti sulla stessa sedie, la sedia che Carlo usa per scrivere le storie, a significare che c’è qualcosa che ci unisce. E infatti scopro che a entrambi piace AMERICAN DIGGERS.

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E di Giuseppe Camuncoli, meglio noto a Gotham City e a New York come “il Cammo”, non c’è bisogno che ne parli. Affermato disegnatore per le case editrici americane, è adesso all’opera anche su un progetto Panini derivato dal film IL RAGAZZO INVISIBILE, di Salvatores.

Cioè. Mica uno che si fa fare foto insieme a Cristina D’Avena per dimostrare “io valgo”, eh?

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Insieme a noi, Jessica e Caterina, quelle mogli che, come dice il detto “dietro una grande donna c’è sempre un fumettista”, o qualcosa del genere, e le nostre bimbe, la Cammina Martina e le due belve, Jo e Lucy. Last ma non men important, don Tom, l’unico sacerdote che quando si siede accanto a te, in auto, ti indica il percorso. E non è uno scherzo.

E poi, si comincia.

Giusto per Andrea (Plazzi), i fiori di zucca fritti. Enormi. Tipo che erano dei ventagli. Leggerissimi. Straordinari. E quella specie di gnocco fritto con dentro il formaggio. E ancora, quegli sgonfiotti alla cipolla…e i testaroli! Mioddio, i testaroli! Non siamo riusciti ad andare oltre gli antipasti e i primi. Che i fumettisti sono gente parca, si sa. Piuttosto bevono. Tu vai alla scuola Disney, ti fanno il colloquio che inizia più o meno così: “Qualcosa da bere?”

Se rispondi “Grazie, prenderei po’ di acqua gassata…” sei già fuori.

Oh, scuola Disney, si scherza, eh? Lo dico, perchè quando bevono poi diventano cattivi e alla prossima festa dei fumettisti di Rapallo mi picchiano o mi costringono a bere la grappa, che non sono un amante, io, delle grappe, per questo sono andato verso i prosecchi e i superalcolici della Panini.

Se invece siete intenditori di vini, Bonelli Editore, direi, senza esitazione.

Ma c’è spazio anche per gli analcolici, e mi pare che sia la BAO, quella. O almeno mi dà l’impressione sia così.

Comunque!

Bellissima serata, con un UOMO RAGNO finale del Cammo, che andrà ad abbellire le sale del ristorante. L’Ermitage del Fumetto, come lo chiamo io.

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Dove nonostante sia stato diverse volte, alla fine trovo sempre qualcosa che mi lascia stupefatto.

Tipo questo SPIRIT che non avevo mai notato.

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Forse perchè c’era seduta davanti la Claretta.

Alla salute!

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LA VECCHIA SCUOLA è sempre la migliore

E’ arrivato il trailer degli EXPENDABLES 3, solo che youtube adesso mi dice “questo video è privato” e non me lo lascia vedere, figuratevi condividerlo…C’è una guerra, là fuori, e ve ne accorgerete presto, ma non è questo, quello di cui volevo parlare.

In attesa di vedere questi signori qui:

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Mi faceva sorridere quello che succede in questo mondo di carta, dove l’altra sera, a Sarzana, ho firmato un albo con un pennarello di Zerocalcare che mi ha dato Roberto Recchioni. Un corto circuito che porta alla mia visione di sempre, che cioè le fiere del fumetto e il fumetto stesso è come una gita di classe, ma solo la parte della corriera, dove si sta nei sedili in fondo a fare confusione.

E allora mi è venuto un altro cortocircuito così:

InPUBBLICABILI

 

Insomma, io aspetto questo:

 

 

Ma se vi piacciono i procioni e gli alberi, potete aspettare i Guardiani delle Vacanze di Natale nella Galassia. Oh!Oh!Oh! Vedete? Mi fa già ridere.

Welcome back, Snipes!

 

UNO A UNO. Perchè le dimensioni contano.

Dai, l’idea è questa.  Sono anni che la sognavo.  Sono anni che qualcuno me la chiedeva. Un PICCETTINO vero. Di peluche. Da tenersi stretto quando si fa la nanna. Da parlarci insieme, quando gli amici sono via. O quando le medicine che dovete prendere sono finite e la farmacia è chiusa. Insomma, PICCETTINO.

 

picettino peluche

Al momento è solo un’idea. Vanno valutate tante cose che si riuniscono sotto la voce “fattibilità”.

