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E non finisce qui

Aggiornamento. La rivolta dei fan di Mary Jane è dilagata. Dopo la Woodley, la cui tragica fine è stata raccontata nel post precedente, altri attori sono destinati a essere spazzati via dall’ira dei lettori di fumetti, scherzati a sangue dalle produzioni cinematografiche.
Era ora di finirla, commenta qualcuno.
Non è giusto crescere con determinati personaggi, affezionarsi a loro e vederli stravolgere in questo modo, aggiunge un altro.

Ovunque, il grido è uno solo: BASTA!

E intanto, nel film MAN OF STEEL, il nuovo film di SUPERMAN, Laurence Fishburne e Rebecca Buller interpreteranno rispettivamente il direttore del DAILY PLANET Perry White (nel fumetto, da sempre, di razza bianca) e JIMMY Olsen, il fotografo amico di Clark Kent/Superman. Jimmy, in questo caso, si chiamerà JENNY e sarà una donna.

Nella foto, i due attori osservano atterriti la tragica fine di Shailene Woodley, mentre dal tetto, i fan urlano “siete i prossimi!”

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Li salverà, Superman?

Cominciamo bene

Dopo avere scoperto che nel prossimo film delle TARTARUGHE NINJIA il personaggio femminile di April O’Neil:

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Sarà interpretato da Megan Fox…

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No, dico: Megan Fox…

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Scusate se insisto: Megan Fox…

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I fan di AMAZING SPIDER-MAN hanno ripensato ancora una volta alla scelta di Shailene Woodley per il ruolo di Mary Jane.

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No, dico…Shailiene Woodley. E scusate davvero, se insisto.

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E si sono riuniti per chiedere alla giovane attrice una cortesia.
Quale?
Guardate la foto e cercate di indovinare!

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Buona giornata.

Agents of SHIELD il promo

Magari vi interessa.
Magari è anche meglio del film.
Almeno lui (Coulson) è simpatico.

Come una statua

Bozzetto preliminare

Bozzetto preliminare

E dai.
Terribile, quando le giornate sono solo di 24 ore. E sei pure costretto a dormirne almeno cinque, che hai già una faccia che il colore grigio pallido adesso ha un reale significato. Così questo mese di maggio e la metà di giugno, sono come se la pressa sotto la quale vivo, fosse stata caricata di altri chili.
E piange il cuore, che ho lì a matita la recensione di VALHALLA RISING e quella di SHAME ha generato tante di quelle gag da riempire un albo.

Allora facciamo che in queste pause, vi butto lì cosa sto facendo, a parte scrivere i capitoli finali della saga dei VENDICATOPI.

Cominciamo così con quella più divertente.
Con la COSMIC GROUP e la INFINITE STATUE, stiamo lavorando per portare a Lucca Comics end Ghèims la nuova statua del Ratto.

particolari

particolari

altri particolari

altri particolari

Più la presentazione della prossima.
Che se guardate i bozzetti qua sotto, non sarà più una sorpresa, ma diciamo che sicuramente sarà una statua diversa.

Chi segue Rat-Man?

Chi segue Rat-Man?

Vi tengo al momento nascosta la terza. Per scaramanzia.
A proposito di Cinzia, Johanna ha guardato il suo primo dvd di Rat-Man, dove ci sono gli episodi con Cinzia.
“Come mai, quella alta ha la voce da uomo?”
Le ho spiegato che fuori è un uomo, ma dentro si sente donna.

E lei, principessa mia del suo papà, ha elaborato la cosa e alla fine ha commentato “lui è donna nel cuore”.
Alla faccia di tutta la gente in RAI che pensa che i bambini non capiscano.
Che bisogni “proteggerli” da chissà che cosa.
Lo so io, da cosa. Dalla stupidità.

Versione finale

Versione finale

STOP EMOTION

di Beppe Fenzi

Ray Harryhausen (1920 – 2013)

Ray Harryhausen (1920 – 2013)

Ray ci ha lasciati.

Primi anni Settanta, cinema parrocchiale S. Giuseppe Lav. di Torino: si proietta L’ISOLA MISTERIOSA (1960). Un Beppe bambino, fin troppo fifone, si copre gli occhi e frigna all’apparire di mostruosi granchi e api giganti.