Un Piccettino morbido, da spupazzarsi. Scusate, sono un uomo maturo, non dovrei scrivere queste cose, ma ho due figlie che alla sera, prima di dormire, mi chiedono sempre un pupazzo, per dormire. Tra i più gettonati BARTOLOMEO, un orso di peluche gigantesco, i “CUCUCETTI”, quei lemuri di peluche colorati, con gli occhioni disney, la SHELLEY, un bambolotto che era in regalo anni fa con i punti Esselunga, devo dire molto bello nella sua neonatalità, i cagnolini spuffi, morbidissimi, che gli abbiamo portato in Colombia, quando siamo andati a prenderle, CHUSTER (si legge “Sciùster”), un cagnone dal pelo raso, morbidissimo, che faccio sempre finta che muova la coda e vada a leccare la faccia alla Lucy e i leoncini delle Gocciole Pavesi, che ultimamente hanno avuto un po’ un calo di gradimento “oh no, sempre il leone!” ma poi se lo spupazzano lo stesso.

E buona notte.

 

 

Deboroh! IO, SONO TUO PADRE!

Per bullarmi di avere delle anteprime, ecco un particolare eloquente della prossima statua di INFINITE STATUE. Lui, l’OMBRA in persona.

Opera del duo Mauro Pietro Gandini alla scultura e Natalie Michaud alla colorazione!

Ovviamente non è l’unica cosa che bolle in pentola, ma se vi dico che l’altra mattina sono andato a fare colazione con Roberto Gallanti di Cosmic Group, che doveva mostrarmi quattro tipi diversi di pelo, credo di suscitare più ribrezzo che curiosità. Eppure…

Copia di D

RAT-MAN COLPISCE 100 VOLTE!

 

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E’ on line da poche ore, ma sta già facendo fare OOOHH con la bocca piena a centinaia di lettori di RAT-MAN. E’ un gioiello. Un omaggio animato di RAT-MAN, realizzato in toto da Marco Lucente, classe 1977, come Guerre Stellari.

Ora ve lo guardate, poi, di seguito, aiutandomi con alcuni passaggi di lettere che ci siamo scambiati nel corso della lunga realizzazione ve ne racconto la genesi attraverso le sue parole (ebbene sì, io già sapevo da tempo. Io e Massimiliano, il fratello di Marco, che lo ha frustato a lungo per spingerlo a dare il massimo, grazie Massimiliano!).

 

E’ il 29 aprile 2012. Marco mi scrive:

 

“Da tempo mi dedico all’animazione tradizionale 2D e alla computer grafica 3D (una passione che è diventata anche lavoro), i risultati sono brevi cortometraggi.

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Tempo fa, mio fratello mi ha coinvolto con entusiasmo ad un progetto animato, un tributo al Ratto in calzamaglia. La nostra intenzione è di creare un rapido medley, privo di dialoghi, dove sfilano una serie di metamorfosi con le incarnazioni più evocative del Ratto(dal nostro punto di vista), per esempio da Zappo l’uomo imbarazzante, Rat-Man versione spazio 1999, Rattock… e così via.

 

Arcadia

Uno sfizio fatto da/per l’appassionato più esigente.

 

L’animazione(che non ha ancora un titolo) dovrebbe durare circa 4 minuti. Ho allegato alla mail un filmato preview estremamente elementare, finora sono visibili solo i fotogrammi CHIAVE e quelli di PASSAGGIO, devo ancora disegnare tutte le intercalazioni che danno fluidità al movimento, definire e colorare i fondi ecc…”

Rattock

Insomma, quest’uomo sta per chiudersi in una grotta per anni. E ancora non lo sa. E io, chiuso dentro la mia, lo appoggio con entusiasmo, che noi delle grotte, questo scherzo di appoggiare con entusiasmo i progetti che ti obbligano a rinchiuderti in una grotta a tua volta, abbiamo creato una specie di catena di santantonio che risale ai tempi dell’Uomo di Neandertal: “GNUK, io volere dipingere scena di caccia con cento cervi e trenta bisonti!” “Grande, CROKK! Io appoggiare te con entusiasmo!” E da lì è nato tutto.

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Nello specifico, la mia risposta, che costringe Marco al tavolo luminoso, è quella di un invasato che cerca di non apparire tale:

 

“Ciao Marco! Ti dico che non ho veramente una idea precisa di quello che mi ispira vedere il tuo lavoro, ma il mio personale sogno di fondo resta quella di realizzare uno stile di animazione che possa essere “veloce” da realizzare, e quindi anche economicamente vantaggioso.