Primi anni Settanta: su Telemontecarlo va in onda BASE LUNA CHIAMA TERRA (1965). Beppe si sconvolge per gli insettoidi seleniti, ma poi s’addormenta a metà film, nonostante il folle desiderio di ultimarlo. Pochi giorni dopo, a scuola, scriverà un racconto che ripercorre le gesta dello scienziato Cavor (che, non ricordandone il nome, ribattezza Giopapìn l’Eremita), dando una sua personale conclusione alla vicenda.

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1978, cinema Vittoria di Torino: Beppe e il suo amico Sergio vanno a vedere, in prima visione, SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE, ed è subito amore per le creature (Ray non voleva li si definisse “mostri”) che si muovono a scatti, così inverosimili e, ammettiamolo, un po’ fasulle, ma nel contempo incredibilmente affascinanti. Tempo un paio di giorni e Beppe torna a rivedere il film con la mamma.

Più o meno nello stesso periodo, dopo aver comunque già visto il mediocrissimo KING KONG (1976) di John Guillermin, Beppe riesce infine a guardare, in televisione, l’originale lungometraggio del 1933, quello con gli effetti speciali di Willis O’Brien. Sempre in tv, poi, durante una puntata di “Questa è Hollywood”, vengono mostrate poche sequenze di A 30 MILIONI DI KM DALLA TERRA (1956). Seguono settimane di assillo alla povera mamma, implorata di acquistare al figlio una non meglio precisata “attrezzatura per il fotogramma, per fare i mostri che si muovono a scatti”.

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Tale desiderio viene ulteriormente implementato quando Beppe vede, programmato da una TV privata, il mitico IL SETTIMO VIAGGIO DI SINBAD (1958): la visione è giustificata unicamente dal nome del leggendario marinaio nel titolo, perché Beppe spera di ritrovare in questo film le creature magiche che già lo avevano conquistato al cinema nel 1978. Inutile dire che, a film ultimato, l’amore cresce in modo esponenziale e il lungometraggio entra nel cuore del nostro (che comunque, nel frattempo, ancora non ha ottenuto l’agognata “attrezzatura per il fotogramma”, probabilmente perché lui stesso non ha idea di cosa si tratti).

1981: Maurizio, un compagno di scuola, dà forfait, e quindi Beppe (all’epoca ancora troppo poco smaliziato per andare al cinema da solo) perde SCONTRO DI TITANI del quale, comunque, riesce a procurarsi il fumetto (inspiegabilmente rititolato “L’Urto dei Titani”). Ahilui, avesse saputo che le creature mitologiche presenti nel film si muovono a scatti, si sarebbe fiondato in sala, anche da solo!

Il 1982 segna la consacrazione definitiva: il comune di Modena organizza la rassegna FANTASY ’82 e un breve trafiletto su “Sorrisi e Canzoni” mostra una foto di un signore sessantenne, seguita dalla didascalia: “E’ la prima volta che Ray Harryhausen (nella foto col tricheco di SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE) viene in Italia per presentare le sue creature al pubblico.” E Beppe scopre infine il nome (all’epoca quasi impronunciabile) di un personaggio che, nei successivi trent’anni entrerà indelebilmente nella sua memoria e farà parte di alcuni dei momenti più significativi della sua vita. Alla lettura dell’articolo seguono due giorni di disperazione totale, perché la mamma di Beppe non ha i soldi per il viaggio fino a Modena, e quindi il nostro non potrà partecipare alla manifestazione.

Ma ormai il danno è Fatto. Beppe telefona al 15 della SIP per chiedere il numero di telefono di Harryhausen, che ha scoperto vivere a Londra, e muove a pietà un’operatrice, che non solo gli fornisce quanto richiesto, ma addirittura l’indirizzo di Ray! Beppe vuole diventare allievo del Grande, e quindi inizia a scrivergli e a spedirgli disegni di improbabili mostri. Nel frattempo lavora presso un negozio di scarpe per raggranellare le 80 mila lire che serviranno ad assoldare una proiezionista che vada a casa sua a proiettare, in 16 millimetri, IL VIAGGIO FANTASTICO DI SINBAD (1974) e il mai dimenticato SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE. Sono ancora lontani i tempi delle videocassette e, le poche che si trovano, hanno prezzi proibitivi!

Con le creature di SINBAD E L'OCCHIO DELLA TIGRE

Con le creature di SINBAD E L’OCCHIO DELLA TIGRE

Ray si dimostra una persona di una pazienza infinita (del resto, per fare il suo lavoro, ne occorre davvero moltissima: animare fotogramma dopo fotogramma piccoli modellini di mostro, e fare in modo che l’azione delle creature sia sincronizzata alla perfezione con quella degli attori precedentemente filmati, va oltre l’umana tolleranza), risponde alle telefonate che questo 15enne dall’Inglese inesistente gli fa a qualsiasi ora del giorno (resta memorabile in tal senso l’episodio di quella volta in cui Beppe, convinto che a Londra siano un’ora avanti rispetto all’Italia, telefona a Ray alle 7 del mattino, dal bar, prima di entrare a scuola. In Inghilterra sono in realtà le 6 del mattino, ma Harryhausen non si scompone ed è gentile e affabile come sempre).

Passano i mesi e Beppe riesce a recuperare SCONTRO DI TITANI in un cinema parrocchiale, proiettato su uno schermo tutto rappezzato e circondato da avanzi di riformatorio della peggior specie. La televisione, bontà sua, manda in onda persino LA VENDETTA DI GWANGI (1969), e Beppe si fa prestare una macchina fotografica per immortalare le creature che vanno in onda sullo schermo. Sono altri tempi, questi, in cui l’offerta televisiva dei classici del cinema è una deliziosa consuetudine.

Con GWANGI

Con GWANGI

Ma viene ora il momento fatidico, l’occasione di una vita: un amico di famiglia, Piero, di professione autotrasportatore, deve compiere un viaggio fino a Londra, e si offre di accompagnare Beppe a incontrare il suo idolo! Un viaggio in TIR di svariati giorni, trasportando un carico di cipolle il cui lezzo permea l’aria, dormendo nelle cuccette della cabina, lavandosi negli autogrill e assistendo alle improbabili conversazioni di Piero, che parla in Piemontese coi francesi (ci prova poi anche a Londra, con risultati disastrosi)… Il camionista, peraltro, è assolutamente incapace di pronunciare il cognome di Ray e, riferendosi a lui, lo apostrofa “Jagermeister”…

A Londra Beppe fa la conoscenza di Livio, un torinese amico di Piero, e di Emma, una ragazza inglese presso la cui casa Livio è affittuario. E’ grazie a costei che si riesce a fissare un appuntamento con Harryhausen e, la mattina del 7 luglio 1983, Beppe si reca nel sancta sanctorum di Ilchester Place. La presentazione in Inglese, preparata meticolosamente in vista dell’incontro, si risolve infine in un mero “piacere”, non appena Ray stesso viene ad aprire la porta di casa. Beppe e Livio, che funge da traduttore (ma in realtà il suo Inglese è ancora piuttosto acerbo e si rivolge continuamente a Ray chiamandolo “Mr. Henry”), vengono fatti accomodare in un elegante salotto e la prima cosa che salta all’occhio è una scultura in bronzo, poggiata su una mensola, del mitico Perseo che trafigge la serpentina Medusa. Solo in seguito si scopre che anche quella è opera di Harryhausen.

Segue una conversazione-intervista che ha del comico (comprovata da registrazione che per primo un Beppe ormai adulto si imbarazza a riascoltare: se non altro adesso è in grado di comprendere ciò che Ray risponde!) e alla fatidica domanda “Do you would like to see the models?” , Livio traduce: “Chiede se ti piace il cinema d’animazione…”. Ovviamente Beppe risponde positivamente, per fortuna, e Harryhausen li conduce all’ultimo piano di casa sua, nella stanza delle meraviglie: pareti ricoperte da suoi disegni originali e vetrinette che espongono gli adorati modellini, usurati dal tempo. Ancora oggi c’è il rimpianto di non aver posseduto una macchina fotografica per immortalare quei magici momenti, ma il tutto resta vividissimo, impresso nella mente di Beppe, nonostante siano passati trent’anni da quel giorno meraviglioso.