E soprattutto “in mano” a un pugno di persone, anzichè frammentarlo fra 40.000 operai indiani o a duecento studi sparsi in tutta Europa, come nel caso di RAT-MAN tv.

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Quando ho realizzato i disegni su carta velina per le pubblicità della Protezione Civile, ho fatto animazioni da tre disegni in croce, tipo “braccio in basso, braccio a metà, braccio in alto”, animate con after effect (non da me) e colorate con sapiente uso di layers e mosse con sapienti movimenti di macchina, il risultato erano cose guardabili, che mano a mano sono andato avanti con gli spot, sono riuscito a rendere un po’ meglio, come animazioni, visto che sono partito da zero conoscenze in questo campo.

 

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Quell’esperienza, insieme all’esperienza costosissima del ratto animato, per anni mi ha spinto a cercare una strada che potesse essere intrapresa, per poter raccontare anche in forma animata le storie di Rat-Man.

 

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Ovviamente, non potendo competere con le produzioni da altissimo budget, la strada che ho cercato è sempre stata quella dello stile.

Uno stile nato dalla necessità e dalla “povertà” di mezzi, ma che potesse comunque essere funzionale e perfettamente integrato con la narrazione per immagini.

Da allora ho visto cose interessanti in giro, da Bill Plympton che se le disegna tutti da solo, a Geronimo Stilton animato tutto con programmi al computer.

Ma in quest’ultimo caso siamo comunque sempre nell’ambito delle produzioni da vari paesi, da centinaia di migliaia di euro.

Che non ho.

 

Quello che cerco è un’idea di animazione che possa fare lo sgambetto a tutto questo, senza per questo perdere di credibilità.

Far crollare l’impero dell’animazione tradizionale (che ha già comunque subito una scossa dopo l’avvento dell’animazione al computer grazie a programmi tipo TOONS -mi pare, o qualcosa del genere-).

 

Il  fumetto  è già, per certi versi, un’anomalia, perchè produco un bimestrale di circa 54 pagine ogni due mesi, tutto da solo, con una velocità di realizzazione superiore a qualunque albo bonelliano o americano.

Non conto il Giappone, perchè loro lavorano con una squadra di collaboratori, e le loro 22 pagine alla settimana, pur essendo una cosa strabiliante, sono comunque sulle spalle di tanta gente.

Io faccio Rat-Man da solo, dal novembre del 1995. Ogni due mesi.

Aggiungici gli speciali.

E funziona grazie allo stile creato con il personaggio.

 

Così, cerco anche nell’animazione una strada di questo tipo.

 

Non cerco ovviamente di creare cose che escano ogni due mesi!

Ma la possibilità di creare un mediometraggio all’anno, sì.

 

Un film, magari tratto da STAR RATS, per fare un esempio, di 50 minuti.

Una cosa che potrebbe essere interessante anche a livello economico, come dicevo prima.

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Ora, non è che voglia buttare questa cosa addosso a te, che io ne parlo come un invasato, e dall’esterno credo che sembri una barriera insormontabile, ma se trovo qualcuno che cammina sulla strada dell’animazione, mi piace sempre scambiare dei pareri su questo sogno, anche per capire quanto sia fattibile!”

 

 

Da qui in avanti, il lavoro prosegue, incessante, inesorabile e ricco di preview che io ricevevo, giusto per sbavare. E passano gli anni, almeno due, e siamo alle soglie del numero cento, quando Marco mi scrive:

 

“Sull’onda dell’entusiasmante “numero cento”, vorrei esprimere alcune riflessioni spicciole e ritardatarie perché ho il metabolismo lento.

 

Premessina: la genesi del cortometraggio “Rat-Man colpisce 100 volte!” risale all’estate 2010. Mio fratello ideò questo titolo, affidandosi al genuino e muscolare spirito dell’editoriale Corno, io non mi ero prefissato nessuna scadenza, solo il desiderio di confezionare un buon lavoro, e continuo a sorprendermi dei risultati che sto maturando, (…)  ma con il lento fluire della mia produzione eccoci qua ad aspettare l’imminente uscita del numero cento del giornalino e il cortometraggio.

 

So già che non riuscirò a terminare il corto entro Gennaio/Febbraio (2014), ci sarò molto vicino ma vorrei che questa opportunità non scivolasse via. Avevo accantonato l’idea iniziale di creare un teaser, perché lo ritenevo poco sensato per un cortometraggio, ma con l’uscita del numero cento potrebbe essere bello dare qualcosa. Penso di montare una clip con qualche scena da mettere su YouTube e Vimeo di seguito alla pubblicazione del numero cento, o come sorta di anteprima dell’evento. Che ne dici?

 

A breve aprirò un profilo facebook personale (con infinita tristezza, mi tocca, più che altro per il lavoro…sob!) e vorrei postare con frequenza quasi quotidiana singoli fotogrammi, come diario di produzione del progetto.

(…)

E per il futuro, quando il corto sarà finito, chissà come sarà accolto? potrebbe nascere qualcosa :)”

 

L’accoglienza, caro Marco, la puoi leggere proprio in queste ore.

 

Un giusto tributo-ovazione a un’opera realizzata con una passione e una disciplina mentale straordinarie. Cose che non si vedevano dai tempi della scena di caccia con cento cervi e venti bisonti (l’autore venne sorpreso da una tigre con i denti a sciabola giusto verso la fine dell’opera).

 

Non ho idea se il futuro ci porti delle cose belle come quelle che ci siamo permessi di sognare via email, in grotta. Come ci ha dimostrato il reboot di TERMINATOR, il futuro è mutabile a seconda del budget e del risultato al botteghino.

 

Ma sono onorato e grato a Marco per questo splendido omaggio.

E mi concedo il lusso di pensare che tutto questo non possa finire qui.

 

A Marco e a Massimiliano, un futuro lucente.

 

Ratzinga

 

 

Dai e dai, ci casco anch’io.

Quelle cose che uno trova irresistibili e le posta, per dimostrare di avere studiato. Quelle cose che sono le foto di quando eri piccolo, le foto di classe delle elementari. Che vista così, se vi dico che è una foto del secolo scorso (ed è vero), fa molto effetto.

 

seconda elementare

Siamo la seconda A della scuola elementare Paolo Racagni, anno scolastico 1973-1974. Una scuola che dovrebbero abbattere da anni, ma è ancora lì e io faccio un po’ il tifo per lei, anche se da quelle parti non ci passo più, ma mi hanno già abbattuto l’asilo di San Pancrazio, quando ho visto che non c’era più mi ha fatto effetto, come se asfaltassero il mio passato per farci un parcheggio.

Intanto indovinate chi sono (oh, il gioco simpaticissimo, secondo solo a “indovina quanti anni ho”, fonte di clamorose gaffes con le donne).

Ma per chi si ricordasse una citazione in una vecchia recensione, vi presento il mio Maestro (e ci metto la M maiuscola), Brenno Mingori. Un uomo di una bontà e di una dedizione all’insegnamento che dovrebbe essere oggetto di beatificazione. Me lo ricordo ancora quando Sandro e Mario, in fondo alla classe, si stavano picchiando e lui è andato là, con il sorriso a separarli. Con una dolcezza che al confronto Gandhi era facilmente irascibile.

Vabbè, stavo cercando del materiale per i RAT-MAN GIGANTE, materiale che nell’apparente caos ordinato non trovo più, ho trovato questa.

Se poi (ma ne dubito) qualcuno della classe si riconoscesse, faccia finta di niente. Ci siamo persi di vista il giorno stesso che la quinta elementare è finita e va bene così.

Un giorno ho curiosato su facebook e in rete, e ho scoperto che Luca, che all’uscita da scuola gli facevo l’imitazione della scimmia e lui sopportava con rassegnazione, guida gli aerei turistici, Davide, che era bravissimo, è un avvocato che difende le persone più deboli della società, Andrea, che è bravissimo anche lui a disegnare, l’ho incontrato nei circuiti del cinema d’autore.

Ancora stupisco come Antonio mi abbia fatto credere che potesse parlare con il fratello idraulico, attraverso un semplice interruttore che si portava dietro. Un antesignano del cellulare, che però, stranamente, poteva usare solo lui, se ci provavo io, accostavo l’interruttore all’orecchio, non sentivo niente.

E grazie ancora a Valerio, il mio amico del cuore, che “sfilava” mille lire dal portafoglio della mamma per comprare 40 pacchetti di figurine di SPAZIO 1999 e veniva a casa mia ad attaccarle sul mio album.

E a proposito, Nicola, se mi restituissi quel libretto della Stella D’Oro che ti ho prestato, mi piacerebbe farlo leggere a mia figlia.

Vabbè, torno a cercare quelle cose là.

 

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