Con le sue creature

Con le sue creature

Io sono un Beppe qualunque, non ho mai ottenuto l’”attrezzatura per il fotogramma”, non sono mai andato oltre i super 8 amatoriali realizzati con amici e a qualche esperimento di stop-motion di pochi secondi utilizzando pupazzi in plastilina. Oggi faccio l’impiegato in Regione. Ray è nel mio cuore, è una parte importantissima del mio essere, ma lo è anche per persone ben più blasonate di me, persone che hanno intrapreso una carriera di successo grazie a lui. Alcuni nomi a caso? Giuseppe Tornatore, Sam Raimi, James Cameron, George Lucas, Steven Spielberg, Peter Jackson, J.J. Abrams, Joe Dante, Rick Baker, Stan Winston, Phil Tippet, Dennis Muren, Richard Taylor, John Landis e moltissimi altri.

Ray ci ha lasciati il 7 maggio 2013, ma è ancora con tutti noi!

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I FANTASTICI QUATTRO e i canguri.

E’ molto difficile, fare un casting.
E’ un compito delicato.
Scegliere gli attori giusti per un ruolo. A volte fa la differenza, in un film. Pensate che per CASABLANCA all’inizio avevano scelto Ronald Reagan.

Ma qualcosa è cambiato, ultimamente, nell’idea di casting dell’industria cinematografica.
Qualcosa che stropiccia gli occhi degli spettatori con dita di sabbia.

Ultimamente, chi fa il casting di un film deve dimostrare di avere lo stesso quoziente intellettivo di un marsupiale.
Tipo che fai il film su Jack Reacher, dove il protagonista è un uomo enorme di due metri d’altezza, lo fai fare a Tom Cruise.
La scelta viene poi sottoposta a un comitato di canguri, che dà il benestare.

Ma veniamo alla nostra storia.

Un giorno, un tipo incontra una gran gnocca in discoteca, passano insieme una serata favolosa, la porta a casa sua, fanno del gran sesso e poi si addormentano.

La mattina dopo, lei non c’è più. Lui va in bagno e trova scritto sullo specchio, con il rossetto:
“Adesso ti sei preso il casting del nuovo film dei FANTASTICI QUATTRO”.

Per chi fosse stato in una grotta negli ultimi sessant’anni, i Fantastici Quattro sono questi qui:

Da sinistra, Ben Grimm, Reed Richards, Susan Storm, Jhonny Storm

Da sinistra, Ben Grimm, Reed Richards, Susan Storm, Jhonny Storm

Le riprese del reboot inizieranno a metà giugno, così l’uomo sa che non ha molto tempo.
Si trova di fronte al comitato di canguri, che lo guarda con aria sospetta.

Sarà in grado di soddisfare le loro richieste?

Non è un compito facile.
Nel 1994 venne realizzato il primo film dei FANTASTICI QUATTRO.

Il responsabile del casting mise insieme con grande ingenuità questa squadra:

Buffi, ma perfetti.

Buffi, ma perfetti.

I canguri rimasero sconvolti dall’aderenza al modello originale, saltavano da tutte le parti, i cuccioli cadevano dalle borse, venivano calpestati, una cosa orribile. Chi realizzò il casting venne fatto salire in tutta fretta su un’auto, non se ne seppe più niente.
Il film non venne nemmeno fatto uscire al cinema. Solo delle copie pirata circolano oggi in rete.

Molti anni più tardi, un uomo condannato alla sedia elettrica vide la sua pena inasprita: condannato a fare il casting del nuovo film dei FANTASTICI QUATTRO.

L’uomo, che ormai non aveva più niente da perdere, iniziò a scritturare i vari attori per i ruoli di Reed Richards, di Johnny Storm, di Ben Grimm…
Quando arrivò a dover scritturare il ruolo per Susan Storm, sorella di Johnny, volle fare uno scherzo a tutto il mondo.
Scritturò Jessica Alba.
Per un ruolo che avrebbe previsto una donna nordica, scelse una latina.

Tra le mille e trecento attrici dai capelli biondi e gli occhi azzurri, simbolo della tipica donna americana, lui scelse Jessica Alba.

Bellisima. Ma no.

Bellisima. Ma no.

I canguri lo acclamarono e lo portarono in trionfo.

Jessica Alba interpretò due volte la parte di Susan Storm. Parrucca bionda, lenti a contatto azzurre. La seconda volta non tentarono nemmeno di schiarirle la pelle, decisero di abbronzare gli altri.

Next, please!

Next, please!

A distanza di pochi anni, i canguri della FOX hanno deciso che è ora di un nuovo film. Un reboot. Un rilancio del franchise, una pettinata al portafoglio dei ragazzi, troppo stropicciato dai cinecomic delle case di produzione concorrenti.
I canguri sono rimasti molto impressionati dalla straordinaria scelta della nuova Mary Jane, che comparirà in AMAZING SPIDER-MAN 2, il film gestito dagli opossum: gli dici che la nuova Mary Jane fa schifo e loro si fingono morti.

E' sempre un piacere, rivederla.

E’ sempre un piacere, rivederla.

Così le aspettative dei canguri sono alte. Vogliono un casting che faccia parlare.
L’uomo cui è stato affidato il compito, suda molto.
Ha poco tempo, quindi agisce in fretta. E inizia con un clamoroso errore: Allison Williams nel ruolo di Susan Storm.
Una che le tingi i capelli di biondo, è perfetta.

Dai, che ci siamo, dai.

Dai, che ci siamo, dai.

I canguri sono allibiti. Vedono profilarsi il successo al botteghino e non possono tollerarlo. Gli opossum stanno già ridendo di loro. Anche l’echidna, reduce dal clamoroso flop di LANTERNA VERDE, non può fare a meno di guardarli con disprezzo.
Non può essere un cinecomic se azzecchi il cast.
Non può.
La pressione aumenta e l’uomo del casting non trova una soluzione. Sa solo che il casting deve proseguire.

Pensa che ti ripensa, ecco la trovata geniale.
Ecco l’idea che riporterà il film sul giusto binario verso il baratro.
E scrittura colui che interpreterà Johnny Storm, il fratello di Susan Storm, quella bionda, occhi azzurri, tratti nordici.

Perchè?

Perchè?

I canguri esultano. Lo abbracciano commossi. Per loro, il casting potrebbe anche terminare qui.

“Abbiamo il film”, dicono.

Il nuovo FANTASTIC FOUR è salvo.

L’uomo del casting sorride. Ha dimostrato che anche un cieco può lavorare nel mondo del cinema.

E tutti quelli che ci vedono?

Non è un suo problema.

Non più.

EDIFICIO 17A – Diario intorno a un tumore

E’ il diario del ricovero di Salvatore Adelfio, il mitico Salvatore di ALTROQUANDO, l’altrettanto leggendario negozio di fumetti di Palermo. Salvatore è tra i primi, se non il primo, a volere bene a un RAT-MAN ancora spillato.
Lui e Maurizio Clausi, che crea il sito di Rat-Man.

http://www.rat-man.org/

E poi, in tempi più recenti, Andrea Fedele, che sta dando vita a qualcosa di cui parleremo più avanti. Si può dire che Rat-Man sia un po’ palermitano di adozione.
E insomma, Salvatore ha avuto un tumore e ha aperto questo blog per raccontare la sua odissea ospedaliera, intitolandola appunto “EDIFICIO 17A – Diario intorno a un tumore”.

http://sadeide.blogspot.it/

Si fa un gran parlare delle cosiddette “graphic novel”, racconti fuori dall’ordinario dell’edicola, che presentano punti di vista o argomenti particolari.
Questa è come una graphic novel. Ma le immagini ce le dovete mettere voi.
A volte, ce ne mettono una gli amici di Salvatore, sotto forma di piccole vignette.
Ma non c’è veramente bisogno di immagini, perchè bastano le righe quotidiane di Salvatore. Che secondo me scrive a colori.

salvatorat

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